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mercoledì 13 maggio 2015

La recensione di Spaghetti Zombie!

Chi non adora gli zombie? Il grande successo in particolar modo di The Walking Dead ha portato negli ultimi anni un vero Rinascimento del morto vivente, nei fumetti (oltre a The Walking Dead vanno citati almeno Marvel Zombies, The Dead, I Am a Hero...), in tv (Dead Set, Z Nation, In the Flesh...), in letteratura (i romanzi di Max Brooks, Loureiro, Bourne...) e al cinema, dove addirittura si è riusciti a fare qualche capatina nel mainstream (in particolare con World War Z e Warm Bodies). Ma gli appassionati italiani potrebbero chiedersi, perché i morti devono sempre risvegliarsi nell'Ohio, in Massachussets, a Tokyo o nelle periferie di Londra? Non potrebbe succedere a Frosinone, Varese, Canicattì o Brescello? Forse le cose stanno per cambiare...


Spaghetti Zombie è una di quelle raccolte di racconti che piacciono a me: rapide, scorrevoli, divertenti ma che non rinunciano a cercare di provocare, denunciare, far riflettere il lettore. Sette racconti scritti da otto scrittori ancora non conosciuti (il più noto è sicuramente Nicola Furia, già autore del miglior romanzo zombie italiano fino ad oggi) ma... che si faranno conoscere presto, tutti parte del collettivo che ha dato vita al sito ilovezombie.it.

Tra i racconti spiccano System Error, scritto da Luca Pennati e Alessandro Undici, fresco e coinvolgente anche per l'alternarsi dei diversi stili dei due autori, il duro e controverso Copropoli, una visionaria denuncia delle ecomafie scritta da Michele Rubini, e Lazzaro deve morire del già citato Nicola Furia, ma francamente nessuna delle brevi storie presenti mi ha deluso, e se proprio si deve trovare un difetto alla raccolta dobbiamo citare l'introduzione un po' carente, o... il fatto che la lettura è veramente rapida, e si arriva all'ultima pagina volendo qualcosa di più. Ma a questo si potrà rimediare con Spaghetti Zombie 2, 3, 4 e via dicendo, giusto? ;)

Il volume è ordinabile sia in formato cartaceo (edito da Youcanprint) che in ebook, ad esempio da Amazon ma un po' in tutti i principali negozi online. Il costo è 2.49€ per l'ebook e 12.00€ per il cartaceo. Fatelo vostro!

Voto: **** 1/2

mercoledì 6 maggio 2015

Roberto Gennari - Ventotto Metri

E' sempre difficile parlare di un libro scritto da un amico, soprattutto se il tuo nome appare nei ringraziamenti e tu vuoi lo stesso provare ad essere obiettivo. Oltre ad essere un amico Roberto Gennari è un giornalista, uno sportivo sincero ed appassionato, un cultore degli aretinismi e... un ottimo scrittore. Ascolta della musica orripilante, ma non è questo l'argomento del libro, quindi ci si può passare sopra.


Ventotto Metri è il suo secondo libro, autopubblicato come il primo (Notti insonni e pause pranzo, una bella raccolta di poesie) sulla piattaforma ilmiolibro.it. Il titolo si riferisce alla lunghezza del campo da basket, ma anche un profano della pallacanestro potrà avvicinarsi al volume senza problemi. Il vero protagonista infatti non è la palla a spicchi, ma Roberto stesso, che nella prima parte si racconta e ci racconta con grande sensibilità dei piccoli grandi episodi della sua vita, utilizzando lo sport come momento di formazione, di passaggio, senza usare tecnicismi ma infondendo nelle sue parole un'umanità che potrà farle apprezzare da chiunque. Come ha giustamente scritto lui stesso, non (solo) un libro DI basket né SUL basket, ma ATTRAVERSO IL basket. La seconda parte del volume è quella più strettamente legata al gioco, con sette micro-racconti dedicati ai vari ruoli (più il coach) e due profili (con intervista) di giocatori ai quali l'autore è particolarmente legato.

Troppo facile parlare bene di un amico? Allora giudicate da soli! Oltre ad acquistare il libro (a soli 8,50€) su ilmiolibro potrete anche leggerne gratuitamente le prime ventitre pagine. E se questo non sarà ancora abbastanza potrete seguire Roberto sul suo blog personale o in quello dedicato al basket. Dove tra le altre cose dimostra anche che di sport ne sa, e molto :)

...mi dicono dalla regia che se non esprimo almeno una critica non sono credibile. Ok. Roberto, siamo nel 2015... una versione ebook ci vuole, dai!

Voto: *****

domenica 1 marzo 2015

A.M. Dean - La setta dei libri perduti

Quando impiego circa un mese per leggere un libro, ci sono due possibilità: o si tratta di un mattone da 1500 pagine, o molto più probabilmente non l'ho trovato esattamente di mio gradimento...Lo so, il buon Daniel Pennac diceva che uno dei diritti fondamentali del lettore è quello di non dover per forza finire il romanzo se, semplicemente, non ci piace, e sono d'accordo. Ma quando ci troviamo di fronte ad un romanzo del mistero che coinvolge la perduta Biblioteca d'Alessandria allora quantomeno la curiosità di come cavolo andrà a finire ti spinge a continuare a provare...

Il romanzo di Dean (che è uno pseudonimo di chissà chi) parla di Emily, una professoressa di Oxford la cui vita viene sconvolta in rapida successione da una serie di avvenimenti: la morte di un suo vecchio collega, l'arrivo di una lettera che lui aveva scritto proprio indirizzata a lei e parallelamente una inchiesta che rischia di cambiare i vertici della nazione più potente del mondo. Fatto sta che scopriamo, insieme a lei, che sono tutti giochi di potere tra due potentissime società segrete, una che cerca in ogni modo di portare alla luce in ogni modo i segreti della evidentemente non così perduta Biblioteca d'Alessandria e una che cerca di proteggerli...

Punti di forza: lo stile del libro è rapido e piuttosto preciso, i capitoli sono brevissimi così quando si arriva alla fine di uno viene voglia di pensare "ok, prima di dormire ne leggo un altro".

