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martedì 1 dicembre 2015

Dylan Dog #351 - In Fondo al Male

Ratigher su Dylan Dog! Chi l'avrebbe mai detto? Il tentativo di Roberto Recchioni di portare forze fresche a lavorare sul nostro amato investigatore dell'incubo continua a dare frutti, e questa storia è sicuramente la più folle che abbiamo letto da molto tempo a questa parte.


L'inizio è piuttosto canonico, con la bella di turno che suona al campanello di Craven Road e viene quasi scacciata dalle terribili battute di Groucho. Ma capiamo fin da subito che la scozzese Fiona Fenn non è una ragazza come le altre, e che il viaggio verso la cittadina di Port Frost, dove la sua migliore amica è scomparsa, riserverà molte sorprese. Una vena di follia circonda la città e la storia, ispirata all'album dei Led Zeppelin Houses of the Holy ed in particolare alla sua famosa illustrazione di copertina. Alla più famosa stairway to heaven si contrappone la nascosta ed altrettanto ripida scalinata verso l'abisso, che viene alla luce quando il mare si ritira, scomparendo completamente.

In Fondo al Male ricorda certe vecchie storie di Dylan Dog, quelle più oniriche ed in acido. Più che i Led Zeppelin mi verrebbe da associargli i mistici Black Widow, unisce pazzia e devastante consapevolezza come nei racconti di Lovecraft, ma con una vena pop. I richiami a Twin Peaks sono assolutamente evidenti (ai partire dai nomi), i personaggi sembrano muoversi come se abitassero nella Loggia Nera. Tra un sindaco che saltella e lascia sassi, degli ultras che scoppiano in cori ad un funerale, bambini che vogliono uccidersi a vicenda e chi più ne ha più ne metta Port Frost sembra quasi la versione allargata del manicomio di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Eppure sembra tutto così serio, fino alla fine.

I disegni di Alessandro Baggi sono una sorpresa, obliqui quanto basta per rendere la storia ancora più inquietante, persino più efficaci della trama (che quasi non esiste). I personaggi sono spesso ripresi di tre quarti, in posizioni innaturali o pose studiate, che sembrano voler dire altro. La classica gabbia bonelliana è infranta più volte, abbiamo anche una splash page ed un paio di tavole lasciano il segno. 

In Fondo al Male non piacerà a tutti, a dire il vero non sono neppure sicuro sia piaciuto a me. E' una storia inconcludente, ma non c'è davvero sempre bisogno di una spiegazione. E' una storia confusionaria, ma è un caos che sembra in grado di generare qualcosa di estremamente positivo. E' una storia che sfugge, ma che allo stesso tempo sembra volermi prendere... Le storie che ho letto di Ratigher come autore completo mi hanno sempre lasciato piuttosto freddo, ma questa... è molto significativa. Al centro di In Fondo al Male c'è il concetto di speranza, ed io sicuramente spero di leggere molti altri Dylan Dog come questo.

Voto: ****

mercoledì 11 novembre 2015

Dylan Dog #350 - Lacrime di Pietra

Dylan Dog arriva al numero 350, e come sempre quando si tratta di numeri tondi la Bonelli ha scelto di celebrare l'occasione con uno speciale albo a colori, affidato al veterano Carlo Ambrosini per testi e disegni, ed alla brava Giovanna Niro per i colori. Lacrime di Pietra è un albo dolente, malinconico, che ha molti protagonisti ma che eleva Bloch a simbolo di una condizione umana. Il neo-pensionato, ancora in convalescenza dopo quanto accaduto nel #349 (la continuity!!!), riceve la visita di Dylan e gli presenta due donne con cui ha stretto amicizia, una anziana signora e la sua figliastra, ex ballerina di successo divenuta cieca dopo un incidente. Le due sono devote a Santa Crispina, la giovane porta il suo stesso nome e ogni settimana si recano alla chiesa davanti a cui è stata eretta una sua statua con gli occhi cavi. Nonostante la differenza di età Bloch si è innamorato di lei...


Lacrime di Pietra richiama fin dall'inizio le atmosfere di Jan Dix, non solo per lo stile grafico e narrativo di Ambrosini, ma soprattutto per la presenza dell'arte come elemento centrale e per il sapiente uso dei silenzi nella narrazione. Una piccola parentesi... quanto era bello, elegante, diverso dagli altri fumetti Bonelli Dix? Un (bel) po' mi manca! Lacrime di Pietra riscopre quelle atmosfere è graficamente impeccabile ed elegantissimo, è... un gran bel fumetto, che forse ha il solo difetto (?) di non avere abbastanza Dylan Dog al suo interno. Trovo che il principale merito finora della nuova gestione Recchioni sia l'aver riportato a ruoli più significativi e maturi i personaggi comprimari (anche Groucho, che aveva bisogno di un gran lavoro, ha iniziato ad essere qualcosa di più), il #350 si inserisce in questo solco. Non è un ritorno al passato come qualcuno ha detto, è un guardare al futuro riscoprendo le radici di Dylan ed ipotizzando una sua nuova modernità. Qualcuno non sarà d'accordo, ma tra alti e bassi secondo me la direzione è quella giusta.

Voto: *** 1/2

domenica 8 marzo 2015

Dylan Dog #342 - Il Cuore degli uomini

Avevo grosse speranze sul nuovo corso di Dylan Dog firmato Roberto Recchioni, e.. continuo ad averne. Trovo evidente come il lavoro sul personaggio sia un costante work in progress, e sia quantomeno irrealistico chiedere rivoluzioni tra un numero e l'altro, ma finora se devo dare un giudizio complessivo direi che sono moderatamente soddisfatto ma mi aspettavo di più. Mi aspettavo un taglio più netto con Bloch in pensione, mi aspettavo un Dylan da subito più aperto alle novità della tecnologia, mi aspettavo una nuova nemesi più presente nella storia. Ma mi rendo conto che un personaggio come Dylan Dog deve necessariamente subire modifiche lente, graduali, che non allontanino i vecchi lettori e che mostrino comunque rispetto per la storia. Finora è successo in parte, e credo che succederà di più in futuro. Certo è che albi come il #342, Il Cuore degli Uomini, non si leggono spesso.

