mercoledì 23 settembre 2015

Girl House

Cosa possiamo aspettarci da uno slasher dal titolo "Girl House" il cui poster si presenta così?


Non so cosa vi aspettereste voi, ma posso dirvi cosa mi aspettavo io: tette e sangue nel caso peggiore, morti originali, una bella atmosfera morbosa e magari qualche omaggio al giallo/nero italiano anni 70 nel migliore. Inutile dire che tette e sangue sono comunque un requisito minimo sufficiente, quindi non potevo certo lasciarmi scappare Girl House! Anche perché il cast non è niente male...

La protagonista è Ali Cobrin, bel corpicino e faccino da "sono troppo furbetta per fare dei porno"! L'abbiamo già vista in un American Pie ed in qualche horrorino, ma qui si dimostra in grado di reggere perfettamente la parte della studentessa che in qualche modo è costretta a spogliarsi in webcam per mantenersi ma che rifiuta di vergognarsene (troppo).


Tra le altre ragazze della casa annoveriamo Alyson Bath (Evil Feed)...


...Elysia Rotaru (Arrow)...


...Chasty Ballesteros (Final Destination 5)...


...e anche altre gnocchette, ma non intasiamo il blog di foto di fiche, sennò mi dicono che sono un maniaco! Comunque avete capito il senso, no? Di carne al fuoco ce n'è eccome. Al sangue provvede invece il simpatico Loverboy, ovvero uno degli utenti più affezionati della chat-room di Girl House, una persona tutto sommato molto dolce... finché non gli viene negato il sentimento e decide di fare una strage. Fin dalla sua presentazione capiamo bene quale sarà il suo ruolo, e questo se nega un po' di suspense crea comunque attesa e curiosità.

I porno con la trama fanno piangere sempre anche me
Il film di Trevor Matthews, infatti, non stupisce mai, la trama è piuttosto scontata e fatto salvo qualche dettaglio di non secondaria importanza si capisce bene quello che succederà fino alla fine, ma questo è dovuto più alla legge degli slasher (cosa vi aspettereste di diverso?) che a un suo reale deficit. Inoltre viene fatto un bel lavoro nel non buttare tutto in vacca... e si che sarebbe stato semplicissimo! Sarebbe bastata qualche scena quasi-porno in più, insistere su dettagli ginecologici guarniti con una bella fetta di gore... ed invece il film sceglie una strada completamente diversa. Pochissima nudità e spesso presentata a distanza, attraverso uno schermo, pochi stereotipi, niente famiglie difficili o molestie e assolutamente zero slut-shaming. Si sa, negli horror le ragazze più troiette sono quelle che muoiono per prime... ed un po' se lo meritano. Girl House non è così, le gnocche sono anche in gran parte intelligenti o quantomeno mosse da motivazioni comprensibili, ed anche quelle più antipatiche non sono solo delle oche stupide. Nell'esibirsi nude non c'è vergogna: si può fare per denaro o per esibizionismo, ma a nessuna viene fatta una colpa. L'assassino non scatta di fronte ad una provocazione sessuale, ma anzi ad una negazione (immaginaria, ok) dell'amore romantico, e questo francamente è piuttosto atipico in un film del genere. Il ragionamento sulla pornografia moderna non è banale come potrebbe sembrare, ed aggiunge interesse alla pellicola.

Non che servissero molti altri motivi...
Se vogliamo essere davvero obiettivi, anzi, il consueto slut-shaming è sostituito da un prejudice-shaming... Forse c'è persino un eccesso di buonismo in senso opposto. Ed in effetti in una certa semplificazione di personaggi e situazioni risiede il principale limite del film, che probabilmente è attribuibile in gran parte ad inesperienza e limitazioni del budget, ma va segnalato. Per il resto non posso non fare i complimenti al regista ed al cast, che interpreta le scene piuttosto bene. Niente male per un filmettino fatto con due lire.

In conclusione, esordio davvero promettente! Sono curioso di scoprire quali saranno i prossimi progetti del regista e di rivedere tutte queste belle gnocche! EVVIVA!

Voto: **

1 commento:

  1. Nella prossima vita voglio essere una paperella di plastica.

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