In realtà ero già sicuro della risposta, ma mi sono voluto documentare lo stesso... ed ecco qui cosa ne pensa Wikipedia di tutta questa vicenda!
Nascita ed ideologia
Prima Linea è stata fondata da reduci dai gruppi extra-parlamentari
Lotta Continua e
Potere Operaio, fuoriusciti da queste formazioni quando queste decisero di non abbandonare la legalità. In particolare il nome deriva dagli aderenti che in Lotta Continua facevano parte del servizio d'ordine durante le manifestazioni che era posto appunto in "prima linea". Prima Linea era formata principalmente da operai e studenti e suoi dirigenti erano considerati
Enrico Baglioni,
Francesco Galmozzi, Roberto Rosso (l'ideologo del gruppo) e
Sergio Segio
Inizialmente il gruppo non rivendicava le proprie azioni anche perché nei primi mesi si autodefiniva "
non un nuovo nucleo combattente, ma l'aggregazione di vari gruppi guerriglieri che finora hanno agito con sigle diverse" (testo di un volantino rilasciato dopo un'irruzione nella sede del gruppo dirigente della
FIAT di
Torino).
Il modello era molto più elastico di quello delle BR che invece si basavano sulla compartimentazione e sulla clandestinità. PL organizzativamente infatti era fondata sulla non divisione rigida dei ruoli e soprattutto dal rifiuto (salvo pochissime eccezioni) della clandestinità proprio per mantenere una presenza nei luoghi di lavoro e nei movimenti della sinistra extra-parlamentare. Dal punto di vista ideologico PL ha sempre posto al centro l'azione relegando in secondo piano una precisa elaborazione ideologica, ancora una volta diversamente dalle BR.
Cronologia
1976
In sede processuale il primo omicidio attribuito al gruppo sarà quello di
Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del
Movimento Sociale Italiano, il
29 aprile 1976 a
Milano, in occasione del primo anniversario della morte di
Sergio Ramelli, ucciso da un commando di
Avanguardia Operaia.
1977
Nell'aprile del
1977, a
San Michele a Torri, nei pressi di
Firenze, si tenne la conferenza istitutiva dell'organizzazione che si dotò di uno statuto e di un impianto organizzativo. Alla testa di PL c'era la Conferenza dell'Organizzazione ed il Comando Nazionale, poi i settori informativi e logistici ed infine le Squadre di Combattimento ed i Gruppi di Fuoco. PL si proponeva di mantenere una forte presenza nei movimenti di contestazione degli
anni Settanta accanto ad una struttura organizzata a livello nazionale.
Nel luglio del 1977 Prima Linea danneggiò un'armeria di
Tradate, in provincia di
Varese, in risposta all'uccisione (da parte del proprietario del negozio stesso durante una rapina per finanziamento del gruppo) di Romano Tognini, un suo militante.
1978
Nel
1978 si ebbe una fusione con le
Formazioni Comuniste Combattenti, in seguito alla quale si diede vita al
Comando Nazionale Unificato. In questo periodo PL si concentrò nella lotta contro le strutture carcerarie ed i suoi esponenti. Nel gennaio 1978 fu ucciso l'agente
Fausto Dionisi, mentre nell'ottobre dello stesso anno venne freddato a
Napoli Alfredo Paolella, docente universitario di antropologia criminale e osservatore tecnico nel carcere di
Pozzuoli: ai suoi funerali i sindacati ed i partiti di sinistra promossero una grande manifestazione contro il terrorismo.
1979
Nel gennaio del
1979 venne ucciso l'agente
Giuseppe Lorusso a
Torino ed il
29 gennaio, a Milano, il giudice
Emilio Alessandrini che lavorava ad una riforma della legislatura carceraria. Nel febbraio la polizia sorprese ed uccise a Torino due membri di Prima Linea seduti ad un bar. In risposta, nel marzo successivo, PL compì un agguato contro una volante della polizia; nello scontro a fuoco perse la vita il passante
Emanuele Iurilli. Pochi mesi dopo fu ucciso
Carmine Civitate, proprietario del bar e ritenuto responsabile di aver identificato i due terroristi.
Il
13 luglio fu ucciso durante una rapina a
Druento (Torino) il vigile urbano
Bartolomeo Mana, che faceva servizio di vigilante disarmato, freddato con un colpo a bruciapelo alla testa.