Recchioni ha scritto una storia che in qualche modo è anche furba, e non a caso è uscita solo un paio di settimane dopo San Valentino e con quella copertina. L'amore ricopre sempre un ruolo importante nelle storie dell'Indagatore dell'Incubo, che ogni mese (e anche più spesso) si dichiara innamorato della cliente di turno e finisce per portarsela a letto, ed ogni mese successivo puntualmente pare essersene dimenticato. Era giusto che questa sua caratteristica venisse affrontata in maniera più approfondita, più vera, più personale.

I migliori albi di Dylan Dog sono quelli che toccano incubi di tutti i giorni, incubi che possiamo immaginare, solo un tantino meno sovrannaturali, anche accanto a noi. E forse non c'è incubo più grande della fine di un amore, del continuo ripensare e chiedersi se sia stato amore vero oppure no, se sia stato tempo perso o se sia servito a qualcosa. E' un incubo per noi, figuriamoci per Dylan che ha avuto almeno 342 donne diverse e nonostante questo le ha amate tutte. Forse. Dora è solo l'ultima della lista, un rapporto durato qualche mese e poi naturalmente finito con un cuore a pezzi. Ma Dora ha un padre che era nei servizi segreti ed è pronto a tutto per riparare il suo cuore ferito, anche a rapire Dylan ed a torturarlo, per fargli ammettere che ha mentito, ed in realtà non l'ha mai amata...

Chi è il mostro nella storia? E' la ragazza, con la sua mente evidentemente debole? E' il padre disposto a qualsiasi cosa e che ha già fatto qualsiasi cosa in passato? O è Dylan stesso, che nelle bellissime sequenze oniriche arriva ad incontrare la parte peggiore del suo io interiore? Recchioni non da necessariamente una risposta, si limita a raccontarci una storia reale, violenta, allucinata, e finalmente rende vero anche Groucho, rivelandoci alcuni tratti inediti della sua persona dai quali si dovrà partire per arrivare a qualcosa di più. Perché Groucho se lo merita, Dylan se lo merita, i lettori se lo meritano.

Ai disegni Piero Dell'Agnol è... vorrei dire straordinario, nel senso più letterale del termine. Esce dall'ordinario, il suo tratto è sempre nervoso ed impreciso, rimarrà un disegnatore che divide, che molti adoreranno e molti odieranno. Il fatto che proprio lui sia stato scelto per disegnare una storia del genere non è casuale, c'era bisogno non di precisione, non di perfezione del segno ma di espressività, ed in questo l'autore è un maestro.

Il Cuore degli Uomini è semplicemente il migliore albo del nuovo corso di Dylan Dog. Finora. Non perdetevelo!

Voto: **** 1/2


martedì 7 ottobre 2014

Il meglio (e il peggio) di settembre 2014

FILM

- Il Capitale Umano


Semplicemente uno dei migliori film italiani che abbia visto da anni a questa parte.
(recensione qui)

DISCHI

- ELECTRIC WIZARD - Time to die


Un altro disco davvero maestoso dai maestri del doom metal. Voi ascoltatevi gli U2, vai!

FUMETTI

- Dylan Dog #337 - Spazio Profondo


Attendevo con molta curiosità il vero inizio della nuova gestione Recchioni di Dylan Dog. Il prossimo mese avremo le grandi novità, ma già questo Spazio Profondo è stata una vera boccata d'aria fresca, una storia spudoratamente di genere, divertente e spaventosa.

LIBRI

- Josh Bazell - A tuo rischio e pericolo


E' il primo romanzo di Bazell che leggo, ma recupererò anche il precedente Vedi di non morire, che mi dicono più noir. Anche A tuo rischio e pericolo ha elementi noir e di avventura, ma il tutto è sepolto sotto una montagna di humour piuttosto nero e molto spesso divertentissimo. La storia è un po' così, ma lo stile è coinvolgente come pochi!

SERIE TV

- The Knick


La nuova serie di Cinemax non ha le tette, le esplosioni e le puttanate che mi fanno adorare Banshee, ma è ugualmente (e sorprendentemente!) trascinante! Un altro dottore geniale e drogato, ma cento anni prima di Gregory House. Recensione a breve.

BLOG

Lo spassoso Cronache di donne nude!

FICA

- Kaley Cuoco


PAGINA FACEBOOK



IL PEGGIO

- Suits

Le prime due stagioni erano ottime, la terza discreta. La quarta è noiosa e quasi fastidiosa, sembra si siano messi d'accordo per far risultare antipatico ogni personaggio. No.

domenica 6 luglio 2014

Dylan Dog #334 - La paga dell'inferno

Dopo uno splendido #333 Dylan Dog torna in edicola con un episodio scritto da Giovanni di Gregorio e disegnato da Daniele Bigliardo. Ne "La paga dell'inferno" troviamo Dylan in ambulanza dopo avere avuto un infarto. I paramedici provano a risvegliarlo ma non c'è niente da fare, il cuore non riparte, accanto al letto d'ospedale Bloch e Groucho piangono la sua scomparsa, mentre Dylan si ritrova... all'inferno. Ma ancora una volta il biglietto non è di sola andata, visto che Dylan è stato chiamato all'inferno per essere assunto dai diavoli, che devono indagare su dei casi di omicidio a danno di dannati. Ma chi ha interesse ad uccidere un morto? Dylan porterà avanti l'indagine più o meno parallelamente nell'inferno e nel mondo dei vivi...


La prima cosa che colpisce nell'albo è... l'aumento di prezzo! Gli albi Bonelli sono infatti passati da 2,90€ a 3,20€ di prezzo di copertina. Aumento piccolo, ma che ha provocato rivolte nei social media. Francamente non capisco le polemiche, se secondo voi Dylan Dog e gli altri fumetti Bonelli sono troppo cari semplicemente non comprateli, ognuno fa le sue scelte e di questi tempi si trova pure il sistema di leggere fumetti gratis, anche se in maniera non proprio legale. Ma chiudiamo la parentesi e passiamo all'albo, che... beh, è nella media.

