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lunedì 20 aprile 2015

Erano 657

Erano 657. Fuggivano dalla povertà, dalla miseria, dalla fame, dalla dittatura, verso un futuro in un continente che non era il loro. Quasi nessuno conosceva la lingua che avrebbero dovuto parlare appena sbarcati. Molti viaggiavano da soli, senza conoscere nessuno, molti non avevano neppure chiaro quale sarebbe stata la loro destinazione, forse sarebbero rimasti, forse si sarebbero spostati nei paesi vicini. Alcuni, una minoranza, avevano parenti o amici che li avrebbero accolti ed aiutati, forse avrebbero trovato loro un lavoro, ma per la maggior parte non sapevano neppure dove avrebbero dormito la prima notte. Quasi tutti i loro risparmi erano stati spesi nella traversata, ma secondo ognuno di loro era meglio partire per un destino incerto piuttosto che rimanere. Una speranza labile è pur sempre meglio di nessuna speranza, no?

Erano soprattutto uomini, ma anche donne e bambini. Avevano viaggiato per giorni e giorni, avevano affrontato il freddo, la fame, e la nave affondò quando ormai erano a poche miglia dalle coste.


La nave non era una carretta del mare, era lunga 146 metri e larga 17, aveva quasi 300 persone di equipaggio e pochi passeggeri che vivevano il lusso della prima classe, ma il grosso del carico era formato dagli emigranti in terza classe, provenienti non da Somalia, Libia, Centrafrica, ma da Liguria, Piemonte, Veneto, in fuga dalle miserie dell'Italia fascista e diretti verso Brasile, Argentina, terre che non promettevano ricchezze certe ma che comunque erano un mondo nuovo, un mondo dove sperare in qualcosa di migliore per loro e per le proprie famiglie. Non era il 2015, era il 1927, ed il piroscafo Principessa Mafalda naufragò a poche miglia da Rio de Janeiro. 657 morirono.

Erano migranti. Erano italiani. Erano persone.

Forse anche allora, nelle ville dei ricchi brasiliani o argentini qualcuno avrà esultato, "Ci sono fin troppi pezzenti nelle nostre strade, gente sporca, che non parla la nostra lingua, che porta malattie e mafia". 

Ma quelle non erano persone, erano merde. E la merda non affonda, la merda sta sempre a galla.

domenica 11 gennaio 2015

Non avete capito un cazzo


Oggi (e domani, e dopodomani...) siamo tutti Charlie. Ma noto con dispiacere che di questi tutti, molti non hanno capito un cazzo. La ovvia condanna del terrorismo è confusa e schifosamente mischiata con il razzismo più becero, con l'ignoranza, con la superbia di chi non accetta una cultura diversa dalla sua (queste persone mi ricordano qualcuno...). Vedo tante grida anti-islam, anche da parte di persone che mi sarei aspettato essere più intelligenti. Vedo gente che vorrebbe una guerra, gente che vorrebbe "che andassero tutti a casa loro", gente che dice che l'Islam andrebbe eliminato dalla faccia della terra.

Non hanno capito un cazzo.

La prima cosa che sento dire da molti è che "loro" ci vogliono ammazzare, mentre un terrorismo cattolico non esiste.

Non è vero.


Non so se vi ricordate di questo ragazzone sorridente, si chiama Anders Breivik e nel 2011, nella civilissima Norvegia, ha ucciso 77 persone innocenti. Sapete perché? Per "salvare il Cristianesimo" e difendere la cultura conservatrice europea.


Lui invece è Eric Rudolph, ha compiuto decine di attentati per il movimento ultracristiano militante Christian Identity, contro l'aborto e contro l'omosessualità. Ha ucciso 3 persone e ne ha ferite 150. 

Tutti i cattolici sono terroristi?

La difesa più comune è "sono solo casi, i terroristi islamici sono molti di più!".

Per forza.

Storicamente chi compie atti di terrorismo viene da paesi più poveri o svantaggiati. Nel medioevo l'Europa era patria di pezzenti ed ignoranti mentre l'Islam viveva (relativamente) ricco e promuoveva la cultura, ed infatti abbiamo avuto le crociate, le persecuzioni degli ebrei e chi più ne ha più ne metta. Oggi la situazione è ribaltata e sono i fondamentalisti islamici a mettere bombe nel ricco occidente. Se fossimo noi i poveri quanti fondamentalisti cattolici che oggi pontificano grassi e soddisfatti inviterebbero alla guerra santa?

In questi giorni mi sono trovato di fronte a tanti status su facebook che condividevano le parole di qualche sparuto Imam (che poi ricordiamolo, Imam non si diventa per nomina di qualcun altro, spesso gli Imam si autoproclamano tali, non è come dire "un vescovo"...) che sosteneva che i terroristi erano degli eroi con sotto il commento "dobbiamo ammazzarli tutti questi islamici". Allora qual è la differenza tra "noi" e "loro"?

Rimandiamoli tutti a casa loro!


Questo è Ahmed Merabet, e no, non è uno dei terroristi. E' il poliziotto ucciso freddamente durante l'operazione. Francese e musulmano, come francesi e musulmani erano i terroristi. E allora chi dobbiamo rimandare a casa di chi?

L'Islam va eliminato dalla faccia della Terra!

Sapete chi sta "eliminando l'Islam dalla faccia della Terra"? I terroristi, Al Qaeda e l'ISIS e Boko Haram e tutte le organizzazioni di questo tipo, che stanno uccidendosi tra loro ma soprattutto stanno facendo sistematicamente fuori chi non è musulmano come loro, o chi non è musulmano abbastanza.