Nel settembre del 1979 si tenne una conferenza di PL a
Bordighera (
Imperia) nel quale emerse un contrasto tra coloro che volevano mantenere una radicazione nei movimenti e coloro che invece volevano portare un attacco più deciso alle istituzioni. A causa di questi contrasti alcuni membri lasciarono l'organizzazione e ripararono in
Francia dove furono successivamente arrestati. Sul finire dell'anno a Torino venne colpita la
FIAT con l'uccisione dell'ingegnere
Carlo Ghiglieno ed il ferimento di alcuni dirigenti aziendali, mentre a
Rivoli (Torino) viene ucciso dalla polizia il militante
Roberto Pautasso.
1980
Nel
1980 prevalse l'ala radicale di PL che decise l'uccisione del magistrato e criminologo
Guido Galli, a Milano, il
19 marzo. Il
5 febbraio fu ucciso invece
Paolo Poletti, dirigente della fabbrica
ICMESA di
Seveso dalla quale era scaturita la nube tossica di
diossina nel noto incidente dell'estate del
1976. Vennero uccisi i
carabinieri Antonio Chionna,
Ippolito Cortellessa,
Pietro Cuzzoli e l'
agente Filippo Giuseppe.
Pentiti
Nello stesso anno si ebbero vari pentiti che portarono a numerosi fermi e ad un grosso dibattito all'interno di PL. In particolare le rivelazioni di
Roberto Sandalo causarono una serie di arresti e dettero vita ad una profonda riflessione interna sulla cosiddetta desolidarizzazione tra i militanti. Mentre l'organizzazione decise, in febbraio, di uccidere
William Waccher, ritenuto un collaboratore di giustizia, diversi membri abbandonarono PL, confluendo in parte nelle
BR.
L'«affaire» Donat Cattin
Anche grazie alle rivelazioni di Sandalo la polizia identificò nel maggio 1980 tra i membri più importanti di PL
Marco Donat Cattin, figlio di
Carlo, membro di spicco della
Democrazia Cristiana e più volte ministro della Repubblica italiana. Esattamente lo stesso giorno in cui la notizia apparve sui giornali Marco Donat Cattin riuscì a scappare in
Francia dove poco tempo dopo venne arrestato ed estradato nel febbraio
1981. Su di lui pendevano tra le varie accuse quella di aver partecipato attivamente all'omicidio Alessandrini.
La sua fuga in Francia fu oggetto di aspre polemiche nel mondo politico che coinvolsero il padre e l'allora
Presidente del Consiglio Francesco Cossiga accusato di aver preventivamente informato Carlo Donat Cattin riguardo le indagini sul figlio e addirittura di averne agevolato la fuga all'estero. Le inchieste successive non portarono ad alcuna responsabilità da parte di Cossiga anche se pare accertato che alcuni giorni prima di essere tratto in arresto Sandalo abbia avuto dei colloqui con Carlo Donat Cattin riguardo la situazione compromessa del figlio Marco.
Pochi mesi dopo la sua estradizione in Italia, Marco Donat Cattin fece di nuovo parlare di sé in quanto usufruì della legge sulla dissociazione recentemente approvata che prevedeva forti riduzioni di pena per coloro che dichiaravano conclusa la loro esperienza nella lotta armata ed appunto si "dissociavano" dai rispettivi gruppi terroristici di appartenenza.
Fine e dissoluzione di Prima Linea
Nel
1981 a
Barzio, in provincia di
Como si tennero due conferenze in cui si decise, dopo alcuni falliti tentativi di riorganizzazione, di sciogliere Prima Linea. Questa decisione viene approvata da moltissimi militanti incarcerati che daranno vita ad un vasto movimento di dissociazione. Alcuni membri ancora in libertà dettero vita ai
Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria, una formazione che si proponeva la liberazione dei detenuti per banda armata e per reati politici in generale.
Prima Linea è stata presente soprattutto in
Calabria,
Campania,
Emilia Romagna,
Lazio,
Lombardia,
Piemonte,
Puglia,
Toscana e
Veneto e nella sua attività vennero coinvolte 923 persone
Situazione attuale di alcuni membri
Sergio Segio, uno dei leader, dopo aver scontato la sua condanna a 22 anni, lavora al recupero dei soggetti svantaggiati della società collaborando in questo anche con don
Luigi Ciotti. Ha pubblicato diversi articoli sulle tematiche carcerarie e nel
2005 è uscito il suo libro "
Miccia Corta", che traccia la storia di PL.
Marco Donat-Cattin, libero dal maggio 1987, è morto il 18 giugno 1988, sull'autostrada Serenissima, nei pressi del casello di Verona sud, travolto da un'auto mentre, sceso dalla sua vettura, stava segnalando alle macchine che sopraggiungevano di fermarsi per evitare un incidente in cui lui stesso era stato coinvolto leggermente.
Alcuni esponenti del gruppo sono oggi parlamentari.
Ecco, come pensavo...
fascisti, e pure ignoranti!!!