Punti deboli: la trama è una cagata. No, seriamente, una cagata. Piena di incongruenze ma soprattutto di momenti che ti fanno esclamare "si, vabbè". Le svolte nella trama sono date da illuminazioni e risoluzioni di enigmi che risultano o troppo semplicistici o assolutamente impossibili senza conoscenze infinite dell'universo. Il concetto stesso della Biblioteca come miniera di informazioni su tutto ciò che accade nel mondo è stupido: chi provvede queste informazioni? La selezione, se operata dai pochi custodi, sarebbe necessariamente troppo personale per avere significato. E il fatto stesso di operare una selezione renderebbe fallace il concetto di biblioteca UNIVERSALE. La fantomatica potentissima società segreta che è a caccia dei segreti per poterli utilizzare per i suoi scopi in primis NON HA BISOGNO di questi segreti, visto che anche senza di essi è riuscita a mettere in piedi una cospirazione globale che sarebbe destinata al successo se non fosse per il riuscito tentativo di auto-sabotarsi, ed in secundis trovare una informazione utile in quella marea di dati sarebbe impossibile. Ma cosa ancora più stupida è il finale, che ho deciso di spoilerare visto che tanto mettersi a leggere sta stronzata sarebbe tempo perso, quindi NON FATELO. Emily, divenuta in qualche modo capo supremo della società segreta più importante del mondo, decide di liberarsi del fardello ed impedire ai cattivoni di usare la Biblioteca per i loro interessi UPLOADANDOLA PUBBLICAMENTE SU INTERNET! E qui le domande sarebbero infinite. DOVE su internet? Su facebook? Google plus? Con una serie infinita di tweet? In uno spazio google drive? Aprendo un sito su wordpress? E COME SAREBBE ACCESSIBILE questa mole di informazioni? Ma soprattutto CHE CAZZO DI FORMATO DI COMPRESSIONE USA? E che connessione ha per trasferire online TUTTA LA CONOSCENZA DELLA STORIA DELL'UMANITA' in pochi minuti?

Ecco.

Voto: :P:P:P


lunedì 5 gennaio 2015

Niccolò Ammaniti - Il Momento è Delicato

Visto che:

1- mi piacciono le raccolte di racconti ancor più dei romanzi. Immancabilmente le divoro in pochi giorni, specialmente se sono infarcite di piccoli momenti assurdi o surreali...

2- Il Momento è Delicato di questi momenti assurdi, violenti, surreali, cinici e bastardi è strapieno, tanto per citare un paio di esempi il chirurgo plastico che nasconde una busta di cocaina dentro la tetta di una showgirl e poi fa di tutto per recuperarla mi ha fatto morire dal ridere, così come il racconto sulla orribile punizione che tocc(av)a a chi non restituisce le cassette da Blockbuster (per i quindicenni che passassero di qui per caso: roba che facevano i vecchi della mia età).

3- Niccolò Ammaniti è uno dei miei scrittori italiani preferiti, anche e soprattutto quando si butta via scrivendo queste stronzate.

Allora:

...Il Momento è Delicato mi è davvero piaciuto, anche se in giro ne ho sentito parlare piuttosto male. E sarò strano io, oh!


Voto: ****


domenica 7 dicembre 2014

Regali di Natale superbellissimi: La Nave di Teseo

Solitamente non scrivo articoli su libri che non ho ancora letto, ma questo è un oggetto così incredibilmente bello che ho voluto segnalarvelo, in caso non sapeste cose regalare a qualche vostro amico appassionato di cinema, letteratura, serie tv e cose curiose!


Ho letto di La Nave di Teseo qualche giorno fa su facebook, e mi sono innamorato dell'idea. Si tratta di un romanzo nel romanzo ideato da J.J. Abrams (quello di Lost e del prossimo Star Wars) e scritto insieme a Doug Dorst. E'.. un romanzo, appunto, scritto dall'immaginario e misterioso V.M. Straka, ma è anche la storia di due persone, un uomo ed una donna, che leggono questo romanzo ed appuntano la loro corrispondenza, le loro storie, le loro ricerche su di esso. Con note a margine, sottolineature, inserimenti di lettere, cartoline, semplici tovaglioli di carta. Il loro rapporto e la loro lettura del romanzo sono esse stesse un altra storia.


So che non è facile capirlo... magari le foto potranno aiutarvi :)


Appena l'ho visto ho pensato "lo voglio assolutamente!", ed ho scritto un messaggio alla mia compagna proponendolo come idea regalo. Lei mi ha risposto scrivendomi "CATTIVOOOOOO!!!"... ed ho così scoperto che me l'aveva già comprato :) E' bello avere delle menti affini :)


Così l'altro ieri è arrivato il pacco di Amazon... e visto che la sorpresa era ormai rovinata mi sono immerso nell'esplorazione di questo oggetto bellissimo. Quella in mio possesso è la versione inglese, ma il libro è appena uscito anche in Italiano (per Rizzoli) in una edizione almeno apparentemente uguale fin nel minimo dettaglio. Ho rotto il sigillo che racchiude il volume quasi con timore, estraendone una copertina che ricorda i romanzi degli anni 50, già di per sé affascinante. E dentro, come dicevo sopra, note, appunti, vecchie cartoline, persino una sorta di bussola. Regalatelo o regalatevelo, è una dichiarazione d'amore al libro di carta (anche se ovviamente ne esiste pure una versione ebook) senza precedenti :)


martedì 2 dicembre 2014

A volte ritorno - di John Niven



Trovate pedanti i dieci comandamenti? Non capite perché non dovreste desiderare la roba d'altri? Forse avete ragione voi, magari il messaggio di Dio era un altro, molto più semplice, una cosa come FATE I BRAVI, ed è stato Mosè che ha voluto esagerare per fare bella figura... 

Dopo millenni di lavoro Dio ha deciso di prendersi una vacanza, ma al suo ritorno in Paradiso (una specie di centro sociale con tanta marijuana e rock'n roll) si rende conto che la Terra ha preso una brutta piega. Qual è la soluzione? Rimandare tra gli uomini suo figlio, ovviamente! Così Gesù Cristo rinasce nell'America più misera, ed a quasi trentatre anni ha finalmente l'occasione per lanciare ad una vasta platea il suo messaggio di pace ed amore. Come? Partecipando ad X Factor...

Un romanzo con questa trama non poteva che attrarre la mia attenzione. Satira religiosa, politica, di costume, tanto rock'n roll ed uno stile di scrittura rapido, scorrevole, divertente. A Volte Ritorno, primo romanzo dello scrittore scozzese John Nven ad essere pubblicato in Italia, parte in maniera ultra-easy, riempie i primi capitoli di blasfemie e parolacce e fin dall'inizio mi sta simpatico. Ma con la seconda parte e soprattutto con la terza dimostra anche di saperci andare giù duro, di essere capace di riflessioni profonde ed intelligenti senza paura di esprimere opinioni anche scomode. Ora mi piacerebbe leggere "Kill Your Friends", che World Magazine ha definito "il miglior romanzo inglese dopo Trainspotting". Quasi quasi lo cerco in lingua originale...