Di Gregorio si muove tra l'ironico ed il surreale, conosciamo ormai l'inferno di Dylan popolato da psicopompi con mappamondi al posto della testa, investigatori con lente d'ingrandimento, guardie con pistole e così via. Il tutto viene disegnato con inventiva dal bravo Bigliardo, al servizio di una trama un po' commedia, un po' splatter, un po' giallo. I primi due elementi sono presenti in quantità soddisfacente... le battute di Groucho talvolta lasciano un po' a desiderare, ma è difficile trovarne ogni volta di nuove. Groucho è un'arma a doppio taglio da usare con cautela, e tutto sommato qui rimane accettabile, anche se un filo sotto media. Gli omicidi sono molti e fantasiosi, e come da decalogo dello splatter sono dipinti contemporaneamente in maniera divertente e schifosa. Dove la trama lascia un po' a desiderare è invece nella parte gialla... La storia, tutto sommato, è un mistery, e Agatha Christie imsegna che gli indizi per la risoluzione dovrebbero essere presenti a disposizione del lettore. Qui invece Di Gregorio si tiene tutto per sé, non leggiamo le schede dei serial killer, non ascoltiamo le parole della Trelkowski a Dylan e alla fine la risoluzione avviene così, dal nulla. Ci potevano essere sospetti, coincidenze, ma senza prove, e la cosa mi è rimasta un po' indigesta. La lettura tutto sommato è scorrevole, ma innocua. Un volume nella media, tendente al basso. Vedremo se ci rifaremo il prossimo mese con Il Calvario, che ha una bella copertina... ma è scritto da Gualdoni. Uhm.

Voto: * 1/2


mercoledì 2 luglio 2014

Il meglio (e il peggio) di Giugno 2014

FILM


- THE WOLF OF WALL STREET

Ho recuperato questo mese sia Dallas Buyers Club che The Wolf of Wall Street... condivido la decisione dell'Academy di dare l'Oscar per il miglior attore a McConaughey, ma The Wolf of Wall Street è veramente un film con i controcoglioni, e si meritava quello per il miglior film.

Recensione qui!

DISCHI

TESLA - SIMPLICITY


Questo gruppo di vecchietti mi ha stupito con il loro nuovo album, un disco che rappresenta un ritorno alle radici del proprio rock ma con una produzione moderna che sottolinea i loro punti di forza.

Recensione qui.

FUMETTI

- DYLAN DOG 333: I RAMINGHI DELL'AUTUNNO


Non siamo arrivati ancora davvero al nuovo corso di Dylan Dog, ma questo n.333 (non a caso la metà di 666!), scritto e disegnato da Fabio Celoni, è davvero uno dei migliori numeri dell'Investigatore dell'Incubo che abbia letto da anni. Facciamo dai tempi di Mater Morbi?

LIBRI

- ALAN GLYNN - TERRITORI OSCURI


Il romanzo da cui è stato tratta il buon film Limitless è più oscuro, pessimista e frenetico della propria trasposizione in pellicola. E mi è anche piaciuto di più. Consigliatissimo!

SERIE TV

- GAME OF THRONES


La quarta stagione del Trono di Spade è stata la migliore dall'inizio dello show. Personaggi più centrati, regia perfetta, pochi tempi morti, colpi di scena esagerati, tante tette. Difficile chiedere di più a una serie tv.

BLOG


Mi spiace averlo scoperto solo da poco, Dustyroad è un viaggio tra musica, polvere, scotch e speranze, scritto in maniera meravigliosa. Seguitelo!

FICA

- YVONNE STRAHOVSKI


Qualcosa da obiettare?

PAGINA FACEBOOK



IL PEGGIO

- LO SAI

Non metto il link perché non se lo meritano, Lo Sai è un ricettacolo di complottisti, integralisti cattolici, omofobi, razzisti e chi più ne ha più ne metta. Una volta mi facevano ridere, oggi sono pericolosi (seguirà articolo a riguardo).


lunedì 19 maggio 2014

Nuvolette - 19/05/2014

In breve, le mie letture a fumetti della settimana!

- THE BOYS #18


Finisce il grande evento Eroegasmo, ovviamente non senza lasciare strascichi importanti per il prosieguo della storia... Garth Ennis è sempre una garanzia, anche se gli ultimi due numeri sono stati un filo meno strabordanti dei precedenti. Sempre una lettura di ottimo livello e soprattutto divertentissima, però! Ottimi come al solito anche i disegni di Darick Robertson.

Voto: *** 1/2

- INVINCIBLE #3 e #4

La seconda creatura più famosa di Robert Kirkman (dopo The Walking Dead, ovviamente!) prosegue benissimo! Storie di supereroi narrate da un punto di vista totalmente diverso da quello a cui siamo abituati, molto più familiare, "normale", ma che sanno appassionare come e più delle altre. L'abilità principale di Kirkman è prendere un genere e citarlo (anche in maniera estremamente evidente) e ribaltarlo senza fargli perdere però le caratteristiche originali. Finita l'introduzione dei personaggi, col numero 4 in particolar modo la storia entra nel vivo... Interessante e molto pop anche la storia di Rex Splode!

Voto: ****

- DRAGONERO #12: MINACCIA DAL PROFONDO

So che non sono molti a pensarla come me, ma a mio parere Dragonero è attualmente il miglior fumetto Bonelli in edicola. In questo ultimo si ha uno stacco netto dal recente passato quasi horror della serie, e sebbene mostroni giganti non manchino qui si punta più sul lato comedy, grazie a dei nani minatori ferventi seguaci del loro sindacato ed a un mappatore piuttosto bizzarro. Preferivo le storie più serie, ma anche questa è divertente e come al solito disegnata benissimo!

Voto: *** 3/4

- DYLAN DOG COLOR FEST #12: EROI

Il primissimo color fest è stato imperdibile per tutti gli appassionati di Dylan Dog, poi la serie ha avuto alti (qualcuno) e bassi (troppi). In questo #12 Dylan incontra Mister No, Martin Mystere, Napoleone e Nathan Never. I risultati? I disegni ed i colori, al solito, sono bellissimi, ma l'unica storia che mi sia piaciucchiata è stata quella di Ambrosini disegnata da Bacilieri con Napoleone...

Voto: * 1/2

- ORFANI #8: WAR PIGS


Il primo fumetto Bonelli interamente a colori va verso la fine della prima serie, e... sono davvero curioso di sapere cosa ci riserverà la seconda! Resto dell'idea che Orfani sia sprecato solo come fumetto, avrebbe bisogno di un investimento notevole che permettesse alla serie di divenire un serie animata, dei videogiochi, di avere dei gadget, magari una trasposizione live action... Insomma bene, ma si può dare di più!

