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sabato 23 marzo 2013

Linguam Aretinam Discere: C COME CHIOCCO!

Per chi se le fosse perse...

Prima lezione

Seconda lezione

Secondo dizionario.org Chiocco è sostantivo che indica il suono che da la frusta agitata. Lo schiocco, insomma!


Anche ad Arezzo, in parte, è così. Ma come spesso accade questa parola onomatopeica finisce per indicare anche molte altre cose... Un forte colpo dato, per esempio. Uno sculaccione!

Esempio

In italiano, la mamma sgrida così il figlio che, in un negozio di giocattoli, fa le bizze: 

Francesco, smettila di piangere, altrimenti ti darò uno sculaccione così avrai finalmente una ragione per lamentarti!

In aretino la mamma si esprimerebbe in maniera decisamente diversa:

Cecco, se ulla fai finita de frignare te do un chiocco nel culo, cusì almeno frigni con ragione!


L'uso più frequente del termine chiocco è però quello di colpo ricevuto a causa di una caduta. Il famoso chiocco'n terra.

Esempio

Italiano: 

A- Come hai fatto a procurarti quel bernoccolo?
B- Stavo cercando di fare delle acrobazie in bicicletta, ma sono caduto rovinosamente.

Aretino:

A- Oh come te lo sé fatto quel birignoccolo?
B- Facevo'l coglione co la bicigretta e ho dato 'n chiocco'n terra.

Chiocco in questa accezione è spesso sinonimo di tonfo.

La prossima lezione sarà più difficile: D come Dòlco!

giovedì 28 febbraio 2013

Linguam aretinam discere: intermezzo

Non si può veramente dire di parlare aretino se non se ne usano detti e frasi idiomatiche. Esse devono essere usate ogni volta che se ne presenta la possibilità, con sfoggio di erudizione e fantasia. Questa, ad esempio, l'ho sentita oggi.
"Il mi citto è come'n can che bada a l'agli, mangiare ulli mangia, e ulli fa mangiare a quel'altri"

Traduzione

Il mio fidanzato si comporta come un cane che fa la guardia a degli agli: non li mangia, ma non permette neanche agli altri di mangiarli.

lunedì 11 febbraio 2013

Linguam aretinam discere: B COME BATURLA!

Vi siete persi la prima lezione? Recuperatela!

L'alfabeto - lezione #2

B COME BATURLA.

Madunnina enti lae come baturla! (Madonnina, senti come tuona!)

Baturlare è parola antica, comune ad Arezzo ma sentita anche nel senese, ed indica il brontolio del tuono lontano. Su dizionario.org la danno come termine della Val d'Ambra :D


Come molti verbi che parlano di condizioni atmosferica è impersonale, ovvero viene usato senza soggetto nella terza persona singolare. L'etimo è incerto, c'è chi dice che deriva dall'onomatopeico trullare rinforzato dalla particella ba- e chi ne parla come un mix di brontolare ed urlare. Comunque baturlare è bellissimo e rende davvero l'idea... altro che tuonare!


Prossima lezione: C COME CHIOCCO!

venerdì 25 gennaio 2013

Linguam aretinam discere: A COME ALO'!

Introduzione:

questo breve corso in 3704 lezioni si propone di rendere più nota al grande pubblico una lingua musicale, piacevole e divertente come l'aretino. Se vi interessano le dispense o i dvd fatemi sapere che ve li spedirò dietro pagamento di una modica cifra (al nero).

Note di pronuncia

Pronunciare parole o frasi in lingua aretina è molto facile: basta tirare in fuori il grugno ed assumere un'espressione incazzata col mondo. L'aretino infatti esprime così il suo animo accogliente ed aperto a mille influenze. Non a caso Dante Alighieri, nella sua Commedia, definì il popolo di Arezzo cani rognosi e botoli ringhiosi. Noi, da gente semplice e cortese, non ce la siamo presa a male, ed anzi, ne abbiamo fatto un vanto. Per aumentare l'effetto-aretinità, poi, basta aggiungere una o più "é" in finale di frasi o parole.

Esempio:

Italiano: Mi fa un caffè?
Aretino: Alò me lo fai un caffèéé?

L'alfabeto - lezione #1

 A COME ALO'.

La parola "alò" è un po' la parola simbolo della lingua aretina, e non poteva che essere presentata per prima. Tre semplici lettere, qualcuno sostiene di derivazione francofona (allons), ma semmai avran copiato loro, tsè, che racchiudono in sé mille significati. E' un po' una parola jolly, dalle molteplici valenze. Il significato originario è "orsù, andiamo", ma le possibilità sono molteplici. Può essere un incitamento positivo (alò che ce s'è fatta!), una "sveglia" per qualcuno (alò te movi?), una lamentela contro qualcosa (Ma alò, sta roba fa schjifo!), un'esclamazione di sorpresa (Alò! Ce s'è anco te?). C'è pure il Sant'Alò, che prima murì eppù s'amalò.

Prossima lezione: B COME BATURLA

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