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lunedì 24 marzo 2014

Lukas: la recensione del numero 1

Recensione apparsa originariamente su Orgoglio Zombie


Anche se non è più un evento così raro come in passato, il lancio di una nuova serie Bonelli è sempre un appuntamento attesissimo dagli amanti dei fumetti. Così, dopo sei mesi dal lancio di Orfani, nelle edicole è appena sbarcato Lukas, una serie sicuramente interessantissima per tutti gli adoratori degli zombie.

lukas

Lukas è infatti un ridestato, un  morto vivente risvegliatosi dalla tomba, ma differentemente dai classici zombie che conosciamo ha mantenuto la propria umanità ed il proprio aspetto, e riesce a mimetizzarsi senza problemi tra i normali umani. Una cosa che non ha mantenuto, purtroppo, sono però i ricordi. Lukas non è neanche il suo vero nome, e il desiderio di trovare le proprie radici muove i suoi passi nella grande città chiamata Deathropolis.
Lukas non è l'unico ridestato, accanto a lui altri zombie si muovono tra gli uomini, ma contrariamente al protagonista essi hanno ceduto alla fame di carne umana. Basta un primo assaggio, infatti, per non riuscire più a resistere al desiderio. Dal risveglio sembrano aver acquisito una forza ancora maggiore, non sovrumana ma sicuramente non comune, e sicuramente nei prossimi albi Lukas avrà a che fare con altri come lui...
Il primo volume di Lukas, scritto da Michele Medda e disegnato dal bravissimo Michele Benevento, è praticamente una introduzione alla serie, presenta protagonista e (probabili) antagonisti e comprimari, ma non li fa ancora incontrare davvero, gira intorno alla trama che ovviamente dovrà ancora entrare nel vivo, ma già presenti alcuni elementi che, crediamo, la caratterizzeranno in futuro. In primis la violenza, anche lo splatter messo in primo piano come non succedeva dai tempi dei vecchi Dylan Dog. Il nuovo corso Bonelli pare non voler lesinare sangue e situazioni anche piuttosto scabrose, e le atmosfere cupe e davvero "dark" sono una benvenuta novità, o quantomeno un benvenuto ritorno.
Graficamente l'albo è splendido, a partire dalla affascinante copertina (sempre di Benevento) fino alle pagine interne molto scure e graffiate, appropriate alle immagini mostrate.
L'albo attrae con splatter e violenza e dovrebbe mantenere alta l'attenzione con il mistero. Nel primo volume si è visto più la prima parte che la seconda, ma quel poco mi è bastato per decidere di prendere anche i successivi. La serie costerà di due stagioni di dodici volumi ciascuna, che usciranno con cadenza mensile ovviamente nel classico formato Bonelli, 98 pagine in bianco e nero a 3,30€.

Voto: ***1/2

lunedì 17 maggio 2010

Caravan - l'ultimo numero


E' sempre triste assistere alla fine di un fumetto, soprattutto quando ti ha preso come mi ha preso questo Caravan, miniserie di Michele Medda giunta alla conclusione con il numero 12. Un finale "non finale" che lascia aperti diversi interrogativi e che forse rimette in discussione anche alcune certezze o presunte tali, e che sicuramente farà discutere... e già nei forum qualcuno storce il naso, qualcuno ipotizza una "seconda serie"... non andrà così.

Non andrà così perché Caravan è stato un fumetto "altro" fin dal numero uno, con la sua scelta ben precisa di narrare la storia di gente normale messa di fronte ad un evento tutt'altro che normale, è stato un fumetto dove per tanti numeri non è successo assolutamente niente... e questo è strano per un fumetto, stranissimo per un fumetto della Bonelli, ma a guardar bene sono stati proprio i numeri di "stallo" quelli migliori. Qualcuno addirittura un piccolo capolavoro di coraggio, per come ci ha fatto conoscere in 96 pagine l'animo di piccoli eroi, antieroi, chi più chi meno meritevole di elogi ma tutti con una storia da raccontare. Un passato, un sogno, un segreto... gente come noi, appunto.

Che fine farà Davide? Cos'è davvero Painted Sky? Qual è la verità? ...ma è così importante trovarla?

All'alba il mio amore viene da me

e mi racconta dei suoi sogni,
senza neppure provare ad aprire un varco
nelle trincee della loro oscurità.

A volte penso che non esistano parole,
tranne queste, per dire ciò che è vero.

Ma non ci sono verità fuori dai cancelli dell’Eden.

Bob Dylan, Gates of Eden

domenica 16 agosto 2009

Caravan #3 - La Parola di un leader


Cavolo quanto è bella Caravan! La miniserie "senza un protagonista" creata da Michele Medda continua nel suo incessante viaggio nel deserto, e lo fa con un numero tre che alza la barra della qualità in maniera decisa, ponendosi sempre più sui sentieri tracciati dalle serie tv americane, con particolare attenzione a Jericho. Nella carovana di auto degli abitanti di Nest Point la brace cova sotto le ceneri. Il controllo dei militari e la mancanza di informazioni fanno storcere il naso a più di qualcuno, e il sindaco Banks si pone a capo di un gruppo di persone pronte a boicottare il proseguimento del viaggio, prima riunendosi segretamente e poi in maniera aperta. Ma il controllo dei militari era più approfondito di quanto tutti pensassero, e forse erano già pronte delle contromosse. E intanto le nuvole tornano a farsi minacciose all'orizzonte...