Il terrorismo non si sconfigge assecondando i deliri di mentecatti come Salvini, Borghezio, la Le Pen, Gasparri o la Fallaci. La guerra al terrorismo c'è stata, c'è da 15 anni, cosa sta portando? Altra guerra, altro terrorismo. C'è solo un modo per sconfiggere il terrorismo e mi dispiace quasi dirlo, perché va contro alla mia intima convinzione che l'unico mondo sano sarebbe un mondo senza nessuna religione, islamica, cattolica, buddista, vegana o peppecrillista che sia. L'unico modo per sconfiggere il terrorismo è accogliere come uguali a noi il kebabbaro sotto casa, la bambina che va a scuola coi nostri figli, il vicino di casa col turbante in testa e soprattutto SMETTERLA di dire stronzate sui musulmani che vanno rimandati a casa loro, che ci vogliono uccidere, che sono tutti complici dei terroristi. L'esclusione porta a povertà ed ignoranza, e sono povertà ed ignoranza che portano al terrorismo. Sconfiggiamo l'ignoranza.

mercoledì 17 dicembre 2014

Sarebbe bello essere fascisti

Ci pensavo ieri dopo aver scoperto che un ristorante dove vado (andavo) spesso ha inseirito all'ingresso una simpatica vetrinetta contenete dischi di canzoni fasciste e discorsi di Mussolini... ma quanto sarebbe bello essere fascisti? Le persone normali hanno problemi, pensieri, dubbi, il fascista ha solo certezze. Ama la patria, la famiglia, il Duce (con la maiuscola), odia i comunisti, i negri, gli arabi (ora lascia perdere che Mussolini venne definito la Spada dell'Islam, il fascista mica conosce la storia). Il fascista ha sempre un capro espiatorio, un bersaglio semplice da colpire. L'Italia va male? Colpa dei comunisti che l'hanno governata per cinquanta anni. Gli dici che non è vero e che i comunisti non sono mai stati al potere? Menti, SEI UN COMUNISTA! L'economia fa schifo? COLPA DELL'EURO! Non trova lavoro? CE LO RUBANO I NEGRI! Sparisce un bambino? Sono stati GLI ZINGARI, E IL GOVERNO GLI DA CINQUANTA EURO A TESTA AL GIORNO! E se si scopre che agli zingari toccava un euro e cinquanta ed il resto veniva intascato da altri fascisti come loro agevolati da un ex sindaco anche lui fascista LA COLPA E' DEL PD. Se poi vengono messi alle strette c'è comunque la difesa finale TANTO SON TUTTI UGUALI. Un fascista ha sempre la soluzione per tutto. CI RIVORREBBE IL DUCE, LUI SI CHE... E non deve neanche preoccuparsi di scrivere in italiano corretto e di fare ragionamenti coerenti, tanto il fascista medio giudica un pericoloso intellettuale chiunque sia in grado di contare fino a venti senza togliersi le scarpe.

Eh si, sarebbe proprio bello. Ora ci provo. 

VIVA IL DUCE!

No via non mi piace.

¡ǝɔnp lı ɐʌıʌ

Ecco meglio così.


sabato 5 luglio 2014

Il complotto dei complotti

Su facebook ho 399 amici. Di questi, 7 sono fan di "Lo Sai", 43 di "Informare Per Resistere", 5 di "Adesso fuori dai coglioni", 1 solo di "Scienza di Confine", 14 di "Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com", 3 di "Catena Umana Attorno al Parlamento Italiano" e così via. Probabilmente i numeri tra i vostri amici sono ancora più alti, visto che solitamente cancello presto chi condivide roba tipo foto di scie chimiche, link contro i vaccini e roba così.


Alcuni di coloro che hanno cliccato "mi piace" sono sicuramente in buona fede. Ai tempi di Berlusconi Informare per Resistere aveva fregato anche me, e per un certo periodo sono stato fan di pagine apertamente complottiste (come Lo Sai) semplicemente perché la stupidità umana mi ha sempre fatto ridere, ma mi sono reso presto conto che una pagina come Lo Sai (tanto per fare il solito esempio) non è divertente e ridicola. E' pericolosa. Sparge odio, disinformazione, bigottismo, i peggiori mali della società. E le altre non sono migliori. (resto fan di Neovitruvian perché mi fa ridere ancora, scusate!)

Vignette omofobe, deliri sul signoraggio, proclami sull'NWO ottengono migliaia di mi piace e di condivisioni. C'è da chiedersi il perché di tutto questo successo. Sicuramente centinaia di migliaia, anzi milioni di persone si sentono escluse da qualsiasi accesso al potere, che sia economico, politico, militare. Perché accade tutto ciò? Il mondo, lo sappiamo, è ingiusto, e l'Italia ancora di più. Non offre pari condizioni per tutti, ci schiaccia con tasse esagerate, ci stupisce ogni giorno con notizie di corruzione, tangenti, scandali, collusioni con la Mafia e quant'altro. Perdiamo amici o familiari per malattie gravi o addirittura per errori di dottori, abbiamo visto il nostro potere d'acquisto diminuito dopo l'arrivo dell'euro eccetera eccetera. Perché le cose non cambiano?


Per molti una risposta onesta dovrebbe essere semplicemente: è colpa mia. Ho votato per anni la gente sbagliata, non ho richiesto la fattura al dentista, ho evaso le tasse, continuo a parcheggiare in divieto di sosta quando ho fretta e a cercare di passare avanti a tutti gli altri appena posso. 

Ma una risposta di questo tipo è difficile da dare ed estremamente faticosa, richiede una volontà di cambiamento (anche solo potenziale) e uno sforzo congiunto di milioni di persone per molto tempo, prima di dare frutti. E soprattutto è estremamente faticosa rispetto alla risposta che da il nostro vicino di casa, d'ombrellone e l'ex compagno di classe ritrovato su Facebook: "è colpa di Bildemberg / delle scie chimiche / dell'NWO / dei vaccini / della massoneria / dei rettiliani / DEL COMPLOTTO!"