Voto: ****

martedì 7 ottobre 2014

Il meglio (e il peggio) di settembre 2014

FILM

- Il Capitale Umano


Semplicemente uno dei migliori film italiani che abbia visto da anni a questa parte.
(recensione qui)

DISCHI

- ELECTRIC WIZARD - Time to die


Un altro disco davvero maestoso dai maestri del doom metal. Voi ascoltatevi gli U2, vai!

FUMETTI

- Dylan Dog #337 - Spazio Profondo


Attendevo con molta curiosità il vero inizio della nuova gestione Recchioni di Dylan Dog. Il prossimo mese avremo le grandi novità, ma già questo Spazio Profondo è stata una vera boccata d'aria fresca, una storia spudoratamente di genere, divertente e spaventosa.

LIBRI

- Josh Bazell - A tuo rischio e pericolo


E' il primo romanzo di Bazell che leggo, ma recupererò anche il precedente Vedi di non morire, che mi dicono più noir. Anche A tuo rischio e pericolo ha elementi noir e di avventura, ma il tutto è sepolto sotto una montagna di humour piuttosto nero e molto spesso divertentissimo. La storia è un po' così, ma lo stile è coinvolgente come pochi!

SERIE TV

- The Knick


La nuova serie di Cinemax non ha le tette, le esplosioni e le puttanate che mi fanno adorare Banshee, ma è ugualmente (e sorprendentemente!) trascinante! Un altro dottore geniale e drogato, ma cento anni prima di Gregory House. Recensione a breve.

BLOG

Lo spassoso Cronache di donne nude!

FICA

- Kaley Cuoco


PAGINA FACEBOOK



IL PEGGIO

- Suits

Le prime due stagioni erano ottime, la terza discreta. La quarta è noiosa e quasi fastidiosa, sembra si siano messi d'accordo per far risultare antipatico ogni personaggio. No.

sabato 2 agosto 2014

Il meglio (e il peggio) di Luglio 2014

FILM


- GUN WOMAN

In un luglio pregno di visioni estive, Gun Woman mi ha impressionato per la sua capacità di giocare con i generi rispettandoli, e senza diventare una macchietta. Altro che Machete Kills!!!


DISCHI


Lo so che solitamente prendo per il culo i dischi "emozionali" ed eterei, ma questi sono gli Anathema, mica i Coldplay. Distant Satellites prosegue nella direzione dell'electro-pop-art-rock-trip-hop-prog degli ultimi dischi, ma qui mi sembra aumentare l'attenzione rivolta alle singole canzoni, mentre il precedente Weather System era davvero concepibile unicamente come disco intero, difficilissimo da analizzare nelle singole parti. Canzoni come Firelight, Take Shelter, You're not alone sono capolavori. Punto.

FUMETTI


- ELRIC 1 - IL TRONO DI RUBINO


Fermo restando che i francesi continuano a starmi sul cazzo, questo adattamento di Michael Moorcock pubblicato da Mondadori è graficamente incredibile e narrativamente davvero vicino ai romanzi ed ai racconti di Elric. Da leggere ed ammirare!

LIBRI


- DAVID SEDARIS - ESPLORIAMO IL DIABETE CON I GUFI

A luglio ho letto 4 romanzi, ma nessuno mi ha colpito tanto da segnalarlo qui. Quindi il mio voto va a questa raccolta di racconti - esercizi davvero divertente! Recensione qui!

SERIE TV


- BREAKING BAD - Quarta stagione

Me la sono riguardata prima di godermi la quinta, che mi ero lasciato da parte (e che finirò in due giorni se continuo di questo passo :D). Che dire se non CAPOLAVORO?

BLOG


...anche se ha tolto il logo con Nibali che mi faceva impazzire e se continua ad ascoltare quasi solo pessima musica ;) A proposito, Cannibal Kid, se mi leggi, gli Anathema piacerebbero anche a te (credo!)

FICA


- IRINA SHAYK

PAGINA FACEBOOK



Non perché è la mia ragazza, sia chiaro, è brava davvero! ;)

IL PEGGIO



- LANA DEL REY - ULTRAVIOLENCE

Colto dall'insano sospetto di essere io a non capire nulla di musica mi sono scaricato acquistato il disco di Lana del Rey. Ma come fate ad ascoltare sta lagna?



martedì 22 luglio 2014

David Sedaris - Esploriamo il diabete con i gufi

Ricordo qualche anno fa di aver letto un romanzo di uno scrittore umoristico gay americano che mi aveva fatto ridere un sacco. Però non ricordo il nome di questo scrittore, e neppure il titolo del romanzo! Quindi quando ho visto questa nuova raccolta di racconti e non solo di David Sedaris ho pensato... beh, magari era lui! Non era lui, ma questo non vuol dire che Esploriamo il diabete con i gufi non mi sia piaciuto!


Per il titolo, non fosse altro. Anche solo il titolo mi fa capire che l'umorismo di Sedaris è in fondo simile a quello che vorrei fosse il mio. Un po' stupido, un po' surreale, un po' cinico. Nacque durante il tour promozionale del romanzo precedente, quando una signora chiese un autografo con una dedica personalizata: "esploriamo le possibilità". Sedaris iniziò con "esploriamo"... poi ebbe un moto di ribellione e continuò "con il diabete". La signora lo guardò stranita, e lui le sorrise, completando "con i gufi". Questa si che è una dedica personale! Che poi di gufi si parla davvero... gufi impagliati, per essere precisi, che rappresenterebbero il perfetto regalo di S.Valentino secondo Sedaris. I suoi racconti (o esercizi, come li chiama, già pubblicati solitamente sul New Yorker) sono spesso memorie non si sa quanto veritiere di episodi della sua vita, come quando all'aeroporto sentì che veniva chiamato Adolf Hitler al banco bagagli, della sua gioventù drogata, di strani incontri in treno o della sua prima, incredibilmente piacevole colonscopia. Altri sono veri e propri racconti stralunati, o finte memorie di altre persone, come quella del conservatore che sconvolto dalla notizia dell'approvazione dei matrimoni gay stermina la propria famiglia a colpi di pistola, "perché tanto ormai tutto è consentito". La figura che ricorre più spesso è quella di suo padre, un uomo fondamentalmente freddo, ossessionato, forse persino omofobo, ma sicuramente amato dal figlio... anche se fin da piccolo gli preferiva gli altri bambini della sua scuola. 

Alcuni critici americani hanno accusato Sedaris di mentire, nei suoi racconti, ma lui rivendica il diritto a farlo. Ed ha perfettamente ragione. In Esploriamo il diabete con i gufi forse non racconta LA realtà, ma sicuramente UNA realtà, verosimile anche se a volte distorta, divertente, ironica, fulminante, anche se a volte filtra un velo di malinconia che mi si dice non essere presente nei suoi lavori precedenti. Che sicuramente andrò a cercare, visto che questo l'ho divorato in due giorni. Bellissimo!