Voto: ***

- THE WALKING DEAD #19: QUI COMANDO IO

Arriviamo alla creatura più famosa di Kirkman, ormai arrivata a storie quasi totalmente aliene rispetto a quelle che conosciamo dalla tv. L'arrivo nella apparentemente pacifica Alexandria ha messo Rick Grimes ed il suo gruppo in difficoltà... forse sono troppo abituati a sopravvivere per essere in grado di tornare ad una vita normale? Nel fumetto Kirkman è sempre bravissimo a fare le domande giuste a cui nessuno avrebbe pensato, nel contesto horror/zombesco. Peccato che in tv non sia la stessa cosa...

Voto: ****

- LE STORIE #20: LA GABBIA

Paola Barbato e Daniele Caluri ci portano all'interno di un lussuoso manicomio, dove degli improvvisati rapinatori cercano di derubare le facoltose famiglie dei pazientie di liberare un loro compagno lì rinchiuso in attesa di giudizio... Da molto tempo non leggevo un numero di Le Storie così valido ed appassionante, mi ha preso fino alla fine, è un thriller pieno di colpi di scena, mai banale, narrato benissimo. IL fumetto da leggere questa settimana!

Voto: **** 1/2

venerdì 30 novembre 2012

Dylan Dog #315 - La legione degli scheletri


Ooohhh, finalmente un Dylan Dog coi controcoglioni! Ci voleva l'esordio anche alla sceneggiatura di Angelo Stano per vedere un Dylan alle prese con una storia semplice ma sviluppata in maniera perfetta, con horror, splatter quanto basta, una cliente finalmente diversa dalla solita bonona poco interessante, un Groucho partecipe, azione, investigazione... quello che DD dovrebbe essere! Ci voleva un disegnatore per evitare le solite menate su ambiente/moralità/sviluppo etc. etc. E il bello è che Stano riesce anche a parlare di temi "importanti", l'emarginazione su tutto, ma mette i temi al servizio del personaggio, e NON VICEVERSA. Forse sono fin troppo entusiasta, in fondo non è una storia di quelle che ricorderemo tra dieci anni, ma faccio fatica a trovarne molte di migliori dopo il fatidico #100. Stano tralaltro è il primo autore completo ad aver lavorato sia sui testi, che sui disegni che sulla copertina... sempre con splendidi risultati. Anzi, a dire il vero se c'è qualcosa un filo sottotono sono proprio i disegni, sempre belli ma non eccelsi come in altre occasioni. Bravo Angelo, speriamo di rivederti alla sceneggiatura almeno una volta ogni dieci Gualdoni! :)

mercoledì 14 novembre 2012

Dylan Dog - Albo gigante #21


Da quanto tempo non leggiamo un buon Dylan Dog gigante? Boh, non me lo ricordo neppure più... ormai si sperimenta sempre meno, anche la serie regolare naviga nella banalità, figuriamoci cosa può accadere negli albi giganti, specialmente se su quattro storie due sono del nostro amatissimo Giovanni Gualdoni :) Gli albi giganti potrebbero essere occasione di particolare attenzione alla grafica (per il formato esagerato!) e di qualche piccola novità nella sceneggiature, magari con ospiti autori che sappiano esplorare sfacettature diverse dell'inquilino di Craven Road. E invece così non è, ormai da anni... e forse così non è mai stato.

Ma devo confessare che ho letto questo albo gigante con un certo piacere perverso... se non altro perché Gualdoni ha scritto due storie, ovvero quelle più brevi. La prima storia "standard" è di Andrea Cavaletto, una storiaccia su un parassita che infesta un edificio. La secondo è di Giancarlo Marzano, su un serial killer collezionista di lingue. Entrambe, sia dal punto di vista grafico (autori Alessandro Baggi e Roberto Rinaldi) che della sceneggiatura, potrebbero essere definite vintage. La prima in particolare non è nulla di che, ma mi ha riportato piacevolmente a certi horror trash anni 80, dove l'ambientazione esageratamente marcia, malsana, era la vera protagonista della storia. La seconda storia è costruita con attenzione maggiore, ma anch'essa è notevolmente diversa dalle storie della serie regolare, forse sono gli sguardi dei personaggi, forse la storia non esattamente da educande, ma mi ha ricordato quando leggevo i primi 100 numeri di DD, con storie che magari non erano sempre eccezionali, ma in qualche modo marcavano la propria diversità con quanto di altro era in edicola in quegli anni.

Anche le storie di Gualdoni non sono proprio male, sebbene la seconda sia quasi un "contenuto speciale"... ma riprende bene la tematica del ricordo, avendo come protagonista una comparsa dei primi cinque volumi di Dylan Dog. Direi che nel breve il buon Giovanni pare esprimersi meglio... anche se continuo a non poterne più di leggere il suo nome su due terzi degli albi!

In conclusione... se si fosse trattato di albi regolari non so, ma per 6,20€ e per l'albo gigante vale la pena fare uno sforzo :)

lunedì 29 ottobre 2012

Dylan Dog #314 - I Segni della fine


MA QUANTE CAZZO DI STORIE SCRIVE GUALDONI??? Ormai Dylan Dog è solo suo... questo "I Segni della fine" non è tra le sue opere peggiori ma soffre di alcuni difetti che mi fanno esclamare "uff".

*clicca su continua a leggere se non temi qualche piccolo spoiler*

sabato 13 ottobre 2012

Dylan Dog 313 - Il Crollo

E' crollata la serie di Dylan Dog???

Ho preso in mano questo ultimo Dylan Dog qualche sera fa a letto. Bei disegni! Dylan Dog che perde la memoria, espediente non nuovo ma sempre interessante. Arrivato a pagina 80... aspetta, cos'è successo? Non c'ho capito una sega! Forse era il sonno... chiudo l'albo e mi riprometto di rileggerlo daccapo.

Passano due giorni e ricomincio la lettura, questa volto con meno sonno. Dylan si risveglia dopo un crollo che l'ha sepolto in un grosso ambiente misterioso sotto le macerie di un palazzo. Una strana creatura lo bracca con intenzioni tutt'altro che amichevoli, con lui c'è un gruppo di strane persone di cui Dylan forse si ricorda, forse no, ma che sicuramente non sono quello che sembrano. Ah, ovviamente almeno una Dylan se l'è trombata, che v'aspettavate?

L'albo è di Paola Barbato, che sebbene secondo me non raggiunga da anni livelli d'eccellenza resta comunque sette/otto spanne sopra Giovanni Gualdoni, tanto per fare un nome. La Barbato mancava dalla serie regolare di DD da un annetto, e qui si è sfogata proponendoci una storia complessa, da rileggere, che ha diviso i vari critici sulla rete.