Un complotto rende tutto più semplice. In qualche modo ci si può sentire giustificati a sfruttare ogni possibilità di fregare il sistema, perché il sistema E' CORROTTO e rubare soldi al sistema vuol dire restituirli ai cittadini. Ho visto decine di pagine complottiste invitare a non pagare il canone, le multe o in generale le tasse, per NON FINANZIARE IL SISTEMA. Le stesse pagine spesso protestavano a gran voce perché l'ospedale vicino casa era costretto a chiudere, le scuole sono senza carta igienica o la manutenzione delle strade viene rimandata all'infinito. Ma mettere in relazione le due cose è troppo difficile.

Il complottismo ha sfondato anche ad altissimi livelli. Berlusconi indagato? E' UN COMPLOTTO dei magistrati. Non ha fatto nulla di quello che aveva promesso? NON L'HANNO LASCIATO LAVORARE! Facile giustificazione alla fine di un abbaglio. Ora ad ergersi baluardi del complottismo sono molti grillini, quelli che hanno urlato ai brogli dopo la sconfitta alle europee, ad esempio. 


I complotti a sfondo politico sono tutto sommato più credibili di quelli che riguardano altre facezie come gli alieni, le scie chimiche o stronzate del genere. A volte le cose si mischiano! Vedi la parlamentare che credeva a un complotto per nascondere la verità sulle sirene. O - notizia di questi giorni - la coordinatrice dell'area stampa del M5S a Strasburgo che per anni ha protestato contro le scie chimiche. Credere a complotti del genere risponde a domande a cui è difficile dare una risposta. "Perché mia figlia è autistica?" PERCHE' I VACCINI PROVOCANO L'AUTISMO! Un conto, però, è la comprensibile rabbia di un genitore disperato e pronto ad attaccarsi a tutto, un altro è che a credere alle cazzate siano anche persone apparentemente normali. Capisco (anche se non condivido) i genitori dei bimbi che vorrebbero continuare su di loro la sperimentazione di Stamina, non capisco invece tutti coloro che appoggiano la protesta in nome di un complotto nonostante la scienza abbia parlato chiaro a proposito. Nelle pagine complottiste ancora si rimpiange Luigi Di Bella...

Internet ha dato un enorme megafono in mano a chi vuole propagandare qualsiasi cosa. Un megafono che può essere usato bene oppure male. Una volta quando succedeva qualcosa di strano si diceva "c'è qualcosa sotto", ma nessuno sapeva dire esattamente cosa. Oggi basta aprire internet per trovare resoconti di riti satanici tra i potenti del mondo o prove della propaganda degli Illuminati attraverso i video musicali. Articoli dettagliati, scritti con padronanza di stile. Pseudoscientifici, spesso. Credibili, per una persona che non sa assolutamente niente sull'argomento.


Facciamo un passo laterale. Nel 20mo secolo una delle più grandi fonti di teorie sul complottismo è stata l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Ancora oggi si dibatte sul ruolo della mafia, quello dell'elite militare, dell'FBI, della CIA, degli alieni, di Marilyn Monroe e chi più ne ha più ne metta. C'è solo una cosa su cui tutti concordano: la verità ufficiale non è la verità. Sei anni fa una persona chiedeva su Yahoo Answers chi ha ucciso Kennedy. La migliore risposta scelta: quelli che hanno ammazzato Lincoln, perché anche Kennedy come Lincoln voleva abolire il signoraggio. La risposta più semplice sarebbe stata Lee Harvey Oswald, ex marine, ex comunista, probabilmente contattato anche dal KGB anni prima.

Ecco, il KGB. Probabilmente non c'entra nulla con l'omicidio Kennedy. Anzi, un po' c'entra. Perché è proprio legata al KGB ed all'omicidio Kennedy una delle poche teorie del complotto effettivamente provate. I sovietici hanno infatti per anni.... propagandato le teorie del complotto più assurde, per creare confusione negli Stati Uniti, diffondere il sospetto e così via. Il complotto era il complotto stesso!

Ecco, cari complottisti, non vi viene il dubbio che anche oggi possa essere la stessa cosa? Certi articoli (strapieni di stronzate!) sono scritti troppo bene perché l'autore sia così stupido da crederci. Forse i siti complottisti usano tutti questi paroloni per confondervi, farvi passare dalla loro parte e così ottenere ciò che vogliono: che il sistema continui immutato, che continuate a votare le stesse persone e che la massa sia tenuta all'oscuro di tutto. E se anche da noi il vero complotto fosse il complotto stesso?

martedì 26 febbraio 2013

Eppure era facile

Questo era un post che mi ringhiava dentro da tanto. Ma non lo potevo dire. Per scaramanzia, perché in fondo ancora un po' ci credevo, speravo che qualcosa potesse cambiare. Ma ora son passate le elezioni, ora lo posso dire.

Eppure stavolta ERA FACILE vincere le elezioni. Non era indispensabile essere scienziati. Il PDL ha perso il 40% dei suoi voti, la Lega il 50%, Fini è sparito, Di Pietro è sparito, Casini è impalpabile, Monti non ha sfondato.

Eppure siamo lì, come dei poveri idioti, ancorati a un 26% scarso quando all'inizio di gennaio tutti ci davano 10 punti più su.

Eppure stavolta vincere era DAVVERO facile. Bastava poco. Bastava dire "cambieremo tutto" rimanendo con la faccia seria. Poi è chiaro, non è che "cambieremo tutto" poteva dirlo uno che nel 1985 faceva il consigliere comunale per il PCI... gli italiani sono dei dementi, ma non così tanto. Bastava una faccia nuova. Se proprio Renzi vi stava sul cazzo, toh, fate uno Zingaretti, che ha dimostrato di avere i coglioni per vincere. Bastava una faccia nuova che dicesse "te, Rosy Bindi, fuori dalle palle; te, Enrico Letta, non farti rivedere; te,  parlamentare X che sei qui da dieci anni, anche se sei stato BRAVISSIMO hai fatto il tuo tempo, se vogliamo vincere dobbiamo vedere volti nuovi. Anche meno capaci, ma giovani, presentabili, cazzo lo capisce anche un bambino".
Eppoi bastava promettere tre cose: metà parlamentari, metà stipendio, più giustizia sociale. Se proprio uno voleva stravincere poteva dire qualche altra cazzata, tipo "vi ridaremo l'IMU" o "mille euro al mese per tutti per tre anni!", eppoi un giorno al governo dire no, avevamo scherzato, la situazione dei debito che ci ha lasciato Abberluscone non ce lo permette, ma avremmo tanto voluto. Tanto l'italiano non si ricorda mica un cazzo di nulla.

