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sabato 6 aprile 2013

Alessandro Forlani - I Senza-Tempo

Diciamo la verità, i romanzi vincitori del Premio Urania negli ultimi anni sono stati nei casi migliori delle delusioni (tipo quelli di Morellini o di Aresi), nei peggiori delle vere e proprie schifezze (qualcuno mi restituisca le ore spese nella lettura di E-Doll!). Il Premio Urania 2011, per fortuna, prometteva un po' meglio. In finale era arrivato anche un autore che ho sempre letto con piacere come Samuel Marolla, ma alla fine la giuria ha proclamato vincitore Alessandro Forlani, con il suo "I Senza-Tempo". Autore francamente mai conosciuto, ma la trama interessante, con ambientazione nel futuro prossimo, demoni mangiatori di bambini e necromanzia, mi ha spinto a prenderlo. Con alcuni mesi di ritardo ho concluso la lettura, e...

VERITA' N.1: sostanzialmente non si tratta di un romanzo di fantascienza, ma di un horror futuristico.
VERITA' N.2: sostanzialmente non si tratta neanche di un romanzo, ma (se vogliamo essere generosi) di un romanzo breve (o racconto lungo) al quale sono stati legati altri racconti successivi che in qualche modo possono rientrare nella stessa ambientazione. E per completare il volume, visto che di spazio da riempire ce n'era ancora assai, un racconto di Marco Migliori (non male) e uno di Dario Tonani (nammerda).
VERITA' N.3: lungi dall'essere perfetto, in poco più di cento pagine il racconto contiene più idee che gli ultimi 10 Premi Urania messi insieme, e riesce anche a metterle giù bene.

La trama: Chi sono il dottor commercialista Totali, l’avvocato fallimentare Pantocrati, il notaio Maggioritariis? E soprattutto, chi è Monostatos il risvegliato? (Questi nomi, presi a prestito nel 2012, nascondono attività mostruose.) Chi ha assassinato i bambini di una scuola elementare di provincia, divorandoli? (Le indagini sono tuttora in corso.) Cosa vogliono gli Archiburoboti, invasori meccanici già in marcia nel 2024? L’intempestiva risposta arriverà nella spaventosa Italia che ci aspetta nel 2036, in un romanzo di magistrali nefandezze e originalità assoluta, vincitore del premio indetto annualmente da “Urania”.

Il giudizio: Dicevamo, romanzo (o racconto, o quel che vi pare) non perfetto. L'autore stesso nell'intervista contenuta nel volume dice di trovarsi più a suo agio con le short stories. Si vede. Alcuni di quelli inseriti comunque nella raccolta sono delle piccole gemme, scritte benissimo, con idee ottime (una almeno vorrei averla avuta io... magari chiederò al Forlani se posso riscrivere il racconto a modo mio mischiandolo con un po' di altra roba...), quasi folgoranti. La storia principale è anch'essa molto interessante, ma soffre di due problemi: 1- un eccessivo barocchismo nello stile. In qualche modo la storia lo richiedeva e l'ho apprezzato, ma nella parte centrale si è fatto prendere un po' la mano ed ho fatto fatica a superare qualche piccolo scoglio. 2- si notano sia la gestazione piuttosto lunga (l'autore ha confessato di averlo abbandonato e poi ripreso in mano e concluso molto dopo) che una certa
disabitudine alla forma-romanzo. Alcuni elementi che richiedevano a gran voce un approfondimento maggiore sono stati appena accennati, altri invece sembrano essere stati allungati per di più un po' a casaccio, tanto per riempire spazio ed allungare il lavoro dell'autore di quelle poche pagine sufficienti a farlo partecipare al Premio Urania ;)
In ogni caso la lettura è piacevole e molto interessante, infarcita di metafore piuttosto evidenti per chi non viva sulla Luna ma mai troppo pedante e didascalica. Consigliata! Ora vado sul blog dell'autore e leggo qualche altro racconto...

venerdì 5 ottobre 2012

David Ambrose - L'uomo che credeva di essere se stesso


Dopo qualche delusione finalmente la classica collana Urania ospita un romanzo moderno, ben scritto, appassionante. David Ambrose è uno scrittore e sceneggiatore inglese e questo è stato, nel 1993, il suo esordio. Il romanzo era già stato pubblicato in Italia dalla Meridiano Zero in una edizione ormai a quanto ne so introvabile, un'opera di recupero che fa piacere e che spero dia i suoi frutti.

La storia

Rick Hamilton è un giovane editore di successo, la sua azienda va a gonfie vele, sua moglie è bellissima e follemente innamorata, suo figlio uno splendido bambino. Ma qualcosa, ovviamente, è destinato ad andare storto. Durante un incontro con la banca per ottenere un finanziamento Rick ha un presentimento, prende l'auto e guida come un pazzo fino al luogo di un incidente. L'auto di sua moglie si è appena scontrata con un camion, il figlio, legato sul sedile posteriore, è illeso, ma lei è morta... Oppure no, è lei che è uscita illesa dall'auto, mentre il figlio è sparito nel nulla. Ma perché lei continua a sostenere che, semplicemente, suo figlio non è mai esistito? Forse Rick è impazzito?