Senza dire troppo sulla trama, mi limito a una considerazione: la sceneggiatura di Medda è eccezionale, questo terzo numero è intrigante, emozionante, scritto divinamente. Difficilmente in edicola riuscirete a trovare qualcosa meglio di Caravan... anche se i disegni di Fabio Valdambrini sono stranamente sottotono. Compratelo e non rimarrete delusi!

Info:

Caravan #3 - La Parola di un leader
di Medda - Valdambrini
Sergio Bonelli
96 pagg., 2,70€
In edicola

giovedì 11 giugno 2009

Caravan #1


La Bonelli ormai si è buttata sulla miniserie, formato forse più appetibile commercialmente e sicuramente più controllabile artisticamente della formula dei personaggi "infiniti" che ha caratterizzato la casa editrice fino ad ora. Caravan è opera di Michele Medda, espertissimo autore di Nathan Never (che sta per tornare con una sua maxi ristampa!) e Legs Weaver, e - altra bizzarria - per una volta non ha il nome di un personaggio ma porta un titolo che è in qualche modo anche un'anticipazione su quella che sarà la serie. Caravan, un nome collettivo. E a quanto pare protagonista sarà nel suo insieme la cittadina di Nest Point, o meglio i suoi abitanti costretti dall'esercito americano a un esodo per cause misteriose, dopo l'apparizione di strane nuvole in cielo e un black out che ha fermato rete telefonica, elettrica e ogni marchingegno per diverse ore. L'unico "vezzo" di richiamo ai personaggi più noti della Bonelli è forse il nome del protagonista del primo numero, Davide Donati... la doppia D ricorda nulla? Davide è un ragazzo diciassettenne, una delle stelle della squadra di calcio della scuola locale, italiano emigrato in America al seguito del padre, architetto di successo. La copertina ritrae appunto Davide e sua sorella, la prima persona ad accorgersi che nel cielo qualcosa non va...

Il primo numero di questa collana che ci terrà compagnia per dodici mesi mi è proprio piaciuto: storia affascinante, bei disegni (Roberto de Angelis, una sicurezza), il meccanismo narrativo funziona alla perfezione. Mi stuzzica anche l'idea di una serie "collettiva", e la narrazione che, anche se Medda lo nega, pare chiaramente ispirata ai nuovi serial americani, Jericho in primis.

Primo numero, dunque, ampiamente promosso. Spero che Caravan possa seguire le orme anche per quanto riguarda la qualità di Volto Nascosto... in attesa della prossima miniserie Greystorm, già annunciata al debutto per Ottobre!

Info:
Caravan #1 (di 12)
Storia: Michele Medda
Disegni: Roberto De Angelis
Case ed.: Bonelli
Mensile, 96 pagg., 2.70€

Il blog di Caravan

mercoledì 26 dicembre 2007

Dylan Dog #256 - Il Feroce Takurr

Voto:

La Trama:
Lea Dunson, la bella cliente di turno, ingaggia Dylan Dog per indagare sulla morte dell’ex marito, Bertram Watkins. L’uomo, ucciso in circostanze misteriose, faceva parte di una fetta di umanità conosciuta come “i collezionisti”. Persone fanatiche di tutti gli oggetti: dai fumetti ai giocattoli, dalle locandine cinematografiche sino alle sorprese delle merendine. All’apparenza solo un innocuo passatempo, un gioco per adulti ancora un po’ bambini, ma al tempo stesso anche una gara mortale tra chi, pur di entrare in possesso di un raro oggetto del suo desiderio, sarebbe disposto persino a uccidere.
Il giudizio:

Arriva in edicola con qualche giorno di anticipo Il Feroce Takurr, 256ma avventura del nostro investigatore dell'incubo preferito. Soggetto e sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Franco Saudelli... beh, dovrebbe essere una garanzia di qualità! Invece in qualche modo sono uscito...straniato dalla lettura di queste 98 pagine.
Non che mi sia annoiato o che le abbia trovato brutto: Medda ha infarcito la storia di trovate divertenti, con un Groucho meno stantio del solite e alcune soluzioni sopra le righe, e Saudelli (pur se sottotono rispetto a recenti lavori) è sempre Saudelli... solo che in qualche modo questo sembra quasi uno spin-off rispetto alla serie regolare, un divertissement natalizio senza una vera continuità e senza l'assillo del rispetto delle regole della serie.

Il fumetto è diviso in due parti quasi divergenti tra loro, una giallo/horror e una tipicamente comica, e il legame è abbastanza labile. C'è in Medda una evidente voglia di presa in giro del mondo dei collezionisti e dei nerd che non sempre va a buon segno, e a dire il vero c'è anche qualche buco di sceneggiatura, che si risolve in un finale non all'altezza. Però c'è brio, si vede che Medda si è divertito a scrivere questo episodio e allora qualche leggerezza si può perdonare, c'è un Dylan Dog ironico che non si vede molto spesso, ci sono buoni dialoghi... insomma, ci sono tanti lati positivi quanti negativi.

Un Dylan Dog non riuscito, ma interessante.

Resta la sensazione che una storia del genere sarebbe stata meglio in uno speciale, ma visto che siamo sotto le feste va bene così :)

Info:
Edizioni: Sergio Bonelli Editore
Prezzo: € 2.70
Mensile, 96 pagg.
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