Ma in realtà bastava dire "cambieremo tutto". E se Enrico Letta azzardava a presentarsi in tv a dichiarare "vorremmo fare un governo con Monti come alleato" affrettarsi a smentire, a dire "evidentemente Enrico Letta è rincoglionito, scusatelo, voleva dire BASTA CON LA CASTA, lo espelliamo dal partito e lo facciamo internare". Tre cose, bastavano tre cose. 
Contro chi avevamo?

Un ex magistrato che farfugliava senza saper esprimere un concetto coerente che cercava di spacciare la sua lista di riciclati per "Rivoluzione Civile". Ha preso l'uno virgola, e ora tornerà a fare il magistrato, perché era in aspettativa. Amici communisti, mi spiace, su Ingroia aveva ragione Abberluscone.

Un amico dei banchieri (che ha ridato un minimo di immagine all'Italia in campo internazionale, ma questo NON LO DOVEVAMO MICA DIRE! MA CHI CAZZO VI HA INSEGNATO A FARE LA CAMPAGNA ELETTORALE DIO-MEDE???) che ha alzato le tasse accompagnato da FINI E CASINI, due che più riciclati non si poteva.

Dei tizi che pensavano di doversi mettere a ciucciare le matite perché il voto non fosse invalidabile. Cioè, ci rendiamo conto?

Abberluscone. Un ottantenne che ama toccare il culo alle ragazzine e che ha fatto più danni della grandine.
Vogliamo dire la verità?

ABBIAMO FATTO SEMBRARE I CIUCCIAMATITE GENTE DUECENTOMILAVOLTE PIU' FURBA DI NOI. I CIUCCIAMATITE!!!

E ci divertivamo a fare i video coi giaguari da smacchiare e i manifesti elettorali con RUZZLE. CON RUZZLE!!! MA CI RENDIAMO CONTO? QUESTA E' CRETINERIA POLITICA!

Bastava andare in tv e dire "Berlusconi ha rovinato l'Italia e in un paese civile sarebbe a marcire in galera, ora si levi cortesemente dal cazzo e lasci governare noi, che siamo giovani, siamo nuovi, siamo puliti, siamo CAPACI. E vi diciamo solo che governeremo bene e vi promettiamo trasparenza e TRE COSE.

Ma no. Ora, cortesemente, accordo coi grillini per legge elettorale, abolizione delle province, dimezzamento dei parlamentari e dei loro stipendi, legge sul conflitto d'interessi, riforma della giustizia. Poi si torni a votare. Senza Bersani, Letta, D'Alema, Fioroni, Bindi, Franceschini, eccetera, eccetera, eccetera.

venerdì 31 agosto 2012

Film di genere vs. film di merda

Facendo due ricerchine su internet mi ha colpito come su 263 film prodotti in Italia nel 2011 quelli considerabili di genere siano solo una trentina siano considerabili di genere, mentre ben 192 sono drammatici o commedie. Se pensiamo che fino agli anni 80 il nostro cinema era considerato una mecca del cinema di genere "artigianale" il crollo è inspiegabile, soprattutto se consideriamo che anche al tempo era proprio il film di genere ad essere venduto all'estero e ad avere successo in videocassetta, non certo le commediole.

E non finisce qui: prendiamo i 16 film taggati come horror:

Adam Chaplin, di Emanuele de Santi, è un iper-splatter con effetti speciali ben realizzati ma a dir poco cartooneschi. Non ha avuto distribuzione ed è in vendita solo tramite il sito della casa produttrice Necrostorm.



Dylan Dog: l'inizio, di Roberto D'Antona, è un fan movie amatoriale che ovviamente non ha avuto distribuzione, e che ha senso come omaggio al fumetto. Lo trovate su Youtube. Niente di che.

Eaters, di Marco Ristori e Luca Boni, è uno zombie-movie che soffre del male di quasi tutti gli horror italiani (recitazione amatoriale esagerata) ma si lascia vedere. All'estero è stato distribuito da Uwe Boll, ed è già apparso in dvd.

End Roll, di Giacomo Gabrielli e Daniele Misischia, è un no-budget (1000€), ispirato a Paranormal Activity. Sembra recitato meno peggio di altri, ma la storia del found footage mi infastidisce. Credo si sia visto solo al Fantafestival di Roma.

Fantasmi - Italian Ghost Stories è un film ad episodi sui fantasmi... è prodotto da Gabriele Albanesi, quello de Il Bosco Fuori, e ci recita anche qualche attore quasi vero. Ma sembra più un esercizio da scuola di cinema che un film vero e proprio con ambizioni di uscita almeno in dvd.

Finchè Morte non vi separi è un altro film a episodi. La casa di produzione ha un sito su Digilander, sta cosa mi fa schiantare :D Mai visto nè sentito prima di fare sta ricerca

I Love You Like a Twist, di Lorenzo Lepori, sembra un oggetto filmico strano, un "azione/commedia/horror" che assomiglia molto ad un omaggio al cinema amato dal suo autore. Tutto girato con telecamera a mano ed interamente in bianco e nero, interessante... ma che più amatoriale non si può. Ovviamente di distribuzione neanche a parlarne.

Il Marito Perfetto, di Lucas Pavetto, è un mediometraggio di 40 minuti... quindi zero speranze di commerciabilità. Peccato, perché sembra niente male. Belli i movimenti di camera!