Voto: **** 1/2

martedì 8 luglio 2014

Ex - Supereroi vs Zombie

Recensione pubblicata originariamente su Orgoglio Zombie!

Los Angeles è invasa dagli zombie! I sopravvissuti si sono rifugiati negli studios hollywoodiani e da lì cercano lentamente di ripartire, mentre al di fuori i morti li assediano, affamati, e poco lontano una ex gang da strada di latinos ha acquisito potere nella città e si fa sempre più pericolosa. Trama non originale? Ops, dimenticavo un dettaglio... a difendere i vivi ci sono i supereroi!

cover_supereroivszombie

Gorgon, Stealth, Mighty Dragon, Regenerator, Cerberus, sono questi gli eroi che hanno tentato di impedire che l'epidemia zombesca si diffondesse incontrollata. Ma anche loro non hanno potuto nulla contro il contagio dei morti, ed anzi alcuni di loro sono diventati ex... ex-umani, come li ha definiti il Governo centrale prima di scomparire. Gli eroi sopravvissuti non si sono persi d'animo, e nonostante mille problemi hanno cercato di recuperare una parvenza d'ordine e di salvare più umani possibile. La minaccia della gang dei Seventeen, poco lontano, si fa sempre più pressante. Gli eroi hanno deciso che non uccideranno umani vivi se non strettamente necessario, ma forse il giorno in cui ci sarà bisogno di farlo si avvicina...

ex-patrioti-front
Peter Clines ha scritto il primo libro della trilogia degli Ex-Heroes (si, ovviamente è una trilogia!) in poco più di due mesi, utilizzando in questa ambientazione zombesca i supereroi che lui stesso aveva inventato da bambino. E devo dire che il gioco funziona, Clines ha costruito degli eroi direi Marveliani, dei "supereroi con superproblemi", che soffrono per amore, rimpianti, segreti oscuri e rapporti difficili con i "normali". Sono loro,

 probabilmente, la cosa migliore del romanzo. Resta il dubbio di molte storie di questo genere, ovvero perché l'infezione ha vinto? Un paio degli eroi sono praticamente invulnerabili e capaci di far fuori centinaia di Ex in pochi secondi. E' vero che a Los Angeles i morti, secondo l'autore, sono sei milioni, ma resta difficile pensare che tutti siano concentrati nel piccolo spazio in cui la storia è ambientata. Ma usufruendo di una piccola (tutto sommato) sospensione dell'incredulità tutto o quasi funziona a dovere. Gli zombie fanno paura, le scene d'azione sono ben congegnate e le battaglie più campali sono davvero coinvolgenti.

L'edizione Multiplayer.it è come al solito di discreto livello. Ottima la carta e la sovracoperta, prezzo (14.90€) abbordabile, traduzione discreta pur con qualche pecca che mi fa storcere il naso. A parte un paio di refusi (non dovrebbe succedere, ma succede) mi è capitato un paio di volte di vedere l'errore che più odio in assoluto, ovvero soggetto e verbo separati dalla virgola. Una cosa su cui francamente è difficile passare sopra... Nonostante questo, però, vale la pena di leggere questo romanzo, anche e soprattutto per una delle migliori spiegazioni del virus zombie che abbia mai letto! Il seguito, Ex2 - Patrioti, uscirà a settembre.

 

Voto: ***

mercoledì 2 luglio 2014

Il meglio (e il peggio) di Giugno 2014

FILM


- THE WOLF OF WALL STREET

Ho recuperato questo mese sia Dallas Buyers Club che The Wolf of Wall Street... condivido la decisione dell'Academy di dare l'Oscar per il miglior attore a McConaughey, ma The Wolf of Wall Street è veramente un film con i controcoglioni, e si meritava quello per il miglior film.

Recensione qui!

DISCHI

TESLA - SIMPLICITY


Questo gruppo di vecchietti mi ha stupito con il loro nuovo album, un disco che rappresenta un ritorno alle radici del proprio rock ma con una produzione moderna che sottolinea i loro punti di forza.

Recensione qui.

FUMETTI

- DYLAN DOG 333: I RAMINGHI DELL'AUTUNNO


Non siamo arrivati ancora davvero al nuovo corso di Dylan Dog, ma questo n.333 (non a caso la metà di 666!), scritto e disegnato da Fabio Celoni, è davvero uno dei migliori numeri dell'Investigatore dell'Incubo che abbia letto da anni. Facciamo dai tempi di Mater Morbi?

LIBRI

- ALAN GLYNN - TERRITORI OSCURI


Il romanzo da cui è stato tratta il buon film Limitless è più oscuro, pessimista e frenetico della propria trasposizione in pellicola. E mi è anche piaciuto di più. Consigliatissimo!

SERIE TV

- GAME OF THRONES


La quarta stagione del Trono di Spade è stata la migliore dall'inizio dello show. Personaggi più centrati, regia perfetta, pochi tempi morti, colpi di scena esagerati, tante tette. Difficile chiedere di più a una serie tv.

BLOG


Mi spiace averlo scoperto solo da poco, Dustyroad è un viaggio tra musica, polvere, scotch e speranze, scritto in maniera meravigliosa. Seguitelo!

FICA

- YVONNE STRAHOVSKI


Qualcosa da obiettare?

PAGINA FACEBOOK



IL PEGGIO

- LO SAI

Non metto il link perché non se lo meritano, Lo Sai è un ricettacolo di complottisti, integralisti cattolici, omofobi, razzisti e chi più ne ha più ne metta. Una volta mi facevano ridere, oggi sono pericolosi (seguirà articolo a riguardo).


domenica 29 giugno 2014

Brandon Sanderson - Steelheart

Incredibilmente, senza averlo affatto pianificato, mi sono trovato a leggere contemporaneamente ben due libri che parlano, in maniera molto diversa ma allo stesso modo originale, di supereroi. In precedenza avevo letto solo un romanzo di Lansdale con protagonista Batman, ma a dire il vero era molto più un romanzo di Lansdale che uno su Batman, quindi non so neanche se vale. Chissà, magari negli USA il genere supereroistico intasa le librerie, mi piacerebbe saperlo. Il primo libro che ho iniziato a leggere (ma che non ho ancora finito) era Ex: Supereroi vs. Zombie, di Peter Clines. E mi pare che il titolo già lo descriva bene. Il secondo, quello di cui vado a parlare, è questo Steelheart di Brandon Sanderson.