Iniziamo dall'interessante incipit, che pur se un po' inverosimile coinvolge nella storia fin dalle prime pagine, complici i disegni di un Freghieri in formissima. Il gioco delle menzogne e delle perdite di memoria che chi sa fin quanto sono vere è piacevole ed appassionante, la scrittura è non lineare e un piacevole diversivo rispetto al piattume di molti degli ultimi DD. Poi da metà albo circa iniziano gli spiegoni... La Barbato si traveste da Roberto Giacobbo, tira in mezzo i nodi di Hartmann e sbrodola, perdendo anche qualche sottotrama che resta misteriosa per strada.

La risoluzione è banalotta, non interessante, inutilmente complessa. Probabilmente è meglio una storia noiosa e sbrodolata piuttosto che piatta e inutile, ma qui... non ci siamo. Pensare che contemporaneamente è uscito l'ottimo primo volume de Le Storie, sempre della Barbato... ma che evidentemente le interessava di più.

Il problema del Dylan Dog del 2012 è che non fa più paura, non spaventa, non sconvolge, non provoca... è rimasto un palloso paladino del politically correct, amico delle minoranza, protettore dell'ambiente, astemio, vegetariano, contro le corporazioni... un giorno smettera di farsi tutte le troiette che gli si parano davanti e si farà prete. In fondo sarebbe una giusta conclusione per la serie.

domenica 23 settembre 2012

Dylan Dog - Viaggio senza Speranza


Dylan Dog Speciale n.26
Viaggio senza speranza

Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Luigi Piccatto

Succede piuttosto spesso negli ultimi anni che autori di Dylan Dog alla ricerca di uno spunto vadano a recuperare personaggi o situazioni del passato. Cosa che in sé non è ne positiva ne negativa, ma bisogna essere bravi ed avere comunque un progetto in mente (vedi Recchioni con Axel Braun), o si rischia dii ricadere nella solita spirale citazionistica fine a se stessa.

Uno degli autori Dylaniati più inclini a commettere questo errore è il non troppo stimato Giovanni Gualdoni, che ultimamente sembra scrivere dodici storie dell'investigatore di Craven Road a settimana. Qui recupera l'idea del multinferno e... altro che non vi dico per non spoilerare. 

Dylan si ritrova all'inferno senza sapere perché, ha solo dei flash del suo ultimo "amore della vita", Elsa. Inseguito, trova dei compagni di viaggio in una biondina salvata dalle grinfie di un leatherface, una vecchia strega cieca scampata ad un'impiccagione e un grigio operaio condannato all'inferno per non avere mai davvero vissuto, che sembra sapere molto di quello che sta succedendo...

Il principale difetto è che la storia appare sfilacciata, la scusa del multinferno viene usata per cambiare senza preavviso scenari e situazioni, in maniera piuttosto pigra. Gualdoni mette molta carne al fuoco nel tentativo di non risultare noioso, ma alla fine risulta... banale. I disegni di Piccatto sono discreti ma non all'altezza delle sue cose migliori (anche solo del recentissimo Darwin). Il finale tagliato con l'accetta è la mazzata finale. 

Quando la cosa migliore di un albo è la copertina (neanche poi eccezionale), il giudizio non può che essere negativo. Bocciato.

Voto: 1,5/5

martedì 4 settembre 2012

Una carrettata di Dylan Dog!

In una settimana ho recuperato un po' di Dylan Dog che mi aspettavano... ultimamente la qualità media era scesa, dopo un periodo discreto. Vediamo un po' quanto valevano gli ultimi due mesi!

Dylan Dog 311 - Il Giudizio del Corvo
Testi: Roberto Recchioni
Disegni: Daniele Caluri


Dylan Dog va all'Hammersmith Odeon a vedere i Motorhead con la sua fiamma del giorno, quindi già questo numero mi sta simpatico. Poi viene calato in una rivisitazione di Saw, con un fantastico emulo di Jigsaw (Mr. Giggle) che lo mette alla prova prima di decidere se giudicarlo degno oppure no.
Il fumetto doveva essere parte di una serie destinata a rivoluzionare almeno parzialmente l'universo Dylan Dog, come spiega Roberto Recchioni sul suo blog, poi la cosa non è andata in porto ma anche preso a se stante questo Il Giudizio del Corvo resta uno dei migliori numeri usciti da un bel po' di tempo a questa parte. Aiutano anche gli splendidi disegni di Caluri, ovviamente!
 Voto: 4.5/5

Dylan Dog 312 - Epidemia Aliena
Testi: Giovanni Gualdoni
Disegni: Luca dell'Uomo


Una delle copertina più brutta degli ultimi tempi per un albo... appena sufficiente. Dylan Dog scopre che a Londra nessuno riesce più a mentire, epidemia alla quale lui solo pare essere immune. C'entreranno mica gli AGLIENI? Gualdoni non è tra i miei sceneggiatori preferiti e anche qui si invischia in un gioco citazionistico non sempre riuscito, Dell'Uomo non disegnava DD da 25 anni e un po' si vede, il suo stile è un po' un ritorno al passato che comunque non dispiace, anche se qualche imperfezione specialmente nelle anatomie c'è.
Voto: 2,5/5

Dylan Dog Color Fest 9
Testi: Boselli, Mantero/Belli, Baraldi, Gualdoni
Disegni: Rossi, Anelli, Mottura, Leomacs


Forse si potrebbe osare di più con l'appuntamento semestrale del Dylan Dog Color Fest, ma alla fine squadra che vince non si cambia. Anche in questo nono numero la lettura è piacevole, con le eccezioni in positivo della bella storia di Barbara Baraldi (anche disegnata splendidamente), ed in negativo dell'ultima di Gualdoni, che prova a fare il simpatico ma ha un senso dell'umorismo che proprio... boh. 
Voto: 3/5

Maxy Dylan Dog 17
Testi: Barbato, Marzano, Gualdoni
Disegni: Montanari e Grassani

Come il Color Fest è sempre garanzia di lettura piacevole, solitamente il Maxy Dylan Dog è garanzia di cagata. Ed i poveri Montanari e Grassani, con i loro disegni precisi e puliti, c'entrano poco. Il problema è che gli autori coinvolti solitamente usano idee di scarto... Il numero 17, incredibilmente, è però un passettino avanti rispetto al passato. La storia della Barbato, banalotta reinterpretazione degli horror giapponesi, è una conferma del declino dell'autrice da un bel po' di tempo a questa parte. Quella di Marzano è un po' sempliciotta ma tutto sommato discreta, mentre Gualdoni, incredibilmente, qui mi è abbastanza piaciuto con la sua rilettura di Sliding Doors. Classica lettura da ombrellone! Ma ormai l'estate è finita :P
Voto: 3/5


lunedì 8 agosto 2011

Dylan Dog - Il film (Kevin Munroe, 2011)

Alzi la mano chi pensava che un film tratto da Dylan Dog e diretto dal regista del più recente film sulle tartarughe ninja potesse essere una cosa buona. Nessuno? Bravi, siete già a buon punto...