Inside, di Daniele Misischia, è un filmettino carino che ci mostra anche delle PVPPE! E' su youtube, di altre distribuzioni manco a parlarne. Peccato, ho visto ben di peggio.



Morituris, di Raffaele Picchio, vorrei tanto vedermelo, perché dai trailer mi sembra una figata. Sempre che si ignori la recitazione :P Ma a quanto pare di momenti recitati ce ne sono ben pochi, visto che per gran parte il film è fatto da zombie gladiatori che inseguono delle signorine poco vestite. Molto duro, visivamente intrigantissimo. E' passato un anno, ma pare che qualcosa di muova, se non sbaglio è stato selezionato dal Fantasy Film Fest di Monaco. In qualche modo uscirà.

Native, di John Real, a qualche pare ha avuto una limitata distribuzione nelle sale. Il regista è giovanissimo (22 anni), sul web se ne parla come di una cosina discreta a basso budget, con i soliti problemi di recitazione.

RVH - Rome Vampire Hunter, di Simone Mancini, è un altro mediometraggio no budget che sembra più una cosina amatoriale fatta tra amici per divertirsi che altro. 

Taglionetto, di Federico Rizzo, ha 400.000€ di budget e Nino Frassica nel cast! E' più thriller che horror, ma vale la pena vederlo. Il regista è quello di Fuga dal Call Center, un film che qualche anno fa fece parlare molto e che va recuperato se non l'avete visto... 

The Ghostmaker, di Mauro Borrelli, è una coproduzione con l'America che ha più budget di tutti gli altri film messi insieme. Comunque non si è mai visto nelle sale, e credo neanche in dvd.

The Hounds, di Maurizio e Roberto De Piccolo, ha un look internazionale, è girato in inglese con attori - credo - inglesi... ma nonostante questo non si è visto lo stesso, e sul web se ne parla piuttosto male.

True Love, di Enrico Clerico Nasino, ha tra i produttori Rai Cinema quindi probabilmente prima o poi in qualche modo lo vedremo. Sono stati stretti accordi per la distribuzione in 11 paesi tra i quali, per ora, l'Italia non figura. Sembra interessante.


Perchè questa lunga lista? Per dimostrare che i film di genere sono ben pochi, e anche quei pochi sono in gran parte produzioni amatoriali senza nessuna forza produttiva alle spalle.

Ma dove sono finiti i produttori medio piccoli? Ormai in Italia se non ti chiami Federico Zampaglione non hai nessuna speranza di fare film di un certo tipo. Persino il Dracula 3d di Dario Argento molto probabilmente non andrà nelle sale! Eppure gli horror (ma anche la fantascienza e il fantasy ad esempio) hanno una base di fan fedele e disposta a perdonare quasi tutto. Uno come Ruggero Deodato è ospitato nei festival di tutto il mondo e accolto da folle osannanti, e non è certo il nome più prestigioso del cinema di genere italiano di qualche decennio fà. Nonostante questo, comunque, in Italia nessuno è disposto a investire su di lui. Figuriamoci sui giovani, che avrebbero anche qualcosa di più da dire. Eppure guardando la lista dei film drammatici, o delle commedie, si trovano film che nessuno ha visto, e che nessuno vedrà mai. E che all'estero nessuno avrà mai interesse a comprare, perché sono film che un pubblico non ce l'hanno. Ma allora perché vengono prodotti?

Forse perché guardando queste liste si trovano delle note interessanti, tipo...
Sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali 
Sostenuto dalla Regione Calabria
Sostenuto dalla Caserta Film Commission
Sostenuto dal Roma&Lazio Film Commission
Sostenuto dalla Film Investimenti Piemonte

etc etc....

Finché continueranno ad esserci finanziamenti pubblici distribuiti a cazzo di cane, finché lo stato regalerà 500.000€ a Pasquale Squitieri per il suo ultimo film che nessuno vedrà mai, il sospirato rilancio del cinema di genere in Italia non ci sarà mai. Al piccolo produttore converrà sempre finanziare la piccolissima pellicola che parla di temi sociali senza dire un cazzo di interessante per nessuno, perché così magari strapperà qualche soldo dallo stato e magari la Rai lo comprerà per mandarlo in onda in terza serata su Rai4.

Ora ci penso io a fare il film di genere ;)

sabato 16 ottobre 2010

La "fuck list" di Karen Owen e la tontaggine dei "media" italiani

Nel meraviglioso mondo di internet l'argomento preferito degli ultimi tempi è senz'altro la "mitica" fuck list di Karen Owen. La generosa 22enne, studentessa delle prestigiosa università di Duke e molto attiva e disponibile con un po' tutti i componenti delle squadre sportive dell'ateneo, ha pensato bene di far divertire le sue amiche scrivendo una accurata "tesina" di 42 pagine, nella quale elenca i 13 tizi con cui ha trombato nei suoi anni di università. I fortunati trombatori, definiti nel testo "volontari", sono descritti e valutati minuziosamente, con criteri di valutazione quali "originalità dell'approccio", "aspetto fisico", "misure dell'hardware", "divertimento", "durata" etc. L'accento australiano è stato considerato un bonus, l'essere canadese un malus. Un voto finale espresso in decimi (in realtà due dei volontari sono stati talmente bravi da meritarsi un 12 e un 13!) ha espresso la soddisfazione generale della scrittrice.

(la scrittrice - quella a sinistra)

In fondo non ci sarebbe niente di male, senonché tutta sta roba è ovviamente finita su internet divenendo virale, se ne è parlato persino in tv e alcuni dei ragazzi, valutati magari 1 o 3, non hanno preso bene il fatto di essere citati con nomi e cognomi e con tanto di foto non censurata. La Karen Owen ha detto di essere stupita da tutto il bailamme generatosi, si è scusata con chiunque si sia potuto offendere e si è guadagnata probabilmente un futuro come concorrente del Grande Fratello americano o roba del genere.