Ho preso il libro memore del mio apprezzamento per Mistborn, romanzo dello stesso autore che mi aveva sorpreso qualche anno fa. Non avevo neanche letto la quarta di copertina, immaginavo che il protagonista fosse proprio Steelheart, supereroe forte come l'acciaio in lotta contro chissà quale cattivo. E invece no, il cattivo è proprio lui. Anzi, i cattivi sono TUTTI i supereroi (o gli Epici, come si chiamano nel romanzo), che in quanto dotati di poteri sovrumani donati in qualche modo dall'avvento della misteriosa Calamity si ritengono giustamente superiori agli umani normali, che in quanto tali non meritano un'attenzione maggiore di quella che noi dedichiamo al nostro bestiame.

Il protagonista del romanzo è David, un ragazzo di 18 anni che ha vissuto tutta la propria vita a Chicago... anzi Newcago, città caduta sotto il dominio proprio di Steelheart, uno dei più potenti tra gli Epici, apparentemente privo di difetti. Steelheart ha ucciso il padre di David davanti ai suoi occhi il giorno stesso del suo arrivo in città, ma in quell'occasione ha anche riportato l'unica, minuscola ferita di tutta la sua vita. Forse ripensando a tutto quanto era successo in quel giorno si può arrivare a capire quale è il punto debole di Steelheart, visto che tutti gli altri epici ne hanno uno. Per anni David ha raccolto informazioni e messo a punto un piano per vendicarsi, e per questo capisce che l'unica possibilità è ottenere l'aiuto degli Eliminatori, un'organizzazione segreta che agisce nell'ombra combattendo gli Epici in tutta l'America.

Steelheart è soprattutto un romanzo molto ben congegnato ed appassionante, che non annoia nelle sue quasi 400 pagine. In certi passaggi è un filo troppo teen per i miei gusti, ma comprendo che si tratta di un prezzo necessario da pagare per la letteratura di genere di questi tempi. Niente di indigeribile, comunque, anche se si capisce come Sanderson sia più a suo agio con la costruzione di mondi (che siano fantasy o fantascientifici poco importa, vedi le sue note Leggi di Sanderson) che di impacciate storie d'amore. Altro punto a favore: proprio come Mistborn Steelheart è il primo romanzo di una trilogia (negli USA il secondo romanzo, Firefight, è atteso a Gennaio 2015), ma è leggibile autonomamente ed ha una conclusione vera e propria! Evviva!

Il romanzo è pubblicato da Fanucci ed è disponibile in ebook a 4,99€, in formato cartaceo a 11,90€, ad esempio su Amazon. Io lo consiglio a tutti gli appassionati di fantasy, fantascienza e supereroi! 

Voto: *** 1/2


mercoledì 11 giugno 2014

Il Libro Italiano dei Morti



libroitalianomorti
Recensione pubblicata originariamente su Orgoglio Zombie


A volte si parla della necessità di trovare una "via italiana" agli zombie. Non che manchino ottimi esempi di romanzi italiani sul tema (il mio preferito resta quello di Nicola Furia!), ma è senz'altro vero che il morto vivente è una tematica fondamentalmente americana, sia per le proprie origini che per la caratterizzazione data al genere un po' da tutti. Un approccio interessantissimo, e potenzialmente uno spunto per tanti potenziali scrittori, è però quello del romanzo "sui generis" di Niccolò Ammaniti: Il Libro Italiano dei Morti.


Scrivo "sui generis" perché il romanzo è apparso a puntate sulla rivista Rolling Stone dal 2005 al 2007, e presenta bene in evidenza il suo carattere di appuntamento mensile. Brevissimi capitoletti introdotti da un "riassunto delle puntate precedenti" per non far perdere il filo neppure ai lettori occasionali, situazioni gestite in maniera rapida, divertente, descrizioni schematiche, approcci esagerati e toni quasi da farsa più che da tragedia.

Il romanzo prende le mosse da un evento di mille anni fa, quando sugli Appennini un cavaliere aveva fatto resuscitare la sua donna da tre streghe dopo averla uccisa. Ma non appena ebbe visto l'orribile creatura alla quale aveva ridato la vita aveva deciso di seppellirla viva... Quasi mille anni dopo un soccorritore alpino non troppo sveglio libera inavvertitamente la creatura, che prima lo soggioga e poi lo usa per un incantesimo grazie al quale i morti - tutti i morti - della vallata torneranno in vita affamati di carne umana.

Pur non essendo troppo vecchio il romanzo ricorda l'Ammanniti degli esordi, quello considerato forse il più promettente del movimento Cannibale. Estremamente splatter, pulp, introduce personaggi volutamente assurdi e li sballotta qua e la senza troppa grazia, mettendoli di fronte a situazioni sempre più bizzarre. E quindi abbiamo il cantante neomelodico in rovina, l'industriale mafiosetto, il prete ammazza zombie e così via. Tragicomico, ma divertentissimo, si ha costantemente la sensazione che l'autore finisca per sbracare in un delirio insensato, ma... Ammanniti conserva sempre una coerenza di fondo e un talento innegabile che mi ha divertito in ogni momento.

Un difetto? Oltre all'evidente origine seriale, il fatto che... il romanzo non è finito. Non so se la cosa era prevista fin dall'inizio o più probabilmente Ammaniti ha perso interesse o... Rolling Stone ha deciso di smettere di pagarlo. Ma rimaniamo in sospeso proprio quando il gioco si fa duro ed i nostri improbabili eroi dovranno affrontare direttamente la minaccia zombesca.

Consigliato lo stesso? Si. Se lo trovate. Il libro non è stato mai raccolto in libreria, e dovrete ricercare i vecchi arretrati di Rolling Stone, oppure curiosare in rete per trovarlo... ne vale la pena!

Voto: *** 1/2

martedì 6 maggio 2014

Colson Whitehead - Zona Uno

Recensione originariamente pubblicata su Orgoglio Zombie

Quando una casa editrice di indubbio prestigio come Einaudi decide di pubblicare un romanzo non solo di genere, ma addirittura di zombie, l'appassionato deve per forza drizzare le orecchie. Tanto più che l'autore, Colson Whitehead, è considerato uno dei nomi emergenti della letteratura a stelle e strisce, giornalista, esperto di musica, saggista, romanziere già finalista della sezione narrativa del Pulitzer. Cosa aspettarci da Zona Uno, il suo primo romanzo zombie?

