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martedì 9 dicembre 2014

Redemption - Identità Nascoste: Jason Statham tentato dalla NUNSPLOITATION!

Che Jason Statham sia il Bruce Willis degli anni 2000 (e oltre) non ci sono dubbi. Ma anche lui ormai si avvia verso la cinquantina, soglia piuttosto dura da affrontare per gli action hero, a meno che non si sappiano riciclare in film di una sostanza diversa, più dolente ed amara che giovane e scazzona. Quindi è ovvio che dopo e accanto ai vari Crank o Transporter iniziano ad arrivare anche parti come questa di Redemption - Identità Nascoste. Ma non fatevi ingannare, il titolo originale, molto più bello, era Hummingbird, Usignolo. Cosa ha Statham dell'usignolo devo capirlo...


Il regista è Steven Knight, che qui era all'esordio ma era già piuttosto noto per la sceneggiatura di La Promessa dell'Assassino, e devo dire che la lezione di Cronenberg un po' si vede nella rappresentazione di una Londra dura, notturna e decaduta più che decadente. Statham è Joey Smith, un ex militare delle forze speciali inglesi che durante un attacco di rabbia per avere perso dei suoi compagni uccide per vendetta cinque afghani innocenti. Giudicato colpevole per crimini di guerra riesce a scappare durante il trasporto a Londra, e lì inizia a vivere nascosto, tra barboni e prostitute. Proprio una prostituta, Isabel, diviene sua amica, ma una notte viene aggredita da due balordi e scompare. Joey decide così di risollevarsi, trova lavoro come autista e bodyguard, fa i soldi ed inizia ad aiutare gli altri, con l'aiuto anche di una giovane suora di origine polacca (Agata Buzek) con un passato difficile...


Redemption - Identità Nascoste è la storia del confronto tra questi due personaggi così diversi ma entrambi con tanto in comune. Il loro rapporto vive di contrasti e di momenti quasi eterei, con simboli forse fin troppo evidenti (il vestito rosso, l'arte) ma efficaci, fino a sublimarsi in un atto d'amore che non è punto di arrivo ma per entrambi è un passaggio necessario alla scoperta del loro io. Suor Cristina deve riscoprire la fede, Joey il rapporto con la figlia che non lo conosce. Il film non ha un finale risolutivo, forse perché risoluzione non ci può essere...


Le cose migliori del film sono ambientazione e personaggi, anche quelli minori (i boss cinesi, la Londra nascosta dei barboni, i vicini di Statham quando occupa la casa di un riccone assente) sono ben scritti e delineati. La cosa peggiore probabilmente sono invece i dialoghi, che soffrono di un certo didascalismo e sono a volte banali. Ho visto la versione in italiano, quindi potrebbe dipendere anche dalla traduzione, ma una certa pesantezza è evidente nello script, che avrebbe potuto essere alleggerito. L'esperimento è comunque interessante, e per gli appassionati dell'azione Statham ci offre anche qualche sequenza non male delle sue, questa volta senza iperbole od esagerazioni ma con grande solidità. Ne esce fuori una sorta di noir metropolitano. Da vedere.


Voto: ** 1/2

martedì 28 ottobre 2014

Parker



Ogni tanto un film-cazzata ci vuole, fa bene allo spirito, all'anima. Serve staccare il cervello, non pensare a niente e godersi una sana dose di azione, avventura, battute spaccone e magari qualche tetta bonus. Per questo nel cinema moderno ho due attori di culto: il primo è Dwayne "The Rock" Johnson, il secondo è Jason Statham.


Statham è, ormai da diversi anni, l'unico vero erede credibile di Bruce Willis. Anche lui ha pochi capelli, è grosso ma non esagerato e riesce a dire con sguardo serissimo le peggiori trashate. Un film come Crank è diretto erede de L'Ultimo Boyscout, ad esempio. Quando Bruce Willis ha provato a fare qualcosa di diverso, ad esempio il suo esperimento nell'erotico Il Colore della Notte, ha fallito miseramente, ed anche Statham non pare esattamente a proprio agio in contesti diversi (qualcuno si ricorda In the Name of the King?)... ma in un film come Parker, beh, casca proprio a pennello!


Non è la prima volta che i personaggi dei romanzi di Donald Westlake sbarcano al cinema. L'ultima volta era toccato a Mel Gibson, nel passabile Payback, che a sua volta era un remake dell'ottimo Senza un Attimo di Tregua di John Boorman, ma Statham ha la fisicità ideale per interpretare Parker, criminale duro a morire che cerca di portare avanti una vendetta contro gli ex complici che l'hanno abbandonato credendolo morto dopo una rapina. Il film funziona benino come pellicola d'azione pura, soprattutto quando entra in scena Jennifer Lopez, che a 44 anni suonati interpreta una agente immobiliare poco fortunata e forse poco credibile come zitella con cui nessuno vuole accasarsi. Voglio dire, è sempre una fica incredibile... La Lopez offre una performance credibile e la storia più interessante del film. Statham ci mette la faccia, prende come al solito un sacco di botte e non si può non fare il tifo per lui. Il film è un po' leggerino e manca dello spessore noir che aveva ad esempio quello di Boorman, ma è divertente, con attori credibili (da citare Michael Chiklis e Nick Nolte), e non annoia mai. Il pubblico americano non ha apprezzato particolarmente, quindi sarà difficile vedere dei sequel, ma tanto Statham fa sempre lo stesso personaggio (non che me ne lamenti!), quindi nessuno ne sentirà il bisogno!


Voto: **
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