Il giudizio

Il romanzo parte come un noir, vira a trasformarsi in ottimo romanzo di fantascienza sugli universi paralleli e infine si rivela come buonissimo lavoro quasi mainstream, nel senso più nobile del termine, scritto in stile molto cinematografico. Breve e ricco di dialoghi interiori, scelta stilistica non facile soprattutto se consideriamo che ambrose mantiene sempre il ritmo sostenuto e le vicende del suo protagonista appassionanti. Mi ha ricordato (bestemmia!) il giovane Richard Matheson, e questo è un gran complimento. L'unica pecca, se vogliamo, è una soluzione finale un po' semplicistica, ma forse inevitabile per mantenere il libro fruibile a tutti i livelli. Lettura molto consigliata, e vediamo un po' se riesco a trovare qualche altro suo romanzo...

mercoledì 12 settembre 2012

Raphael Lafferty - Maestro del Passato


Nel XXVImo secono Astrobia è l'unico pianeta colonizzato dall'uomo oltre alla vecchia Terra. I suoi primi abitanti volevano costruire un utopia dove la vita fosse perfetta, ma ben presto le cose cominciarono ad andare male. Molti abitanti perdevano la voglia di vivere, altri si ribellavano trasferendosi nella decadente Cathead, preferendo una vita breve e durissima all'ozio e alla ricchezza delle altre città. Per capire come risolvere i problemi del mondo i Maestri di Astrobia decidono di richiamare dal passato colui che ha scritto l'Utopia originale, Tommaso Moro, e di renderlo Presidente del pianeta. Moro però si rivelerà una figura meno malleabile del previsto, e troverà dei compagni d'avventura piuttosto bizzarri...

Quella di Lafferty non è decisamente una classica space opera, anzi. E' più vicina a I Viaggi di Gulliver che alla fantascienza classica, e probabilmente gli amanti della sf hard dovrebbero tenersene lontani. Thomas More intraprende un viaggio ricco di simbolismi ed allegorie, in cui tutto rimanda a qualcos'altro. Lafferty ha una prosa frizzante e anche divertente, ma mai semplice e diretta, e se questa rende il libro comunque leggibile lo rende purtroppo a mio parere anche noioso. Sono arrivato a fine della storia con fatica e solo perché comunque ero curioso di vedere come sarebbe andata a finire... ma persino il finale mi ha deluso.

Probabilmente leggerò altri romanzi di Lafferty se appariranno un giorno su Urania, ma per questo il giudizio è piuttosto negativo. Sconsigliato.

domenica 31 luglio 2011

Robert J. Sawyer - WWW1: risveglio


Robert Sawyer - cito la quarta di copertina - è l'unico scrittore canadese di fantascienza a tempo pieno. E, aggiungo io, forse il mio scrittore di fantascienza contemporaneo preferito. Ho letto quasi tutti i suoi romanzi apparsi su Urania, tutti più che apprezzati, in particolare l'originale ciclo del Neanderthal Parallax che ipotizza il contatto con una terra parallela dove la specie dominante è quella degli uomini di Neanderthal. I suoi romanzi sono il felice e raro connubio tra accuratezza delle fonti e attenzione al lato umano dei personaggi, in un panorama che si divide sempre di più tra "fredda" hard sf e narrativa più personale Sawyer è un ponte tra i due mondi che conserva i lati migliori di entrambi.

WWW1: Risveglio è il primo capitolo di una trilogia sul risveglio (appunto) di una coscienza del web, e ha come protagonista Caitlin, una ragazza neppure sedicenne trasferitasi a Toronto, cieca a causa di una rara condizione genetica. A Caitlin viene offerto di fare da cavia per un esperimento dell'università di Tokyo, una micro telecamera viene impiantata sulla sua retina con il compito di trasmettere le immagini al suo cervello. L'esperimento inizialmente pare un fallimento, ma improvvisamente Caitlin vede qualcosa. Connessioni, segmenti luminosi, nodi... è il world wide web. Caitlin può vedere la rete intorno a sè, e sullo sfondo nota una certa interferenza, qualcosa che non dovrebbe esserci e che sembra contenere informazione...

Risveglio è un ottimo romanzo che non tradisce la tradizionale accuratezza di Sawyer (la pagina dei ringraziamenti contiene un miliardo di nomi, tra psicologi, studiosi dell'occhio umano, delle reti di computer, persino di primatologia visto che nella storia hanno un ruolo anche... le scimmie :D) ma che soprattutto parla con una delicatezza sorprendente di condizioni come la cecità e l'autismo in maniera persino toccante. I personaggi diventano vivi, è facile immedesimarsi in loro ed entrare nelle loro menti, anche quando sono lontanissimi dalla nostra esperienza. Quella di Sawyer è una fantascienza ottimista e attraente anche per il pubblico non appassionato del genere, e francamente non vedo l'ora che il secondo libro della trilogia arrivi in edicola :)

martedì 8 marzo 2011

Michael Swanwick - I draghi del ferro e del fuoco

Ammettiamolo: durante la nostra vita di lettori di romanzi ognuno di noi ha avuto un periodo, più o meno lungo, da lettore accanito di fantasy. Per me è capitato a partire dai 14 anni, quando per Natale ho avuto in regalo Il Signore degli Anelli seguito quasi immediatamente dal Silmarillion, fino più o meno ai 22, con qualche ricaduta successiva dovuta alla scoperta di un paio di autori interessanti. Perché, soprattutto da adolescenti, ci innamoriamo della letteratura fantasy? Perché in ognuno di noi è fortissimo il desiderio di evadere, di fuggire dalla realtà, di perderci in universi dove gli unicorni sono di casa ed elfi e nani combattono orchi e goblin. Passa qualche anno, però, e quasi tutti, tranne i patiti del genere, si stancano. Perché al decimo (o al centesimo) romanzo in cui elfi e nani combattono orchi e goblin, e dove un eroe venuto dal popolo si scopre discendente di antichi sovrani ed impugna una spada magica per combattere il male assoluto... beh, viene da pensare: dov'è la fantasia in tutto questo?