zona uno

Il protagonista del romanzo è Mark Spitz, un "ripulitore" incaricato dal nuovo governo americano con sede a Buffalo di ripristinare insieme alla sua squadra l'ordine nella "Zona Uno" di New York, la prima parte della città recuperata dall'assedio dei morti viventi. La speranza del governo è ovviamente che alla zona uno ne seguano una due, una tre e via di questo passo, fino al successo completo.
Ambientazione non originale, quindi, ma il punto di vista lo è, e la cosa è interessante. Mark è qualcosa di diverso da un classico sopravvissuto e allo stesso tempo non è il solito militare. Il suo punto di vista è inedito, brillante, e le situazioni in cui si viene a trovare mettono in luce un'America molto particolare, nella quale certi forse anacronistici valori del mercato non hanno perso importanza come ci si aspetterebbe, e continuano ad influire sulla vita di ogni giorno. I personaggi del romanzo hanno quasi tutti chi più di meno i segni dell'apocalisse zombie, e cercano di scrollarsi di dosso il trauma per ricostruire lentamente le loro vite, tra piccoli drammi e grandi tragedie.
Il romanzo, è bene dirlo, non è certo privo di splatter o scene di azione. Anzi è forse persino troppo frenetico, dopo un inizio un po' spiazzante, nel suo andare avanti e indietro tra passato e presente e tra scena e scena. Le morti non mancano, i colpi di scena pure. Cosa manca? Il divertimento.
Forse è colpa della traduzione, non so, fatto sta che Zona Uno è davvero pesante, non per il numero di pagine che anzi sono pochine, ma per l'inadeguatezza dello stile narrativo. La "serie B", la letteratura di genere, non è cosa per tutti, anzi, bisogna saperla fare. E saper coniugare una trama "di genere" ad una scrittura lirica è lavoro da grande scrittore. Whitehead forse è un buon scrittore, ma sicuramente non è grande. E Zona Uno provoca soprattutto sbadigli, anche quando la trama è più incalzante. L'autore torni a fare l'autore nella sua New York e lasci gli zombie agli onesti artigiani dell'orrore ed ai veri appassionati, l'impressione che se ne ricava è di un romanzo scritto così, senza convinzione, magari per cercare di sfruttare l'hype di The Walking Dead.
Francamente ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine del libro... e sono uno che divora qualsiasi cosa. Mille volte meglio la semplicità finanche esagerata di un Bourne di questa roba. Acquisto sconsigliato a tutti.

Voto: :P:P:P

lunedì 5 maggio 2014

Kevin Brooks - L'Estate del coniglio nero

L'Estate del Coniglio Nero, romanzo di Kevin Brooks da poco pubblicato dalla Piemme, viene presentato come un mystery per young adult, ovvero per adolescenti. Ovvio quindi che non sia io il target ideale di riferimento, e infatti solitamente volumi del genere li lascio volentieri in libreria... Eppure questo mi attraeva, sarà stato quel conigliaccio inquietante che campeggia in copertina e che più che al solito librettino semplicione per quindicenni fa pensare a Donnie Darko, oppure per la trama che mi ricordava i capolavori It di Stephen King o L'Estate della Paura di Dan Simmons... insomma, me lo sono preso.


Pete è un ragazzo di sedici anni che abita in una periferia inglese piuttosto squallidina, e vorrebbe trascorrere le vacanze all'insegna del non fare un cazzo. La mamma lo spinge a uscire, a trovare gli amici, ma in realtà Pete non ha molti amici, salvo forse Raymond, il ragazzo strano che abita in fondo alla via e che sostiene di parlare ogni giorno col proprio coniglietto nero. Una telefonata, però, lo risveglia dal torpore. E' Nicole, ex grande amica o forse fidanzata, chissà, che lo invita per una rimpatriata del vecchio gruppo prima che lei si trasferisca in un'altra scuola. Ci saranno Nicole, Pete, Eric, che di Nicole è il gemello, e Pauly. E Raymond, se proprio Pete vuole. Il ritrovo è al vecchio covo, quello dove passavano ogni giorno qualche anno prima, a fumare, bere, parlare di cazzate e sperimentare amori ingenui, poi sarebbero andati al Luna Park e infine a casa sua. Pete ci pensa, poi accetta. La serata non andrà come previsto, anzi si rivelerà un disastro, e da lì si dipanerà una inquietante trame mystery che mi ha fatto sorgere molte domande e che non ha saputo dare tutte le risposte...

Prima ho citato Donnie Darko, It e L'Estate della Paura, a loro modo tre romanzi di formazione mystery horror, libri (e film) che mettono al centro dell'attenzione l'adolescente o il preadolescente, e lo descrivono realisticamente e senza stereotipi. Brooks segue la stessa falsariga, e non ha reticenze nel parlare di alcool, droga, violenza, sesso, anche con protagonisti ragazzini di sedici anni o meno. Ma non solo: descrive la noia, l'inedia, la certezza di non essere capiti, di vivere in un proprio fugace mondo che non è più quello dei bambini ma che non è ancora quello degli adulti, un mondo con regole proprie, diverse, spesso anche crudeli. E in questo mondo vivono il sognatore, lo strano, la puttana, il drogato, il violento, il finocchio, vivono e sono costretti a convivere in qualche modo, ognuno col proprio spazio quasi mai esclusivo. Nella descrizione di questi personaggi Brooks è proprio bravo, e anche io trentacinquenne torno a fare un salto nel passato, a venti anni fa. E' tanto bravo che alla fine la trama (un giallo-thriiler su due scomparse... rapimento o omicidio?) passa persino in secondo piano, se non nell'allucinata indagine di Peter. Una trama non complessa, congegnata bene, con una risoluzione che lascia un po' l'amaro in bocca e mille domande senza risposta... ma che probabilmente non avrei voluto diversa. 

L'Estate del Coniglio Nero è un romanzo intenso, crudo, coinvolgente e sorprendente, con un'ombra di magia che lo rende ancora più affascinante. Da leggere, per adulti grandi e piccini.

Voto: **** 1/2

mercoledì 16 aprile 2014

Jo Nesbo - Il Pipistrello

Premessa: NO, non userò quelle lettere svezionorvegesi strane tipo la O con la sbarra nel mezzo, non so nèécome si pronuncia né come si scrive con la tastiera normale, e non ho voglia di sbattermi con la mappa caratteri. Che poi esiste ancora la mappa caratteri nei pc moderni, vero?

Detto questo...

Il Pipistrello è la prima avventura di Harry Hole, ispettore anticrimine della polizia di Oslo che abbiamo imparato (anzi AVETE imparato, io non li ho mai letti :P) ad amare in romanzi come Il Pettirosso, Nemesi, Il Leopardo etc... bene, Il Pipistrello è l'ultima uscita italiana della serie, ma è anche la prima uscita in ordine logico e cronologico. Il romanzo è stato infatti scritto nel 1997, e finora non era mai stato tradotto. Ci presenta un Harry Hole un tantino più giovane ma sempre tormentato, inviato in Australia per investigare sull'omicidio di una ragazza svedese trasferitasi nella terra dei canguri. Il romanzo è un classico giallo-investigativo dove tanti sospetti potrebbero essere il temuto serial killer strangolatore di biondine; secondo alcuni appassionati dell'autore non era ancora stato tradotto in quanto decisamente più acerbo dei successivi, ma da ignorante totale dei romanzi di Nesbo devo dire che mi è piaciuto. Ho apprezzato lo stile secco e piuttosto cinematografico, la personalità tormentata del protagonista, il tuffo nella cultura australiana in generale ed aborigena in particolare. Il Pipistrello del titolo è il Narahdarn, figura della mitologia aborigena che rappresenta la morte, decisamente presente e anzi incombente in tutte le pagine. E poi si vede che Nesbo non ha paura di mandare in frantumi qualche stereotipo...