Per chi volesse leggersi tutta sta roba... andate qui.  Anche se non c'è nulla di pornografico, io almeno una videopresentazione l'avrei preparata :D

Ora, perché sto post?

Perché in Italia come al solito non c'hanno capito nulla, e molti hanno pensato bene di riportare la notizia come se quella di Karen Owen fosse LA VERA TESI CON CUI SI E' LAUREATA!

Basta una ricerchina su google news per avere qualche esempio.

Su gossip fan page, "magazine per i fan del gossip". 

...a Karen è venuta in mente un’idea brillante per la sua tesi di laurea: analizzare 13 amanti sessuali, scelti appositamente nelle varie specialità sportive del campus...

Su Notizie Fresche. "Portale blog collaborativo indipendente di notizie pubblicate da autori freelance"

Bisogna sacrificarsi per laurearsi. E’ quello che avrà pensato Karen Owen una studentessa americana di 22 anni che per fare una tesi di laurea è andata a letto con 13 atleti dei team universitari. Karen Owen, studentessa alla Duke University, doveva fare una tesina di laurea e così ha deciso di andare a letto con 13 atleti per studiarne le dinamiche e fare le sue considerazioni scientifiche...

Su La Voce, "il primo quotidiano indipendente online",

Quarantadue pagine di amplessi, per una laurea ? Se una signorinella di 19 anni prossima al termine del suo corso di studi pensasse una cosa del genere saremmo probabilmente in un episodio di Ai confini della realtà. Non in America , la terra delle opportunità e del policamente corretto ibridato con lo scorretto ibridato con topolino e minnie. Ed è proprio da una Minnie qualunque, che risponde al nome di Karen Owen, una studentessa americana di 19 anni della “Duke University”, che arriva questa provocazione in stile reality al cubo, anzi all'(in)cubo.
[...]
Nonosante quello che potrebbe apparire lo studio è approfondito in maniera professionale; l'obbietivo che si prefigge di raggiungere è quello di analizzare le prestazioni di 13 atleti di diversi team universitari per validare o meno la tesi secondo cui gli sportivi sono i più bravi tra le lenzuola. Un accademia che annovera tra e sue fila laureati in tali materie "umanistiche" mancava all'appello del più grande paese del mondo. Bigotti e intelletualoidi insorgono per questa scelta? Non importa; una presa di posizione così istituzionalizzata nei confronti dell'unico motore che muove il pianeta và applaudita a prescindere.

(notare che qui fanno anche la morale, come a dire "noi in Italia siamo superiori"!)

Sul Secolo XIX, non proprio un piccolo sito d'informazione messo su in due minuti...

“Cosa mi tocca fare per i successi scolastici”. Avrà pensato sicuramente questo una studentessa americana della Duke University, Karen Owen, quando “si è messa all’opera” per realizzare la sua tesi di laurea: con grande “professionalità universitaria”, ha elaborato una tesina in PowerPoint dove ha “recensito” 13 atleti con cui ha avuto notti di sesso.

Si potrebbero fare un'altra dozzina di esempi, di siti d'informazione, news, persino di quotidiani che non c'hanno capito un cazzo. E dire che basterebbe poco per controllare come stanno le cose. Ma evidentemente per molti sedicenti giornalisti, e di testate online nientemeno, anche una ricerca su google è da considerarsi fantascienza.

domenica 15 marzo 2009

Cose che fanno male al cuore

#1 Quattro persone (finora) hanno votato Marco Carta nel sondaggio qui accanto

#2 Franceschini sorprende in positivo nei primi giorni come segretario del PD, forse perchè tutti si aspettavano il peggio da lui?

#3 La cosa più importante. La vedova di Douglas Adams ha chiesto a Eoin Colfer (autore dei libri di Artemis Fowl) di proseguire la saga della Guida Galattica per gli Autostoppisti. Il libro, And Another Thing, uscirà in Inghilterra e presumibilmente anche negli USA il 12 Ottobre... Ora, è vero che Adams aveva intenzione di proseguire la sua "sempre più inaccurata trilogia" con un sesto libro. Ma è morto. Basta. Quindi.... PERCHE'? La vedova deve pagarsi la pensione? Ecco un libro di cui NON si sentiva il bisogno e che credo proprio NON leggerò.


sabato 27 settembre 2008

Lo vedi com'è ingiusto il mondo?


E' morto Paul Newman. La sua ultima interpretazione rimarrà quella - memorabile - a fianco di Tom Hanks in "Era Mio Padre", un film non eccezionale ma reso imperdibile dalla sua splendida recitazione.

Rassicuriamo invece le fan di Silvio Muccino, che sta benissimo.


Io odio MySpace

Io odio MySpace. Ce l'hanno tutti, per un qualsiasi gruppo pare ormai indispensabile e se dici che non ce l'hai ti guardano male. Tutte le ragazzine più o meno darkettone ce l'hanno e ci mettono le loro foto pseudoingenuamente sexy. Le minigonne più audaci, i bikini più striminziti, le scollature più profonde, i tacchi a spillo della mamma e le calze da dura. Tutti i ragazzini che vogliono fare i fighi e vogliono trombarsi le darkettone ce l'hanno, e ci mettono le foto col petto di fuori e la pancia in dentro, i capelli tenuti a posto da due chili di stucco e il calzino nelle mutande per gonfiare il pacco. Io non ce l'ho MySpace, non riesco a capire a cosa serve.

Ok, ci si possono mettere le foto, ma volete mettere con flickr, deviantart e soprattutto con le splendide gallerie d'immagini su imagefap?

Ok, ci si può mettere un po' di musica, ma quella con un po' di sforzo la si può sentire anche su YouTube, si può creare una radio online, se si ha un gruppo si può fare un vecchio, caro sito che è decisamente più bello da vedere.