La fantasy è un genere commerciale, e lo sappiamo benissimo. Vende anche e soprattutto a un pubblico di adolescenti, che al di là di un'apparente ribellione vogliono sempre e soltanto le solite cose. Sempre i soliti elfi bellissimi, i nani lavoratori, gli orchi brutti e cattivi e l'eroe di cui parlano le profezie tornare quando davvero c'è bisogno di lui. Esistono decine di buoni scrittori che con questi ingredienti hanno pubblicato un sacco di buoni romanzi. Poi esistono degli onesti artigiani, capaci di qualche spunto di qualità, e anche tra la loro produzione si trova qualcosa che vale la pena di leggere. Il resto, e si parla di milioni di pagine di robaccia, è merda che vende tre copie solo perché ha un drago in copertina.

Eppure la fantasy dovrebbe permettere un utilizzo sfrenato dell'immaginazione. Certo, c'è chi ha osato qualcosa di diverso, ci sono stati libri con orchi protagonisti, libri dove l'eroe non è quello previsto dalle profezie, parodie più o meno riuscite... ma non si potrebbe osare di più?

Michael Swanwick è uno di quelli che hanno osato di più. E il suo "segreto", come ha dichiarato lui stesso in una intervista, è che scrive solo di ciò che conosce. L'autore medio americano (ma anche quello italiano, visto che sono pochissimi gli esperimenti di fantasy che partano dal nostro folklore... anche perché l'autore fantasy italiano medio ha 16 anni...) non sa nulla di castelli, lande incantate e circoli di pietra, anzi vive tra fabbriche e locali di lap dance, tra autostrade trafficatissime e supermercati. Si può fare fantasy partendo da tali elementi?

"I draghi del ferro e del fuoco" (che in realtà sono due romanzi messi assieme per l'edizione italiana, anche se condividono solo l'ambientazione) dimostra che si può, eccome. Il nostro mondo è solo la base di partenza, uno spunto, ma anche se nell'universo di Swanwick si trovano abiti di Valentino e Porsche quello NON E' il nostro mondo. e' più un universo parallelo, popolato da MIGLIAIA di razze diverse. Migliaia non è un'esagerazione. Qualsiasi creatura di miti, leggende o simili è presente, e oltre alla classica mezza dozzina di elfi e nani abbiamo fate, gargoyle, orend, tokoloshe, oni, fantasmi, gnomi... e questo solo sfogliando una decina di pagine a caso. Oltre ai draghi, naturalmente. E i draghi di Swanwick sono tutto tranne che i nostri classici draghi fantasy. Creature biomeccaniche, prodotte in infernali fabbriche dove si sfrutta il lavoro minorile, sono creature crudeli, malvagie, che possono prosperare solo in una sorta di simbiosi con il loro pilota e portano anch'esso verso il male più assoluto.

QUESTA è fantasy. QUESTO è dare libero spazio alla fantasia. E attenti, non è che Swanwick abbia aggiunto un elemento all'altro a casaccio, tanto per il gusto di farlo. Il mondo da lui creato è coerente e - a suo modo - realistico. Non uno spillo è fuori posto. La magia è gli strip club possono trovare un punto d'incontro.

I due romanzi (La figlia del drago di ferro e I draghi di Babele) sono stati scritti uno nel 1993 e l'altro nel 2007. Gli anni trascorsi in qualche modo si vedono, perché seppure anche il primo sia scritto molto bene nel secondo lo stile appare leggermente migliore, più perfezionato nei dettagli. D'altro canto dal punto di vista della storia ho preferito leggermente il primo. Entrambi partono dal rapporto tra un mezzo umano e il drago con cui sono venuti a contatto, per poi andare a parlare di mille altre cose differenti, senza un freno ma con un ben preciso filo logico. Difficile riassumere la trama. Anche perché non ne ho voglia. :P

L'importante è che passi il messaggio: LEGGETE I LIBRI DI MICHAEL SWANWICK! Non quelli di Licia Troisi o Chiara Strazzullo o dell'autore fantasy diciassettenne #84. Non ve ne pentirete. Neppure se siete dei diciassettenni pure voi.

Info: 

Michael Swanwick - I draghi del ferro e del fuoco
(The Iron Dragon's Daughter, 1993 - The Dragons of Babel, 2007)
Urania Millemondi #54 - Febbraio 2011
638 pagg., 7,50€
In edicola

sabato 19 febbraio 2011

Robert Silverberg - Shadrach nella fornace


Partiamo subito da un assunto fondamentale: Robert Silverberg è uno dei grandissimi della letteratura (fantascientifica e non solo) e difficilmente si resta delusi da un suo romanzo. Qualsiasi cosa troviate comprate pure a scatola chiusa! Anche perché molto di ciò che ha fatto si trova anche a prezzi stracciati nelle bancarelle. Shadrach nella fornace è uno dei romanzi del suo periodo maturo, scritto nel 1976, e in qualche modo chiude un ciclo nella sua produzione, visto che dopo una pausa di 4 anni nel 1980 riprenderà con Il castello di Lord Valentine, fantasy che inaugura la serie delle cronache di Majipoor.

La trama

Dopo un decennio, gli anni 90 del XX secolo, di guerre batteriologiche che hanno rischiato di provocare la fine dell'umanità, nel 2012 la Terra è unita sotto la dittatura di Genghis II Mao IV Khan, che dalla capitale Ulan Bator domina il mondo intero e regola la somministrazione dell'unico vaccino capace di bloccare i mortali effetti della degenerazione organica. Il sogno di Genghis, che ha superato i 90 anni ed ha un corpo per la maggior parte non suo, visto che innumerevoli trapianti gli hanno garantito di restare sano fino ad ora, è la vita eterna. Shadrach Mordecai, il suo medico personale, sovrintende a tre progetti ambiziosi: Fenice, che vuole ottenere la rigenerazione della sue cellule; Talos, che vuole costruire un robot capace di ospitare la mente del dittatore; Avatar, per trapiantare la sua mente nel corpo ospite di un altro essere umano.