Insomma romanzo non giudicabile come capolavoro ma comunque divertente, che mi ha spinto a procurarmi i successivi. Da dove comincio?

P.S. la copertina originale era più figa :P


martedì 1 aprile 2014

Alden Bell - Angeli e Zombie

angeli-e-zombie-bell-delos-books-280x392Pubblicato da Delos Books nella propria collana Odissea Zombie, Angeli e Zombie è il primo romanzo della serie The Reapers di Alden Bell, pseudonimo dello scrittore statunitense Joshua Gaylord. E' la storia di Temple, quindicenne in viaggio solitario in ciò che rimane del sud degli USA dopo venti anni dal risveglio dei morti.

Contrariamente alla maggior parte dei romanzi del genere Angeli e Zombie ci racconta di un America ormai abituata alla presenza degli zombie, qui spesso chiamati Larve o Pellemorta; Temple, ad esempio, non ha mai conosciuto un mondo senza di loro, e seppure il pericolo sia sempre presente i morti viventi non sono mai al centro della narrazione, che punta più sull'evoluzione dei rapporti umani e sul tema del viaggio, in una sorta di "Sulla Strada" con gli zombie.

Bell pare giocare con i topoi dell'horror e del thriller (la caccia all'uomo, il rape & revenge, gli zombie, le famiglie di freak alla Non Aprite quella porta) per rielaborarli in tono lirico, mai sanguinoso o splatter (non fatevi ingannare dalla copertina). Gli spargimenti di sangue, quando ci suono, sono quasi sempre tra uomini e per colpa di uomini.

La scelta di presentare un futuro allo stesso tempo distopico ed ottimista paga fino ad un certo punto. Il romanzo è interessante, si legge rapidamente (anche per la brevità) e presenta almeno tre personaggi che rimangono impressi. Ma lo stile utilizzato è a volte farraginoso, specie nella prima parte, e la narrazione al presente impedisce un vero coinvolgimento nell'azione. Alcune trovate narrative, poi, sono irrealistiche. Se davvero l'umanità è sopravvissuta faticosamente ad una apocalisse avvenuta almeno venti anni prima come è possibile che ci sia ancora l'elettricità funzionante in paesi sperduti deserti da chissà quando, o si beva tranquillamente coca cola che dovrebbe essere scaduta da decenni?

Il pollice si ferma quindi a metà, non mi sento di valutare negativamente il libro ma neanche di consigliarlo agli appassionati di zombie. Il romanzo ha avuto un seguito nel 2012, ma è leggibile autonomamente.

Voto: ** 1/2

(recensione originariamente pubblicata su Orgoglio Zombie)

mercoledì 29 gennaio 2014

Z.A Recht - Epidemia Zombie

Recensione pubblicata originariamente su Orgoglio Zombie!

Il virus Morningstar nasce in Africa e quando prende il sopravvento si scatena un'epidemia senza precedenti nella storia dell'umanità. Come da tradizione zombie, la morte non è la fine: le vittime tornano a camminare sulla terra. Al fine di contenere il virus viene allestita una gigantesca operazione militare, ma il piano fallisce e la piaga si espande fino ad assumere le proporzioni di una vera pandemia. Tutt'a un tratto, la vita torna a concentrarsi sui bisogni primari. Le preoccupazioni quotidiane svaniscono, scompaiono anche tutti i rassicuranti agi della modernità. Non resta che aggrapparsi all'istinto di sopravvivenza: vivere o morire, uccidere o essere uccisi. Un generale, reduce da innumerevoli battaglie, osserva ciò che resta dei suoi: una giovane dottoressa, un esperto fotografo, un soldato semplice e un piccolo gruppo di profughi. Tutti sotto la sua responsabilità, lontani dalle proprie case. Nel frattempo, negli Stati Uniti, un colonnello dell'esercito viene a conoscenza di informazioni TOP-SECRET legate al virus Morningstar e chiede aiuto a un noto giornalista affinché renda pubblica la verità...

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Partiamo subito dalle conclusioni: Epidemia Zombie è un bel romanzo, potente, con personaggi semplici ma ben caratterizzati che ti restano dentro. Il background da ex militare dell'autore Z.A. Recht (purtroppo prematuramente scomparso a soli 26 anni in un incidente stradale) è evidente vista la sua capacità di descrivere anche tecnicamente nel miglior modo possibile le azioni dell'esercito, dei soldati semplici e dei generali, ma questo non gli impedisce di essere un buono scrittore, anzi. Contrariamente ad altri esempi anche recenti il suo stile è ricco, dettagliato, anche caldo, con pochi difetti sui quali tornerò in seguito.
Il fattore più coinvolgente di Epidemia Zombie è comunque la trama. Seguiamo l'evoluzione del virus fin dall'inizio, fin dal comparire dei primi contagiati in remote zone dell'Africa. Vediamo descritta la sua diffusione a macchia d'olio, i tentativi di contenerlo, le scelte difficili, gli errori pagati a caro prezzo. I personaggi narrati da Recht svolgono professioni che entrano al centro della narrazione, ufficiali dell'esercito, reporter, agenti speciali, medici, e questo consente di seguire in prima linea ogni momento del romanzo. Le scene di massa sono adrenaliniche e cariche di tensione, e sono senza dubbio i momenti clou. Interessanti anche la scelta di inserire due categorie di non morti: i classici zombie lenti e quelli più moderni in grado di correre, i cosiddetti furiosi, ben più pericolosi per i "vivi"... non voglio raccontare cosa li differenzia per non svelarvi troppo, ma ho trovato la scelta interessante ed intelligente.
La narrazione dell'outbreak è una delle più precise e realistiche (con qualche piccola perdonabile ingenuità) che mi sia capitato di leggere. Dall'origine del virus alla sua descrizione ai motivi dell'espansione tutto è verosimile, senza che le spiegazioni risultino pedanti. L'autore è bravo in particolare a trasmettere il senso di minaccia costante dato dal virus, e l'urgenza dei tentativi di reagire. Insomma, una prima parte di trilogia appassionante, e non vedo l'ora di poter leggere il seguito, Tuono e Cenere.
C'è anche qualcosa che non va? Qualcosina. Innanzitutto Recht è a volte fin troppo preciso, e nel descrivere certe decisioni dei personaggi chiave, in particolare dell'esercito, appare un po' distaccato, meticoloso. Reazioni forse naturali essendo personaggi di primo piano, ma che li fa risultare deficitari in quanto a umanità e possibilità di immedesimazione. In secondo luogo a mancare è un po' il contesto intorno a loro. Un background più pensato, più vivo. Benissimo l'interazione tra loro, ma si sente la mancanza di qualcosa sulla loro "vita precedente".
Problemi minori, comunque, e che potrebbero anche andare scomparendo negli altri volumi che seguiranno (il secondo sarà nelle librerie l'8 Febbraio!). L'edizione di Multiplayer.it è di ottima qualità, probabilmente la migliore mai curata da loro, sia per quanto riguarda la traduzione che la qualità della copertina (molto meglio dell'originale). Il prezzo, come al solito, è più che abbordabile: 14,90€ per 378 pagine ricche di emozioni.
Cosa aspettate?

