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sabato 12 aprile 2014

Killer in viaggio: due normali assassini e un cane in crisi d'identità

Killer in viaggio è nelle parole del regista Ben Wheatley (ricordate Kill List?) "una dark comedy su un paio di campeggiatori psicotici". La definizione è azzeccata? Si, ma Sightseers (il titolo originale è decisamente meno spoiler...) è anche di più, molto di più. In qualche modo è la versione umoristica e semplificata di Kill List, per attitudine registica, spirito interpretativo e qualità dei colpi di scena. Ma andiamo con ordine.


Tina è un ultra trentenne succube della madre, che la costringe in casa con la scusa di falsi malesseri e sensi di colpa. Conosce Chris, un omone dalla barba rossa e dall'aspetto un po' tonto, e decide per la prima volta di partire in viaggio con lui nel suo caravan, alla scoperta dei suoi luoghi preferiti delle midlands. Tutto sembra molto tranquillo e rilassato, fino a che l'incontro con un altro viaggiatore maleducato porterà ad un "incidente" che darà inizio a ondate di violenza.

Wheatley è bravissimo nel ribaltare quello che potrebbe essere un incrocio tra road movie e romantic comedy mettendo il film in mano a due psicopatici completi. Killer in Viaggio è un po' Natural Born Killers con due imbecilli come protagonisti. Tina e Chris sono interpretati dai bravissimi Alice Sowe e Steve Oram, incredibilmente credibili nella parte... non è che dobbiamo indagare sul loro passato? Il film alterna parti da "filmino delle vacanze" ad esplosioni di inaudita violenza, ed il giochino, specialmente all'inizio, funziona alla grande. Quando inizia ad apparire un minimo prevedibile... Wheatley dimostra di saper anche far ridere, pur mantenendo la pellicola nei binari dell'inquietante spinto, e da vita a situazioni ridicole dalle quali si esce increduli. La storia d'amore tra i due protagonisti riesce a trovare una importante evoluzione, giusto e sbagliato si fondono, così come sopra e sotto, master & slave, chi domina e chi influenza chi? Come anche in Kill List, nulla è come sembra, e la narrazione piana come la recitazione dei protagonisti porta a climax esasperati, sottolineati da una eccelsa colonna sonora. Fino ad un altro finale capolavoro.

Ripeto le parole già dette in occasione della recensione di Kill List perché si applicano perfettamente anche a questo film: Killer in Viaggio è un viaggio inquietante che vi consiglio di intraprendere. Forse non vi piacerà, ma di sicuro non vi lascerà indifferenti.

Voto: ****1/2

lunedì 3 febbraio 2014

Kill List: ammazza oh!

Capita ancora, anche dopo un miliardo di film visti, di arrivare alla fine di una pellicola e pensare "ma cosa cazzo ho guardato?". La maggior parte delle volte è un male, vuol dire semplicemente che il regista ha diretto un film sconclusionato in cui non si capisce una sega. A volte è fatto apposta, per mascherare scarsità di mezzi o di idee la si butta in vacca sperando che il pubblico abbocchi. Ma in qualche raro caso il film ti entra dentro e ti costringe a porti delle domande, a ripensare ai suoi dettagli, ai dialoghi, alle piccolezze che prima non si erano notate e che improvvisamente non sembrano più tanto piccolezze.


Kill List, opera seconda dell'inglese Ben Wheatley risalente al 2011, è proprio uno di questi film. Ed ha l'ulteriore pregio di avermi spiazzato con tantissimi cambi di registro... tutti motivati!

I primi quindici minuti sono un dramma di incomunicabilità e di difficili rapporti familiari. Jay è un uomo di mezza età che non lavora da otto mesi, Shel è la sua ben più giovane moglie, che in poco tempo è riuscita a sperperare 40000 sterline di risparmi. I due hanno anche un figlio, Sammy... i rapporti in casa sono molto tesi. Una sera arrivano a cena un vecchio amico di Jay, l'irlandese Gal, con la nuova fidanzata Fiona. I litigi continuano anche davanti a loro, anzi, esplodono...

...ma scopriamo qual è il lavoro che Jay ha abbandonato. Era un killer, e Gal era il suo collega. Ha deciso di abbandonare dopo un casino successo otto mesi prima a Kiev, un casino di cui non ci vengono dati i dettagli ma che intuiamo aver rappresentato un proprio trauma soprattutto per il protagonista.

Gal propone a Jay un nuovo lavoro. Semplice e remunerativo. Tre persone da uccidere proprio in Inghilterra, che avrebbero consentito alla famiglia di ritrovare la tranquillità economica. Jay infine accetta...

Qui il film si trasforma in una sorta di black comedy. Il rapporto tra i due amici e la routine del primo omicidio alleggeriscono (lo so... è strano ma è così!) il tono del film. La prima vittima è un prete. La seconda è un bibliotecario... ma i due trovano qualcosa che fa diventare la missione personale. E il lavoro diventa una discesa nell'abisso.

...fino al terzo omicidio, ancora qualcosa di completamente diverso e ben più assurdo...

...per non parlare del finale......

Non voglio entrare nel dettaglio perché credo che per apprezzare Kill List dovreste guardarlo "al buio", senza leggere le infinite teorie ed elucubrazioni che si possono trovare in rete. Se l'avete visto, semmai, ne parliamo nei commenti... Ma il bello del film è che ti porta a farti delle domande, e ripensando a tutto quello che avevo visto mi sono accorto che tutto aveva un senso. Tutto era non esplicito, ma spiegabile. Anche i dettagli minori. Anche la scena in cui Fiona, apparentemente senza motivo, traccia un segno dietro ad uno specchio dopo aver assistito al litigio...

Il tutto diretto splendidamente, senza concessioni modaiole ma con una tecnica ottima (si veda la scena del cunicolo nell'ultima parte. Meravigliosa!), ed interpretato benissimo dai quattro attori principali.

Kill List è un viaggio inquietante che vi consiglio di intraprendere. Forse non vi piacerà, ma di sicuro non vi lascerà indifferenti.

Voto: **** 1/2
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