Il progetto in fase più avanzata è senza dubbio l'avatar. Ma quando Mangu, successore (e corpo ospite) designato del Khan, muore cadendo dalla finestra, tutto cambierà. E Shadrach capirà che deve fare qualcosa per proteggere se stesso e il futuro del mondo.

Il giudizio

Shadrach nella fornace è a mio parere uno dei migliori romanzi di Silverberg. Il suo stile, qui, raggiunge l'apice. La lettura è semplice e scorrevole ma non è mai banale, anzi mai come in questo romanzo l'autore appare aulico ed ispirato. Sicuramente il contesto storico politico degli anni 70 ha enormemente influito sull'ispirazione di Silverberg che ci offre tramite il suo protagonista riflessioni non banali perfettamente integrate in una trama avvincente e ricchissima di spunti.

Basta una parola per definirlo: capolavoro. Compratelo!

Info:

Robert Silverberg - Shadrach nella fornace
tit. orig.: Shadrach in the furnace, 1976
Urania Collezione 095 - Dicembre 2010
376 pagg., 5,50€

mercoledì 16 febbraio 2011

Allen Steele - Galassia Nemica


A volte un libro piacevole, scorrevole, senza troppe pretese è quello che ci vuole. Allen Steele è uno scrittore di fantascienza avventurosa, New Space Opera la chiama qualcuno, piuttosto apprezzato in Italia. Urania ha già pubblicato numerosi dei suoi romanzi e questo Galassia Nemica (a proposito, il titolo non c'entra un cazzo con la trama. Costava molto lasciare l'originale Galaxy Blues, o al limite tradurre ne "Il Blues della Galassia"?), se avrà successo, potrebbe dare il via alla pubblicazione della "Saga del Pianeta Coyote", di cui è un'appendice comunque leggibile separatamente.

La quarta di copertina

Jules Truffaut doveva raggiungere la Federazione di Coyote - la luna maggiore del pianeta Orso, sistema 47 Ursae Majoris - come un semplice clandestino. Per questo si era imbarcato a bordo dell'astronave Robert E. Lee, e certo non sospettava che i suoi piani potessero essere sconvolti fino a questo punto. Adesso, mentre gli alieni della coalizione Talus stanno per sottoporre a giudizio il nostro pianeta, il miliardario Goldstein pretende che Jules lo guidi a una misteriosa base in fondo allo spazio. La situazione è difficile sotto molti punti di vista, ma Jules Truffaut non si perde d'animo: sa di essere nato per riscattare le sorti dell'umanità intera.

Il giudizio

Come dicevo prima, il romanzo non ha grosse pretese, la trama è semplice, i personaggi sono piuttosto stereotipati e nessuno di essi è particolarmente approfondito. Nonostante questo ho letto il libro con molto piacere e in brevissimo tempo, probabilmente perché raramente si trovano autori moderni che scrivono così, senza prendere per il culo il lettore con masturbazioni pseudo tecnologiche intellettuali, ma col solo scopo di intrattenerlo, farlo divertire. Chiaro che non ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma come lettura estiva... ops, siamo in inverno... beh, diciamo come lettura da cesso questo libro va alla grande! E non perché faccia cacare :)

Tre stelline e mezzo!

Info:

Galassia Nemica, di Allen Steele
tit. orig.: Galaxy Blues
Urania 1566 - Gennaio 2011
299pagg., 4,20€
IN EDICOLA

giovedì 16 settembre 2010

Pat Frank - Addio Babilonia


Uno dei temi della fantascienza classica del dopoguerra è sicuramente l'incubo del dopobomba. E' difficile immaginare come si doveva vivere in quei giorni, con l'incubo costante di una guerra nucleare che poteva scoppiare in ogni momento, con ancora negli occhi le immagini ed i reportage della distruzione operata dagli americani ad Hiroshima e Nagasaki. I libri che trattano questo argomento direttamente o per metafora sono innumerevoli, ed uno dei principali esponenti della categoria è proprio questo Addio Babilonia, scritto nel 1959 da uno scrittore che dell'argomento doveva intendersene davvero, visto qualche mese dopo è divenuto anche consulente governativo americano. 

venerdì 28 maggio 2010

Jack Vance - Pianeta d'acqua


Chi è il migliore scrittore di fantascienza della storia? Gli intellettualoidi a questa domanda risponderebbero in massa Philip K. Dick, il "grande pubblico" probabilmente Asimov, Ray Bradbury avrebbe la sua nicchia di estimatori... io, come al solito, sono indeciso. Di solito a questa domanda rispondo Sheckley. Anche io ho avuto il mio periodo Dick e quello Asimov. Formalmente adoro Arthur C. Clarke e qualche volta pendo dalla parte di Fritz Leiber, o di Heinlein. Ma ogni volta che finisco di leggere un libro di Jack Vance mi dico "cavolo, non so se è il miglior scrittore di fantascienza della storia ma sicuramente è quello che leggo con più piacere".