Voto: ***3/4

domenica 14 aprile 2013

Greg Iles - Spandau Phoenix

Era tanto tempo che non mi leggevo un bel romanzone mainstream di 700 pagine, mi ci voleva proprio questo Spandau Phoenix, opera d'esordio di Greg Iles che poi ha ottenuto ottimi successi anche con i suoi successivi Il Progetto Trinity, Il Canto dell'Angelo e Ore di Terrore, portato poi anche sul grande schermo in 24 Ore, film con Kevin Bacon e Charlize Theron. Il romanzo è una rilettura della famosa missione del numero 2 del regime nazista tedesco, Rudolf Hess, solitario in Inghilterra nel 1941; come erano andate veramente le cose? Poco prima del crollo del muro di Berlino, quando la riunificazione tedesca pare ormai alle porte, la morte del presunto Hess nel carcere di Spandau dà vita ad un intrigo internazionale che coinvolge addirittura i governi di 8 nazioni diverse: Germania Ovest, Germania Est, Inghilterra, Russia, USA, Israele, Libia e Sudafrica!

Il romanzo è divertente e ricco d'azione, anche se non brilla per gli approfondimenti psicologici dei personaggi. La trama invece è congegnata benissimo, ricca di colpi di scena e sempre credibile, anche se di cose ai limiti dell'incredibile ne succedono a bizzeffe. Le quasi 700 pagine scorrono piacevolmente, si notano alcuni difetti di inesperienza (il romanzo poteva essere sfoltito in alcune parti, a volte viene messa troppa carne al fuoco...) ma avercene di debutti così! 

Ve lo consiglierei, ma è stato pubblicato da Rusconi nel... 1992, credo, ed ora è da lungo tempo fuori catalogo! Gli appassionati di storia alternativa, in particolare della seconda guerra mondiale, e dei thrilleroni lo cerchino in inglese!

sabato 6 aprile 2013

Alessandro Forlani - I Senza-Tempo

Diciamo la verità, i romanzi vincitori del Premio Urania negli ultimi anni sono stati nei casi migliori delle delusioni (tipo quelli di Morellini o di Aresi), nei peggiori delle vere e proprie schifezze (qualcuno mi restituisca le ore spese nella lettura di E-Doll!). Il Premio Urania 2011, per fortuna, prometteva un po' meglio. In finale era arrivato anche un autore che ho sempre letto con piacere come Samuel Marolla, ma alla fine la giuria ha proclamato vincitore Alessandro Forlani, con il suo "I Senza-Tempo". Autore francamente mai conosciuto, ma la trama interessante, con ambientazione nel futuro prossimo, demoni mangiatori di bambini e necromanzia, mi ha spinto a prenderlo. Con alcuni mesi di ritardo ho concluso la lettura, e...

VERITA' N.1: sostanzialmente non si tratta di un romanzo di fantascienza, ma di un horror futuristico.
VERITA' N.2: sostanzialmente non si tratta neanche di un romanzo, ma (se vogliamo essere generosi) di un romanzo breve (o racconto lungo) al quale sono stati legati altri racconti successivi che in qualche modo possono rientrare nella stessa ambientazione. E per completare il volume, visto che di spazio da riempire ce n'era ancora assai, un racconto di Marco Migliori (non male) e uno di Dario Tonani (nammerda).
VERITA' N.3: lungi dall'essere perfetto, in poco più di cento pagine il racconto contiene più idee che gli ultimi 10 Premi Urania messi insieme, e riesce anche a metterle giù bene.

La trama: Chi sono il dottor commercialista Totali, l’avvocato fallimentare Pantocrati, il notaio Maggioritariis? E soprattutto, chi è Monostatos il risvegliato? (Questi nomi, presi a prestito nel 2012, nascondono attività mostruose.) Chi ha assassinato i bambini di una scuola elementare di provincia, divorandoli? (Le indagini sono tuttora in corso.) Cosa vogliono gli Archiburoboti, invasori meccanici già in marcia nel 2024? L’intempestiva risposta arriverà nella spaventosa Italia che ci aspetta nel 2036, in un romanzo di magistrali nefandezze e originalità assoluta, vincitore del premio indetto annualmente da “Urania”.

Il giudizio: Dicevamo, romanzo (o racconto, o quel che vi pare) non perfetto. L'autore stesso nell'intervista contenuta nel volume dice di trovarsi più a suo agio con le short stories. Si vede. Alcuni di quelli inseriti comunque nella raccolta sono delle piccole gemme, scritte benissimo, con idee ottime (una almeno vorrei averla avuta io... magari chiederò al Forlani se posso riscrivere il racconto a modo mio mischiandolo con un po' di altra roba...), quasi folgoranti. La storia principale è anch'essa molto interessante, ma soffre di due problemi: 1- un eccessivo barocchismo nello stile. In qualche modo la storia lo richiedeva e l'ho apprezzato, ma nella parte centrale si è fatto prendere un po' la mano ed ho fatto fatica a superare qualche piccolo scoglio. 2- si notano sia la gestazione piuttosto lunga (l'autore ha confessato di averlo abbandonato e poi ripreso in mano e concluso molto dopo) che una certa
disabitudine alla forma-romanzo. Alcuni elementi che richiedevano a gran voce un approfondimento maggiore sono stati appena accennati, altri invece sembrano essere stati allungati per di più un po' a casaccio, tanto per riempire spazio ed allungare il lavoro dell'autore di quelle poche pagine sufficienti a farlo partecipare al Premio Urania ;)
In ogni caso la lettura è piacevole e molto interessante, infarcita di metafore piuttosto evidenti per chi non viva sulla Luna ma mai troppo pedante e didascalica. Consigliata! Ora vado sul blog dell'autore e leggo qualche altro racconto...
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