Ieri sera ho finalmente visto il film dedicato all'investigatore dell'incubo. Sapevo già che sarebbe stato una cagata, sapevo che mancava Groucho (costava troppo un imitatore di Marx?), che l'ambientazione era spostata da Londra a New Orleans (budget troppo basso...), che il maggiolone di Dylan non era più bianco (la Disney ha i diritti ESCLUSIVI per i maggioloni bianchi da tempi di Herbie), che di Bloch neanche a parlarne e che il protagonista era quel giuggiolone inespressivo di Brandon Routh. Bene, però avevo letto qualche intervista al regista Kevin Munroe che dichiarava di aver fatto il possibile per preservare comunque lo spirito del fumetto da una sceneggiatura che sprizzava b-movie horror da tutti i pori. Mi aspettavo una cagata. Ma non QUESTA cagata.

Sostanzialmente, il film di Dylan Dog è un rip-off di Underworld, Buffy e True Blood con un protagonista che indossa una camicia rossa e sporadicamente esclama "giuda ballerino"! Il fatto che Dylan a un certo punto esclami "abbiamo bisogno di pistole più grandi" dice tutto. Almeno si fosse trombato la tizia alla prima opportunità, ma neanche questo!

Evidentemente per il regista dire "abbiamo cercato di preservare lo spirito del fumetto" voleva dire chiamare un cattivone SCLAVI o far suonare oscenamente il clarinetto a Dylan in una scena. E se le foto di gente mascherata da Groucho o i poster dei fratelli Marx dovevano farci chiudere un occhio sulla pietosa spalla comica Marcus... non ci siamo proprio. Anche se proprio lui è il protagonista dell'unica scena minimamente divertente del film, quella del gruppo di auto-aiuto per zombie. Bella trovata.

Se non aveste capito... non ci siamo proprio. Non sono il tipo da chiedere fedeltà assoluta all'originale, anzi non me ne frega nulla. Ma almeno un minimo standard di qualità...

Pro

- Qualche scena d'azione decente
- ...il gruppo di auto aiuto zombie?
- C'è Kurt Angle!

Contro

- Protagonista inespressivo
- Protagonista femminile (Anita Briem) penosa e neppure troppo fica
- Scene comiche appiccicate lì senza senso
- Trucco (anzi, maschere...) di livello penoso.
- Trama che copia senza vergogna mille altri film e telefilm di serie B e...
- ...non ha NULLA a che vedere con il Dylan Dog originale.

Pessimo.



lunedì 11 ottobre 2010

Dylan Dog #289 - La via degli enigmi


Dopo la non molto lusinghiera recensione dell'ultimo speciale torno subito a parlare di Dylan Dog, con il nuovo numero della serie regolare, la prima parte (udite udite!) di una storia che si svolgerà in due volumi, cosa piuttosto insolita per l'investigatore di Craven Road. 

La Via degli Enigmi è un insolito mix tra un horror alle The Omen (Il Presagio) e una avventura più mainstream alla Codice da Vinci, zeppa di enigmi disseminati nei mondi della storia e dell'arte. Niente di particolarmente originale ma la commistione è piacevole e stacca gradevolmente dalla routine dylandoghiana degli ultimi tempi. Il mondo come lo conosciamo sta per finire, il male si è incarnato in un bambino dalla crescita piuttosto rapida, figlio di un dio malvagio... o forse meglio dire di un demone. Starà a Dylan muoversi con l'aiuto di diverse vecchie conoscenze (tipo Madame Trelkovsky) per... beh, per salvare il mondo. Tra complotti per celare la verità e enigmi apparentemente insolubili si intuisce che la storia ha le sue radici intorno alla fine dell'ottavo secolo, quando i franchi sotto Carlo Magno stavano mettendo a ferro e fuoco le terre dei "barbari" portando la "civiltà" e... Gesù Cristo. Una popolazione sassone, non volendo rinunciare alla libertà e al paganesimo, invocò il dio Serpente Atamaru, signore dei ghiacci e padrone dell'oscurità, in loro aiuto...

La storia non è esente da pecche. Innanzitutto le ispirazioni sono fin troppo evidente. Le indagini procedono in modo decisamente forzato ed alcune parti sono narrate in maniera precipitosa. Gli enigmi sono piuttosto banali, da prime pagine di libro di giochini matematici o quasi. La chiusura dell'albo è uno degli enigmi più famosi del genere, chiunque abbia letto un minimo di queste cose sa la risposta.

I pregi però sono presenti in numero molto superiore. Partiamo dai disegni, davvero ottimi. Bigliardo si conferma uno tra i miei preferiti. Poi c'è un po' di splatter! E finalmente, in un fumetto che dovrebbe essere horror!!! Ma la cosa più bella è che la storia procede, scorrevole e divertente, e agli errorini sparsi qua e la si riesce a passare sopra perché le 96 pagine volano via in un lampo. Per una volta la lettura si conclude chiedendosi "cosa succederà il prossimo mese?". Non è poco.

Un bell'esempio di fumetto popolare. Bravi!

sabato 9 ottobre 2010

Dylan Dog: Speciale #24 "Il santuario"


Quando ci si trova di fronte a un Dylan Dog sceneggiato da Paola Barbato è lecito aspettarsi una storia solida, probabilmente senza picchi d'eccellenza ma neanche grosse delusioni. Ma se è vero che sbagliano anche i migliori, figuriamoci cosa possono combinare gli autori discreti ma alla fine di seconda fascia come la nostra Paola!