Jack Vance da sempre l'idea di divertirsi un mondo quando scrive. I suoi romanzi sono in massima parte piuttosto semplici, fantasiosissime avventure in mondi strani e descritti con qualche libertà ma anche con un livello di dettaglio elevatissimo. Pianeta d'Acqua non fa eccezione. Il romanzo narra di una nave spaziale piena di detenuti diretta verso una colonia penale che fa naufragio - o forse, chissà, viene dirottata - in un pianeta coperto interamente d'acqua, dal quale emergono solo delle sorte di ninfee galleggianti ancorate al fondo dell'oceano non si sa bene come. Senza metalli i naufraghi tornano velocemente ad una società senza tecnologie, divisa in caste e piuttosto bene organizzata. Dodici generazioni dopo la piccola civiltà conta ormai cinquantamila persone che vivono in una sorta di paradiso, con un unico pericolo che minaccia però il benessere di tutti. L'unica razza di predatori dell'isola, i giganteschi crostacei semiintelligenti kragen, sono tenuti a bada dal più grande di tutti, l'enorme Re Kragen, adorato come un dio... un dio affamato, però, che esige tributi di cibo sempre più pesanti per saziare i suoi appetiti. La maggior parte degli abitanti del pianeta pensa che sia impossibile cambiare le cose, ma una rumorosa minoranza, guidata dal "Pataccaro" Sklalr Hast, è fermamente intenzionata a liberarsi, una volta per tutte, del Re.

La trama non è forse originalissima ma Pianeta D'Acqua è un romanzo che avvince, scritto benissimo, che si legge in un lampo. Un capolavoro? No. Una chicca che rischiava di finire nel dimenticatoio, sommersa tra tanti romanzi di Vance più famosi, ed accompagnata in questa edizione anche dal racconto "Il Kragen" che è stato la base per il romanzo che l'ha seguito.

Info:
Jack Vance - Pianeta d'Acqua
(Blue World, 1966)
Urania Collezione
324 pagg., 5.50€
In edicola

lunedì 23 novembre 2009

Alfred E. van Vogt - Crociera nell'Infinito


L'"Urania Collezione" di novembre è un classico vero, e i classici difficilmente si possono discutere. "Crociera nell'Infinito"(pessima traduzione di The Voyage of the Space Beagle) è considerato da molti una delle principali fonti di ispirazione per Alien, ed è uno dei capolavori di Van Vogt, uno dei maestri della fantascienza classica. Lo Space Beagle (nome preso dal brigantino di Darwin) è una nave spaziale di ultima generazione che solca le galassie "in cerca di strani, nuovi mondi"... ehm no questa è un'altra storia... comunque va in giro a cercare mondi inespolorati e nuove strane forme di vita. E c'è da dire che li trova... quattro razze/bestiacce, in particolare, daranno filo da torcere alla nava e all'unico esponente della nuova scienza del connettivismo a bordo, inizialmente ignorato e quasi deriso, poi sempre più fondamentale per le sorti del viaggio...

Crociera nell'Infinito è una rielaborazione di quattro racconti scritti tra il 1939 e il 1950, e forse è un'inesattezza definirlo romanzo. In ogni modo è uno dei più affascinanti esempi di quella fantascienza classica che non si perdeva troppo in spiegazioni parascientifiche preferendo affidarsi al potere della storia, al sense of wonder/of weird, al ritmo della narrazione. Chi non conosce Van Vogt corra a conoscerlo, il libro è ancora in edicola!

Info:

Crociera nell'infinito
The Voyage of the Space Beagle, 1950
Casa ed.: Mondadori
Urania Collezione 082 - Novembre 2009
376 pagg., 5.50€
In edicola

martedì 10 novembre 2009

Jeff Somers - La Chiesa Elettrica

La copertina mi faceva temere un brutto romanzo cyberpunk, così ho approcciato l'uscita di Ottobre di Urania con una certa cautela. Le recensioni su internet erano però tutte positive e... devo dire che avevano ragione. Jeff Somers è un giovane scrittore americano con all'attivo romanzi fantasy, science fiction e gialli, e qui non teme di osare una commistione di generi gettando nel calderone hard boiled, fantascienza e distopia. Ottenendo un gran successo!

Avery Cates, uno dei killer di maggior successo in una futuristica New York dove solo una elite di ricchissima può permettersi di sopravvivere senza rivolgersi al crimine, si trova messo alle strette. L'assassinio di un membro delle forze speciali è un delitto che non viene perdonato, su di lui è in atto una vera caccia all'uomo... ma forse le cose possono essere sistemate, se accetta di fare il lavoro sporco per la polizia. Denis Squalor, capo della rampante Chiesa Elettrica, che predica salvezza per chi accetta di essere reso immortale grazie alla trasformazione in monaco-cyborg sta ottenendo sempre più potere, e deve essere fermato... certo non sarà facile...

Somers scrive benissimo e il suo noir di ambientazione fantascientifica è coinvolgente e adrenalinico, ed anche ben congegnato. Questo è il primo capitolo di una trilogia (ogni libro è comunque autoconclusivo) che Urania pubblicherà integralmente nei prossimi mesi. Che dire? Non vedo l'ora di leggere il successivo "The Digital Plague"!

Info:

Jeff Somers - La Chiesa Elettrica
The Electric Church, 2007
Casa ed.: Mondadori
Urania 1551 . Ottobre 2009
289 pagg., 4.20€
IN EDICOLA

mercoledì 28 ottobre 2009

Walter S. Tevis - Futuro in trance


Walter Tevis è noto ai più (???) per avere scritto per il cinema il capolavoro "Lo Spaccone", interpretato da Paul Newman, mentre gli appassionati di science fiction lo ricordano principalmente per "L'uomo che cadde sulla terra". Ma cavoli, questo Futuro in Trance è bellissimo, e mi ha fatto venire voglia di cercare tutto il (poco, visto che come scrittore è davvero poco prolifico) resto della sua bibliografia.

Siamo in un futuro non meglio precisato, almeno tre secoli da adesso, e il genere umano ha messo ormai da tempo tutto in mano ai robot, tanto da essere caduto in una sorta di oblio mantenuto da droghe e condizionamenti psicologici. L'androide più intelligente sul pianeta, Bob Spofforth, vive con dolore la sua condizione di essere praticamente immortale, anela la fine della sua esistenza ma è stato programmato per non suicidarsi, e così è costretto a "servire" la dormiente umanità come nuovo sindaco della spopolata New York. Per lui lavora il professor Bentley, un docente universitario sui generis e primo uomo da decenni ad avere imparato a leggere, chiamato a guardare vecchi film muti ritrovati da poco.