Si può usare a mo di blog... ma è limitatissimo, confusionario, passa in secondo (terzo) piano rispetto a tutto il resto. E certo non regge il confronto con Blogger, Wordpress, persino con Splinder e simili.

MySpace è soprattutto una piattaforma di Social Networking... MA CHE CAZZO SAREBBE IL SOCIAL NETWORKING? Ok avete una lista di amici, che però comprende...

A- I vostri pochi amici della vita reale. I vostri vicini, la combriccola con cui uscite regolarmente, se proprio siete fortunati la ragazzina che vi fa tanto sesso ma che non avete il coraggio di invitare a uscire di persona.
B- Gente a caso con nomi "cool" tipo "Tenebra87", "PiccolaPorcellina", "VilleValoFromFoiano", "SoloTacchiASpillo", con gallery che invitano alla masturbazione e che poi conosciuti di persona sono geometri brufolosi o ragazzine che dormono col pigiama di hello kitty.
C- I Metallica. Angelina Jolie. Jenna Jameson. Obama. "Ehi, Obama mi ha aggiunto tra i suoi amici di MySpace!". "IMBECILLE, OBAMA NON E' TUO AMICO, NON VERREBBE NEANCHE A PRENDERE UN CAFFE' CON TE!"

Inoltre la grafica di MySpace fa schifo, le pagine personali quando va bene secernono musica fastidiosa che si fatica a stoppare, quando va male sono tutte glitterate e illeggibili, i commenti che la gente lascia sono o saluti idioti e patetici tentativi di acchiappare o squallide pubblicità di concerti che non interessano a nessuno, il tutto è un obbrobrio confusionario che però fa figo avere. Perchè?

Fatevi un blog, un sito personale, una pagina DeviantArt, una gallery su Flickr, scrivete su forum, newsgroup, dove ti pare... BASTA CON MYSPACE!

(next: io odio Twitter)

giovedì 22 novembre 2007

Prima linea?

Ad Arezzo, sulle impalcature di Via Roma, è apparsa un'enorme scritta preceduta da una croce celtica... "PRIMA LINEA". Tutti ad Arezzo sanno chi è che riempie la città di celtiche e svastiche sui muri, tutti sanno chi aveva profanato il Cippo degli ebrei, tutti saprebbero a chi rivolgersi ma pare che nessuno abbia voglia di muoversi... e vabbè, in qualche modo ci siamo rassegnati a coprire (mai troppo presto) le scritte e sedersi passivamente in attesa che compaiano altre... ma in questo caso una domanda me la voglio porre.

Io la storia l'ho studiata, ne sono appassionato e mi piace ancora leggere, informarmi, non voglio dire cazzate... in particolare sulla storia del '900 che ancora ha tanti strascichi nella vita di ogni giorno. Quindi la domanda che m'è subito venuta in mente è...

MA QUELLI DI PRIMA LINEA NON ERANO COMUNISTI???

In realtà ero già sicuro della risposta, ma mi sono voluto documentare lo stesso... ed ecco qui cosa ne pensa Wikipedia di tutta questa vicenda!

Nascita ed ideologia

Prima Linea è stata fondata da reduci dai gruppi extra-parlamentari Lotta Continua e Potere Operaio, fuoriusciti da queste formazioni quando queste decisero di non abbandonare la legalità. In particolare il nome deriva dagli aderenti che in Lotta Continua facevano parte del servizio d'ordine durante le manifestazioni che era posto appunto in "prima linea". Prima Linea era formata principalmente da operai e studenti e suoi dirigenti erano considerati Enrico Baglioni, Francesco Galmozzi, Roberto Rosso (l'ideologo del gruppo) e Sergio Segio
Inizialmente il gruppo non rivendicava le proprie azioni anche perché nei primi mesi si autodefiniva "non un nuovo nucleo combattente, ma l'aggregazione di vari gruppi guerriglieri che finora hanno agito con sigle diverse" (testo di un volantino rilasciato dopo un'irruzione nella sede del gruppo dirigente della FIAT di Torino).
Il modello era molto più elastico di quello delle BR che invece si basavano sulla compartimentazione e sulla clandestinità. PL organizzativamente infatti era fondata sulla non divisione rigida dei ruoli e soprattutto dal rifiuto (salvo pochissime eccezioni) della clandestinità proprio per mantenere una presenza nei luoghi di lavoro e nei movimenti della sinistra extra-parlamentare. Dal punto di vista ideologico PL ha sempre posto al centro l'azione relegando in secondo piano una precisa elaborazione ideologica, ancora una volta diversamente dalle BR.

Cronologia


1976

In sede processuale il primo omicidio attribuito al gruppo sarà quello di Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, il 29 aprile 1976 a Milano, in occasione del primo anniversario della morte di Sergio Ramelli, ucciso da un commando di Avanguardia Operaia.

1977

Nell'aprile del 1977, a San Michele a Torri, nei pressi di Firenze, si tenne la conferenza istitutiva dell'organizzazione che si dotò di uno statuto e di un impianto organizzativo. Alla testa di PL c'era la Conferenza dell'Organizzazione ed il Comando Nazionale, poi i settori informativi e logistici ed infine le Squadre di Combattimento ed i Gruppi di Fuoco. PL si proponeva di mantenere una forte presenza nei movimenti di contestazione degli anni Settanta accanto ad una struttura organizzata a livello nazionale.
Nel luglio del 1977 Prima Linea danneggiò un'armeria di Tradate, in provincia di Varese, in risposta all'uccisione (da parte del proprietario del negozio stesso durante una rapina per finanziamento del gruppo) di Romano Tognini, un suo militante.

1978

Nel 1978 si ebbe una fusione con le Formazioni Comuniste Combattenti, in seguito alla quale si diede vita al Comando Nazionale Unificato. In questo periodo PL si concentrò nella lotta contro le strutture carcerarie ed i suoi esponenti. Nel gennaio 1978 fu ucciso l'agente Fausto Dionisi, mentre nell'ottobre dello stesso anno venne freddato a Napoli Alfredo Paolella, docente universitario di antropologia criminale e osservatore tecnico nel carcere di Pozzuoli: ai suoi funerali i sindacati ed i partiti di sinistra promossero una grande manifestazione contro il terrorismo.