Il Santuario è il titolo del 24esimo speciale di Dylan Dog, e rappresenta un ideale seguito al numero 109 della serie regolare, Il Volo dello Struzzo, che qualcuno ricorderà come una delle storie migliori della "seconda parte" della carriera editoriale dell'investigatore dell'incubo. E probabilmente il primo errore è stato andare a ripescare una storia già conclusa in sé e cercare di continuarla. Per la cronaca, sceneggiatore del 109 era proprio Tiziano Sclavi, non uno da poco.

Dylan è in bolletta (come al solito) e invece di ricevere la proposta di lavoro della consueta 25enne strafiga ottiene solo la visita di una giovane MILF arrapata che pensa che il suo cagnolino sia posseduto. Dylan accetta il lavoro solo per farsi dare un cospicuo anticipo, con il quale pagare le bollette e partire per l'isola dove è stato avvistato un misterioso "uomo uccello"... che gli fa subito venire in mente Birdy.

(una del genere)

Nell'isola Birdy e i suoi amici uccelli stanno facendo di tutto per impedire la costruzione di un nuovo mirabolante villaggio turistico... e qui parte la solita menata ecologista-buonista che Dylan Dog ci propina nel modo peggiore da ormai troppo tempo.

Uno dei principali problemi della serie dedicata al nostro investigatore dell'incubo preferito è la banalità con cui troppi temi ultimamente sono trattati. Dylan Dog è diventato famoso per come nelle sue storie migliori sono stati trattati temi come l'handicap, le differenze sociali, l'ecologia, temi non facili ma che hanno portato il personaggio al successo. Il problema è che scava scava l'ispirazione finisce, e le storie migliori lasciano il posto a quelle discrete, poi a quelle decenti, e infine a quelle tirate via. E non c'è cosa peggiore di una storia tirata via che cerca di infilarti in testa un messaggio sociale.

(MILF Magnet non ha messaggi da proporci se non che l'esperienza spesso aiuta)

Si perché non c'è niente di male a voler trasmettere qualcosa con le proprie storie. MA NON C'E' NIENTE DI MALE NEPPURE A NON VOLER TRASMETTERE NULLA. Dylan Dog è un fumetto popolare, e come tale dovrebbe proporsi prima di tutto di intrattenere il lettore per un'ora o giù di lì. Poi se riesce anche a farlo riflettere sulla condizione dei gatti randagi del Burundi meglio, ma NON E' QUELLO LO SCOPO PRIMARIO. DYLAN DOG NON E' UN FUMETTO EDUCATIVO!!!

Io e l'Asma invece è un fumetto educativo

Dylan Dog è un mensile di storie horror o presunte tali. E non è un caso che ultimamente i numeri migliori siano stati quelli più semplici,

Il Santuario ha qualche momento di buon livello. Non a caso sono i siparietti comici. Presentare un Dylan Dog in bolletta e disperato non è una novità, ma per una volta il deus ex machina che smuove le acque è diverso dal solito, e Dylan non si fa problemi ad approfittare della situazione. La parodia dei Ghostbusters (non faccio spoiler...) poi è geniale. Nel mezzo, poca roba.

Il problema maggiore del volume è che la storia è inconcludente, i personaggi banali (la classica tettona vestita da... tettona può andar bene se la si narra come uno stereotipo al 100%, ormai) e con motivazioni che sfuggono, l'andamento degli eventi piuttosto random. E' come se la Barbato o chi per lei si siano ritrovati nella sede della Bonelli e abbiano scelto a tavolino di scrivere una storia su "speculazioni edilizie e cacciatori cattivi". Non si fa. "Zombie vegetariani", questa potrebbe essere un'idea da cui partire, oppure "vampiri che si travestono da fans di Twilight per trovare le loro prede". "Speculazioni edilizie e cacciatori cattivi" è un'idea per un dossier de L'Espresso, al massimo.

L'altro problema è che la sceneggiatura è LENTA. Roba che si sarebbero potute tagliare tranquillamente sessanta pagine e la storia sarebbe migliorata. Insomma, poteva andare in un volume della serie regolare, magari al posto di quella storia oscena sugli operai sfruttati (brividi). Perché uno speciale?

I disegni, invece, sono di Freghieri che non tradisce. Molto old school, seppur con qualche tavola un po' tirata via. Mi piace. Ma non basta.

martedì 3 agosto 2010

Dylan Dog #287 - I Nuovi Barbari


A volte ritornano. A volte ritorna il mio blog. E non poteva esserci occasione migliore della seconda prova di roberto Recchioni (a mani basse miglior scrittore italiano di fumetti degli ultimi cinque anni) nella serie regolare di Dylan Dog. I Nuovi Barbari è un'opera molto meno sofferta e personale del tanto discusso Mater Morbi, è narrata con toni più leggeri e l'ambientazione vacanziera ne fa una perfetta lettura estiva, ma... è comunque più godibile del 99% delle avventure dell'investigatore di Craven Road. Lo spunto narrativo è semplice: Dylan parte per le vacanze con la sua ragazza della settimana e con Groucho (azzeccate e divertenti per una volta le battute della spalla), e si ritrova impantanato in un ingorgo mostruoso che sembra non avere fine. E' possibile uscire dall'autostrada? Intanto la situazione assurda riesce come al solito a tirare fuori il peggio dalle persone.

Difficile sbagliare quando si mettono insieme Recchioni alla sceneggiatura e Brindisi ai disegni (fantastici, i migliori della serie da... beh, dal Mater Morbi di Carnevale), e infatti non si sbaglia. I Nuovi Barbari non ha la pretesa di essere il fumetto che ti cambia la vita ma è ben scritto, benissimo disegnato, per me leggerlo è stato un po' tornare con la mente a quegli horror estivi anni 80 che hanno accompagnato le nottate estivi della mia infanzia. Semplici, divertenti, con qualche scena d'effetto, volutamente esagerati nei personaggi (Nonna Mannaia!!!), nei dialoghi, nell'assurdità palese di molte situazioni, e... il finale sembra proprio preso di peso da qualche clone di Nightmare!

Bocciata la copertina. Che cagata è venuta fuori? Ma si perdona.