L'umanità pare condannata a una fine ormai prossima, visto che per chissà quale motivo non nascono più bambini e sempre più persone inspiegabilmente si suicidano dandosi fuoco. Una ragazza, Mary Lou, pare però essere rimasta l'unica capace di pensiero critico, ed il suo incontro con Bentley porta per lui una sorta di risveglio, mentre quello con Spofforth fa scoprire all'androide addirittura l'amore, e...

Futuro in trance è una della distopie più lucide e nere che abbia mai letto. Un grave atto di accusa verso i rischi della disumanizzazione (e quando è stato scritto - nel 1980 - i computer dovevano ancora entrare in tutte le case!) e dell'uso improprio dei mezzi di comunicazione, ancora attualissimo in maniera sorprendente. Ed ancora più sorprendente è il fatto che... non è questo il centro della narrazione. C'è l'amore, la crescita interiore, il viaggio, l'avventura, l'amore per la cultura... Tevis scrive un romanzo di fantascienza difficilmente inquadrabile e per questo ancora più godibile. Esagero: uno dei migliori che abbia mai letto. E questo lo trovate ancora in edicola... :)

Info:

Walter S. Tevis - Futuro in trance
Mockingbird, 1980
Casa ed.: Mondadori
Urania Collezione 081
330 pagg., 5.50 €
IN EDICOLA

mercoledì 22 luglio 2009

Jack Vance - Il Mondo degli Showboat


Urania Collezione ci riporta sul Pianeta Gigante! Torna Jack Vance con un lavoro non tra i più conosciuti ma che saprà certo appassionare i numerosi appassionati del grande scrittore americano. Il Pianeta Gigante, già narrato ne L'Odissea di Glystra (UC66) e un pianeta di dimensioni enormemente superiori alla terra ma molto povero di metalli pesanti, così che la gravità sia rimasta molto simile a quella del nostro globo. La povertà di metalli e l'immensità del territorio ne hanno fatto una sorta di rifugio per molti paria e una "nuova frontiera". La tecnologia che vi si trova è nella maggior parte dei casi arretrata e le società formatesi sono spesso bizzarre... lungo una zona ricca di fiumi e di cittadine piccole o grandi alcuni personaggi col pallino dell'intrattenimento hanno creato gli Showboat. Sono in pratica navi che fanno la spola tra un porto e un altro adibite a teatro/cabaret e dove vi si tengono rappresentazioni di ogni tipo, dai mimi ai giocolieri, dalle farse ai drammi e molto di più. Apollon Zamp, capitano della Miraldra Incantata, è uno di essi, uno dei più quotati. Saputo di una gara per eleggere il miglior showboat della zona dei fiumi indetta dal sovrano di una regione lontana fa di tutto per parteciparci... e ci riesce. Il viaggio sarà lungo, ricco di avventure e... alcuni compagni si riveleranno diversi da ciò che sembravano.

Lo stile inimitabile di Jack Vance può piacere o non piacere, io ne vado pazzo. Il Mondo degli Showboat non è al livello delle sue opere migliori ma è un libro divertente che trascina in un vorticoso turbine di eventi da affrontare col sorriso sulle labbra. Una fantascienza solo nominalmente, un'ambientazione che è una scusa per ambientare una storia bislacca in un mondo "altro", dove tutto è permesso e verosimile. Provatelo, ne vale la pena!

Info:

Jack Vance - Il Mondo deghli Showboat
Showboat World, 1975
Casa ed.: Mondadori
Urania Collezione 078 - Luglio 2009
238 pagg., 4.90 €
In edicola

lunedì 13 luglio 2009

Larry Niven & Edward M. Lerner - Flotta di Mondi


Il ciclo dello Spazio Conosciuto di cui questo romanzi (insieme a moltissimi altri di Niven) fa parte è una lettura si affascinante ma anche non scorrevolissima, che si sviluppa nel corso di oltre mille anni a partire dalle prime esplorazioni spaziali da parte dell'uomo fino alla scoperta del misterioso pianeta ad anello di Ringworld, il prodotto forse più conosciuto della fantasia dello scrittore. Larry Niven è sicuramente una mente fervida e capace di ideare trame intricate e dai risvolti interessante, ma come scrittore puro lascia a mio parere a che desiderare. Ben vengano quindi le collaborazioni, come questa con il meno famoso Edward Lerner, che consentono di approfondire vari aspetti della lunga saga con uno stile ben più piacevole. L'impressione che si ha dalla lettura di Flotta di Mondi è proprio questa: Niven c'ha messo l'ambientazione e l'idea di base, Lerner ha scritto il romanzo. Si, perchè la narrazione scorre liscia come l'olio, la lettura è rapida e divertente, e mancano quasi del tutto i passaggi più farraginosi pecca principale dei vecchi libri della saga.

Flotta di mondi si concentra sulla razza dei Burattinai, sorta di centauri a tre gambe e due teste in fuga dal centro della galassia portando con sè i propri mondi natali, in un lunghissimo viaggio verso la salvezza da una futura esplosione di supernove. Principale preoccupazione dei Burattinai, razza intelligentissima ma pavida come nessun altra, è evitare di essere scoperti da ogni altra razza senziente, sia o meno una minaccia per loro. L'incontro con una nave di umani, una delle prime a solcare lo spazio profondo, è quindi fonte di preoccupazione... ma chissà, forse questa nuova razza così peculiare può persino essere sfruttata per il bene della Flotta di Mondi!