1979

Nel gennaio del 1979 venne ucciso l'agente Giuseppe Lorusso a Torino ed il 29 gennaio, a Milano, il giudice Emilio Alessandrini che lavorava ad una riforma della legislatura carceraria. Nel febbraio la polizia sorprese ed uccise a Torino due membri di Prima Linea seduti ad un bar. In risposta, nel marzo successivo, PL compì un agguato contro una volante della polizia; nello scontro a fuoco perse la vita il passante Emanuele Iurilli. Pochi mesi dopo fu ucciso Carmine Civitate, proprietario del bar e ritenuto responsabile di aver identificato i due terroristi.
Il 13 luglio fu ucciso durante una rapina a Druento (Torino) il vigile urbano Bartolomeo Mana, che faceva servizio di vigilante disarmato, freddato con un colpo a bruciapelo alla testa.
Nel settembre del 1979 si tenne una conferenza di PL a Bordighera (Imperia) nel quale emerse un contrasto tra coloro che volevano mantenere una radicazione nei movimenti e coloro che invece volevano portare un attacco più deciso alle istituzioni. A causa di questi contrasti alcuni membri lasciarono l'organizzazione e ripararono in Francia dove furono successivamente arrestati. Sul finire dell'anno a Torino venne colpita la FIAT con l'uccisione dell'ingegnere Carlo Ghiglieno ed il ferimento di alcuni dirigenti aziendali, mentre a Rivoli (Torino) viene ucciso dalla polizia il militante Roberto Pautasso.

1980

Nel 1980 prevalse l'ala radicale di PL che decise l'uccisione del magistrato e criminologo Guido Galli, a Milano, il 19 marzo. Il 5 febbraio fu ucciso invece Paolo Poletti, dirigente della fabbrica ICMESA di Seveso dalla quale era scaturita la nube tossica di diossina nel noto incidente dell'estate del 1976. Vennero uccisi i carabinieri Antonio Chionna, Ippolito Cortellessa, Pietro Cuzzoli e l'agente Filippo Giuseppe.

Pentiti

Nello stesso anno si ebbero vari pentiti che portarono a numerosi fermi e ad un grosso dibattito all'interno di PL. In particolare le rivelazioni di Roberto Sandalo causarono una serie di arresti e dettero vita ad una profonda riflessione interna sulla cosiddetta desolidarizzazione tra i militanti. Mentre l'organizzazione decise, in febbraio, di uccidere William Waccher, ritenuto un collaboratore di giustizia, diversi membri abbandonarono PL, confluendo in parte nelle BR.

L'«affaire» Donat Cattin

Anche grazie alle rivelazioni di Sandalo la polizia identificò nel maggio 1980 tra i membri più importanti di PL Marco Donat Cattin, figlio di Carlo, membro di spicco della Democrazia Cristiana e più volte ministro della Repubblica italiana. Esattamente lo stesso giorno in cui la notizia apparve sui giornali Marco Donat Cattin riuscì a scappare in Francia dove poco tempo dopo venne arrestato ed estradato nel febbraio 1981. Su di lui pendevano tra le varie accuse quella di aver partecipato attivamente all'omicidio Alessandrini.
La sua fuga in Francia fu oggetto di aspre polemiche nel mondo politico che coinvolsero il padre e l'allora Presidente del Consiglio Francesco Cossiga accusato di aver preventivamente informato Carlo Donat Cattin riguardo le indagini sul figlio e addirittura di averne agevolato la fuga all'estero. Le inchieste successive non portarono ad alcuna responsabilità da parte di Cossiga anche se pare accertato che alcuni giorni prima di essere tratto in arresto Sandalo abbia avuto dei colloqui con Carlo Donat Cattin riguardo la situazione compromessa del figlio Marco.
Pochi mesi dopo la sua estradizione in Italia, Marco Donat Cattin fece di nuovo parlare di sé in quanto usufruì della legge sulla dissociazione recentemente approvata che prevedeva forti riduzioni di pena per coloro che dichiaravano conclusa la loro esperienza nella lotta armata ed appunto si "dissociavano" dai rispettivi gruppi terroristici di appartenenza.

Fine e dissoluzione di Prima Linea

Nel 1981 a Barzio, in provincia di Como si tennero due conferenze in cui si decise, dopo alcuni falliti tentativi di riorganizzazione, di sciogliere Prima Linea. Questa decisione viene approvata da moltissimi militanti incarcerati che daranno vita ad un vasto movimento di dissociazione. Alcuni membri ancora in libertà dettero vita ai Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria, una formazione che si proponeva la liberazione dei detenuti per banda armata e per reati politici in generale.
Prima Linea è stata presente soprattutto in Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto e nella sua attività vennero coinvolte 923 persone

Situazione attuale di alcuni membri

Sergio Segio, uno dei leader, dopo aver scontato la sua condanna a 22 anni, lavora al recupero dei soggetti svantaggiati della società collaborando in questo anche con don Luigi Ciotti. Ha pubblicato diversi articoli sulle tematiche carcerarie e nel 2005 è uscito il suo libro "Miccia Corta", che traccia la storia di PL.
Marco Donat-Cattin, libero dal maggio 1987, è morto il 18 giugno 1988, sull'autostrada Serenissima, nei pressi del casello di Verona sud, travolto da un'auto mentre, sceso dalla sua vettura, stava segnalando alle macchine che sopraggiungevano di fermarsi per evitare un incidente in cui lui stesso era stato coinvolto leggermente.
Alcuni esponenti del gruppo sono oggi parlamentari.


Ecco, come pensavo... fascisti, e pure ignoranti!!!

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