Correte in edicola! Dopo il Maxi Dylan Dog più brutto della storia ci voleva un numero così!

mercoledì 23 dicembre 2009

Dylan Dog - Mater Morbi

Solo una brevissima segnalazione per dirvi che è in edicola MATER MORBI, l'attesissimo numero di Dylan Dog scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Massimo Carnevale. Una recensione più approfondita arriverò, ma per adesso posso già dirvi che è IMPERDIBILE. E' valsa la pena di aspettare :) Venitelo a comprare nella mia edicola!!!

domenica 16 agosto 2009

Dylan Dog Color Fest #3


L'appuntamento annuale con il Dylan Dog Color Fest è diventato rapidamente uno dei più attesi per i fan della casa editrice Bonelli ma non solo. Mettere in mano l'investigatore dell'incubo ad autori solitamenti impegnati in tutt'altri fumetti è un'idea semplice ma geniale, che in passato ci ha portato a leggere diverse piccole chicche, in particolare nel numero uno della collana. Questo numero tre, uscito da pochissimi giorni, ci permette di leggere quattro storie, oltre a farci godere la copertina del maestro Sergio Toppi, che forse spiazzerà un po' i "normali" lettori del fumetto.

Uno dei nomi più importanti tra quelli che appaiono nel volume è quello di Tito Faraci, creatore di Brad Barron ed autore di un milione di altre cose per Disney, Marvel, Bonelli e chi più ne ha più ne metta. Per il suo Nemici per Sempre, ambientato nello zoo di Londra, Faraci ha scelto di far disegnare la sua sceneggiatura a Giuseppe Camuncoli, uno dei migliori in Italia a mio parere. Bene, ne è uscito fuori... una brutta storia ottimamente disegnata. Si nota come Faraci abbia cercato di far uscire il personaggio dai canoni consueti, ma questa volta non ne è uscito molto di buono. Soluzioni semplicistiche, personaggi un po' buttati lì. Andiamo avanti.

Anche il nome di Bruno Enna non dovrebbe aver bisogno di troppe presentazioni: oltre ai lavori per Dylan Dog è noto soprattutto per il suo lavoro in Disney, per personaggi spesso legati al mondo dei lettori più giovani. Lo accompagna ai disegni de "La Fiaba Nera"... Corrado Roi. Si poteva fare scelta migliore? Non credo. E infatti Roi crea atmosfera magistrala a supporto della discesa di Dylan nel mondo di Hansel e Gretel, per una storia che non è un capolavoro ma è sicuramente da promuovere.

Corrado Mastrantuono, copertinista di Magico Vento ed autore del texone del 2007 (nonchè di diversi altri) è l'autore completo (testi + disegni) di "La Sposa del Diavolo", terzo racconto inserito nella raccolta. La scomparsa di una giovane ragazza sembra aver portato una maledizione su un paesino delle campagne londinesi. Dylan indaga... senza neanche ricevere una paga, stavolta. Racconto piuttosto classico ma gradevole, i disegni di Mastrantuono, specialmente a colori, assumono caratteristiche quasi da fumetto belga che mi piacciono molto.

Finale per Chiaverotti che di storie di DYlan ne ha scritte una milionata, oltre ad essere il creatore di Brendon. "Il buio nell'anima", disegnata splendidamente da Bruno Evangelisti, riporta all'attenzione dei lettori di Dylan uno dei cattivi più "amati" della serie: Mana Cerace! Il killer del buio imprime il proprio marchio sulla storia che, delle quattro, è quella che mi è piaciuta di più. Un Dylan molto solo, ma soprattutto personaggi di contorno delineati piuttosto bene, che "rimangono". Un bel finale per il volume!

E insomma, questo DDCF è da comprare? Diciamo subito che i fasti del numero uno sono ben lontani, ma la lettura è comunque piacevole e a volte si sente il bisogno di un Dylan un po' diverso. Visto che le 132 pagine tutte a colori costano "solo" 4.80€... beh, io direi che ne vale la pena. La Bonelli raramente sbaglia con questi "esperimenti".

Info:

Dylan Dog Color Fest #3
di AA.VV.
Sergio Bonelli Editore
132 pagg., 4.80€
In Edicola

mercoledì 26 dicembre 2007

Dylan Dog #256 - Il Feroce Takurr

Voto:

La Trama:
Lea Dunson, la bella cliente di turno, ingaggia Dylan Dog per indagare sulla morte dell’ex marito, Bertram Watkins. L’uomo, ucciso in circostanze misteriose, faceva parte di una fetta di umanità conosciuta come “i collezionisti”. Persone fanatiche di tutti gli oggetti: dai fumetti ai giocattoli, dalle locandine cinematografiche sino alle sorprese delle merendine. All’apparenza solo un innocuo passatempo, un gioco per adulti ancora un po’ bambini, ma al tempo stesso anche una gara mortale tra chi, pur di entrare in possesso di un raro oggetto del suo desiderio, sarebbe disposto persino a uccidere.
Il giudizio:

Arriva in edicola con qualche giorno di anticipo Il Feroce Takurr, 256ma avventura del nostro investigatore dell'incubo preferito. Soggetto e sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Franco Saudelli... beh, dovrebbe essere una garanzia di qualità! Invece in qualche modo sono uscito...straniato dalla lettura di queste 98 pagine.
Non che mi sia annoiato o che le abbia trovato brutto: Medda ha infarcito la storia di trovate divertenti, con un Groucho meno stantio del solite e alcune soluzioni sopra le righe, e Saudelli (pur se sottotono rispetto a recenti lavori) è sempre Saudelli... solo che in qualche modo questo sembra quasi uno spin-off rispetto alla serie regolare, un divertissement natalizio senza una vera continuità e senza l'assillo del rispetto delle regole della serie.

Il fumetto è diviso in due parti quasi divergenti tra loro, una giallo/horror e una tipicamente comica, e il legame è abbastanza labile. C'è in Medda una evidente voglia di presa in giro del mondo dei collezionisti e dei nerd che non sempre va a buon segno, e a dire il vero c'è anche qualche buco di sceneggiatura, che si risolve in un finale non all'altezza. Però c'è brio, si vede che Medda si è divertito a scrivere questo episodio e allora qualche leggerezza si può perdonare, c'è un Dylan Dog ironico che non si vede molto spesso, ci sono buoni dialoghi... insomma, ci sono tanti lati positivi quanti negativi.

Un Dylan Dog non riuscito, ma interessante.

Resta la sensazione che una storia del genere sarebbe stata meglio in uno speciale, ma visto che siamo sotto le feste va bene così :)

Info:
Edizioni: Sergio Bonelli Editore
Prezzo: € 2.70
Mensile, 96 pagg.
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