Il libro, uscito a luglio ed ancora in edicola, è tranquillamente leggibile anche senza sapere nulla della lunga saga ideata da Niven... ma se siete curiosi fate un salto qui . Lettura consigliata, anche se non esattamente indispensabile nelle perfetta biblioteca dell'appassionato di fantascienza.

Info:

Larry Niven & Edward M. Lerner - Flotta di Mondi
Fleet of Worlds, 2007
Casa ed.: Mondadori
Urania 1548 - Luglio 2009
336 pagg., 4.20 €
In edicola

mercoledì 29 aprile 2009

Ron Hubbard - Il Tenente


Ron Hubbard come creatore di religioni farlocche (Scientology) è da sputo in faccia immediato, ma come scrittore di fantascienza avventurosa (e simili) negli anni 40 non era affatto male. Questo "Il Tenente" è proprio un bel libro di guerra: siamo verso la fine di una guerra mondiale infinita, i governi sono crollati e gli eserciti sono gli unici padroni di un Europa Continentale solcata da razzie e dove ci si scanna per un grammo di cibo. Il Tenente, comandante di una brigata inglese, è uno dei pochi veri uomini rimasti, fortemente critico verso quello che resta delle istituzioni ma fedele fino alla morte ai suoi soldati e retto da un senso di giustizia molto duro ma anche onesto. Il classico "uomo forte" che serve in una situazione come questa...

Il Tenente è un romanzo che mostra tutti i suoi anni, esprime qualche idea piuttosto criticabile (un anticomunismo feroce più dell'antifascismo, un militarismo piuttosto ingenuo) ma scorre alla grande e soprattutto rende davvero l'idea di un mondo dove la guerra è tutto ciò che si conosce, e ci fa quasi credere che forse davvero tutto ciò che in "democrazia" condanneremmo senza riserve in una situazione simile potrebbe essere accettato.

Insomma.. se avesse continuato a scrivere ste robe Hubbard non avrebbe forse fondato Scientology. Peccato sia andata diversamente.

Info:

Ron Hubbard - Il Tenente
(Final Blackout, 1939)
Urania Collezione #075
196 pagg., 4.90€
In edicola

giovedì 23 aprile 2009

John Sladek - Il Sistema Riproduttivo

Di fantascienza umoristica si sente parlare (e si legge) da molto tempo, si potrebbe dire da "I Viaggi di Gulliver", e di autori noti ce ne sono tanti... questo Sladek, però, non lo conoscevo proprio, segno che Urania Collezione ha fatto bene a riproporcelo col suo romanzo d'esordio, questo "Il Sistema Riproduttivo", appunto, apparso in edicola ormai più di un anno fa. Io però l'ho letto solo ora... anche perchè dalla quarta di copertina non si intuisce affatto il tono ironico/farsesco usato dall'autore, e si può pensare a un classico romanzo di paura nei confronti dell'ascesa dei robot sopra l'uomo. Proprio di questo si tratta (macchine dotate dell'istinto di riproduzione a seguito di un esperimento made in USA minacciano l'estinzione della razza umana), ma già dal primo capitolo è chiaro che bisogna guardare a Douglas Adams più che alla fantascienza apocalittica. Sladek scrive bene, anche se a volte la sensazione è che venga messa troppa carne al fuoco, e proprio nella sovrabbondanza e nella sovrapposizione di stili, trame e registri credo stiano allo stesso tempo i principali pregi e il maggior difetto del romanzo. Farsa, dramma e azione convivono un capitolo dopo l'altro, a volte si perde un po' il filo e si esce dalla lettura frastornato, anche se la storia appassiona e molte trovate divertono, i dialoghi sono trascinanti e in generale si ha la sensazione che Sladek fosse avanti venti anni. Forse, però, avrei preferito leggere qualcosa di più classico e lineare. In ogni caso un buon romanzo!

Info:

John Sladek - Il Sistema Riproduttivo
(The Reproductive System, 1968)
Urania Collezione 064 - Maggio 2008
296 pagg., 4.90€

lunedì 6 aprile 2009

Jacques Spitz - Segnali dal Sole


Arrivata al numero 73 la Collezione Urania ora e ci propone un romanzo prima d'ora mai pubblicato in Italia, Segnali dal Sole, di Jacques Spitz. Romanzo che seppure inedito si può valere tranquillamente della nomea di classico, visto che risale al... 1943! Ed è alquanto sorprendente che nella Francia occupata dai nazisti qualcuno continuasse a scrivere fantascienza, sorprendente e bello. Spitz è probabilmente poco considerato anche oltralpe, ma si merita una riscoperta. E' incredibile come quasi settanta anni fa (in una situazione del genere!) uno potesse scrivere una storia così apocalittica e narrarla in toni così leggeri e sarcastici. Segnali dal Sole non è un capolavoro, ma un libro che si divora in due giorni. Il romanzo parte dalla scoperta di Philippe Bontemps, giovane astronomo impegnato in osservazioni solari da una vetta dei pirenei, che nota strane macchie nel sole che appaiono e scompaiono come a voler lanciare un messaggio... dopo giorni di ricerche Bontemps arriva a una conclusione: Marte e Venere stanno comunicando tramite le macchie solari, e il messaggio che si inviano potrebbe stare a significare che la terra è in pericolo! Bontemps lancia l'allarme, ma ovviamente i governi non lo prendono troppo sul serio... Intanto, quello che importa veramente al giovane sembra essere la contrastata storia d'amore con la virginea Ines...

Spitz non si interessa(va) al realismo "scientifico" dei suoi scritti, e in questo senso il romanzo fa acqua da tutte le parti, ma la sua prosa ironica, la sua allergia ai lieti fine, la sua abilità nel provocare - nonostante tutto - la sospensione dell'incredulità lo ponevano almeno vent'anni avanti rispetto ai suoi contemporanei, e rendono ora piacevolissima, se non indispensabile, una sua riscoperta. Dopo qualche delusione, un volume di Collezione Urania davvero meritevole!

Info:

Jacques Spitz - Segnali dal sole
Tit.Orig.: Les Signaux du Soleil
Anno di pubbl.: 1943
Urania Collezione #73
146 pagg., 4.90€
In edicola

giovedì 19 marzo 2009

James Gunn - I Fabbricanti di Felicità


Dopo Gli Ascoltatori, Urania Collezione continua a proporci James Gunn, autore non conosciutissimo (più noto come storico della fantascienza che come romanziere) ma secondo me da riscoprire. Ne I Fabbricanti di Felicità, romanzo nato dall'unione di tre racconti per la prima volta pubblicato in Italia su Galassia negli Anni 70, Gunn ci mostra come una società che faccia delle ricerca della pura felicità il proprio unico scopo possa andare rapidamente verso una distorsione della realtà... Partendo dagli inizi, quando una società che si promette di garantire assoluta felicità a tutti si presenta sul mercato, offrendo i propri infallibili servizi in cambio di... tutto. Ma cosa è tutto quanto in cambio dell'eterna beatitudine? Prima un piccolo paese, poi l'America, poi il Mondo... la Società Edonica è destinata a conquistare uno spazio sempre più grande, fino a divenire nei secoli a venire l'unica cosa che conta realmente.

Come per il precedente Gli Ascoltatori, anche per I Fabbricanti di Felicità si può parlare di un romanzo non perfetto, con diversi difetti (una seconda parte piuttosto banale ad esempio), ma che si legge in un lampo e che riesce a conquistarsi uno spazio dentro il lettore. Gunn è scrittore colto ma di facile lettura, sa mischiare bene vari registri letterari e creare personaggi che restano, anche quando come in questo caso il vero personaggio onnipresente è appunto una società. Il libro lo trovate ancora in edicola... affrettatevi!

Info:

James Gunn - I Fabbricanti di Felicità
(tit. orig.: The JoyMakers)
Urania Collezione #074
264 pagg., 4.90€

lunedì 16 febbraio 2009

Sandro Sandrelli - Caino dello Spazio


Hanno spesso deluso i "classici" di fantascienza italiani proposti nella collana "Urania Collezione", ma questo "Caino dello Spazio", raccolta di racconti brevi e lunghi di Sandro Sandrelli, ha più di qualche motivo di interesse. In particolare nel racconto (nel volume viene chiamato romanzo, definizione che mi può stare bene se vi si aggiunge il suffisso -breve) che da il titolo al volume e nel successivo "I ritorni di Cameron McClure". Sandrelli si mette alla prova con stile abbastanza classico-avventuroso, proponendoci avventure ricche di colpi di scena e non troppo elaborate lessicalmente, ma appassionanti e con spunti veramente ben trattati. "Caino dello Spazio" è esemplare nel tratteggiare un universo ostile ed è veramente una bella storia tragica, dove anche un vittoria non può essere vissuta come un finale positivo. Altrettanto nero e pessimista è "I ritorni di Cameron McClure", forse più semplice nell'impostazione ma altrettanto ben ideato. Nonostante questa cupezza di fondo però lo stile di Sandrelli è anche ironico e divertente, sfociando talvolta - specie nei racconti più brevi - anche nel surreale. Proprio i racconti brevi non sempre sono all'altezza, e se un paio sono ottimi altri hanno patito evidentemente degli anni passati e rendono la lettura un po' pesante. In definitiva, comunque, un buon volume, impreziosito da una bella copertina di Franco Brambilla. Nota: l'indice iniziale è totalmente sballato, nominando anche racconti che proprio non sono presenti nel volume. Buoni i redazionali con un interessante trattatello su Sandrelli tratto dal saggio "Le frontiere dell'ignoto" di Vittorio Curtoni.

Info:

Sandro Sandrelli - Caino dello Spazio
330 pagg., 4.90 €
Urania Collezione 70
IN EDICOLA

mercoledì 4 febbraio 2009

Charles Eric Maine - Il Grande Contagio

Iniziamo subito con una considerazione: inserire Charles Eric Maine, autore leggibile ma poco più che mediocre, nella collana che dovrebbe raccogliere i CLASSICI della fantascienza è scelta quantomai discutibile. Il Grande Contagio è presentato come un caposaldo della fs apocalittica, ma in primis dell'apocalittico, a parte lo spunto iniziale, ha ben poco, puntando più su intrighi politici e progetti rivoluzionari lasciando da parte il... contagio, appunto, la malattia che dovrebbe dimezzare in pochissimo tempo la popolazione terrestre. La storia è quella di una coppia di sposi in crisi, lui giornalista rampante e piuttosto freddo che sta avendo successo in Inghilterra, lei dottoressa idealista impiegata da una sorta di OMS per contenere gli esordi della malattia in Giappone. La lontananza raffredda ancora di più i sentimenti, quindi quando i due si riuniranno le cose non potranno certo essere come prima. Il difetto di Maine e di questo romanzo in particolare è che parte benino, è scritto in maniera piacevole ma appare un po' inconcludente. Brian Aldiss definiva l'autore inglese "uno che non sapendo come concludere le sue opere fa morire il protagonista". Ecco, la sensazione è proprio questa. Si trova uno spunto, si porta avanti come si può ma alla fine tirare le fila della vicenda non è facile. Ed ecco perchè questo romanzo è consigliato solo ai completisti... in edicola c'è molto di meglio!

Info:

Charles Eric Maine - Il Grande Contagio
Urania Collezione #072
310 pagg., 4.90€
IN EDICOLA
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