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mercoledì 10 ottobre 2012

Prometheus (Ridley Scott, 2012)


Ridley Scott non è più quello di una volta. A rileggere la sua filmografia mi stupisco sempre di quanti filmoni, anche di generi diversissimi, sia riuscito a girare nell'arco di una vita.

Ha iniziato con uno storico come I Duellanti, ha rivoluzionato il fanta-horror con Alien, ha inventato il cinema cyberpunk con Blade Runner, il dramma femminile on the road con Thelma & Louise, ha fatto sfracelli al botteghino col Gladiatore...

Negli ultimi anni, però, Ridley Scott ha vivacchiato. Dopo il bel Black Hawk Down si è "rilassato" con Nessuna Verità, poi ha girato il deludente Robin Hood sempre col suo attore feticcio Russell Crowe. Forse è lì che è cambiato qualcosa. Prima dell'uscita si vociferava di un "Nottingham", con protagonista il vituperato  Sceriffo che dimostrava di avere le sue ragioni per andare contro un Robin cattivo. Sarebbe stato sicuramente più interessante del film che è uscito, solido ma... niente di trascendentale. Secondo i soliti rumors il progetto sarebbe cambiato per le pressioni della casa di produzione. E forse per lo stesso motivo Ridley è andato contro quello che lui stesso sosteneva da anni (mai un sequel!) ed ora ci ha proposto il prequel di Alien... ed il risultato importante al botteghino già fa annunciare seguiti e persino un nuovo Blade Runner.


E c'è da dire che Ridley ce l'ha messa tutta per richiamare più fan possibile, sia della vecchia saga di Alien (c'è il facehugger, c'è l'eroina dura e pura che resta in mutande, c'è ovviamente la Weyland con il nuovo - vecchio - modello di androide, le architetture Gygeriane...) che i ggiovani d'oggi (quindi il 3d, la trama più aperta, etc etc.). Il risultato... beh, c'è. Perché appunto, l'incasso parla chiaro. Perché portare questo tipo di fantascienza al cinema ormai pareva un'utopia. Perché in fondo il film è solido, è stato accolto benino dalla critica e non male persino dai fan più esigenti.

Ma francamente non si è visto neppure molto entusiasmo. Il film è solido, inizia in maniera interessante... ma si perde in troppe lungaggini e sviluppa una trama inutile e non troppo avvincente. Ci fa annusare l'Alien per tutto il film, poi ce lo offre troppo poco. Ci fa vedere Noomi Rapace in mutande e non quella strafiga di Charlize Teron!!!
Devo sempre fare tutto io...

Il film è carino ma irrisolto. Nei personaggi poco efficaci, nelle parti quasi comedy inutili, nelle scene d'azione che ti lasciano con la voglia di qualcosa di più. Soprattutto nella seconda parte, che doveva essere quella della svolta in positivo ed invece mi ha quasi annoiato, sebbene sangue ed esplosioni non siano mancate. resta comunque un film da vedere al cinema, ma se dovessi dargli un voto non gli darei più di un 6 e mezzo.

Alien era un film esaltante nella sua semplicità. Prometheus è troppo. Ridley è probabilmente diventato un grandissimo regista, ma ha perso la magia che usava per lavorare alle cose semplici.

giovedì 9 luglio 2009

Uomini che odiano le donne (Oplev, 2009)


Se c'è una cosa di cui sono grato al circuito Ucicinemas sono i film a 3€ il martedì sera. Qualche volta danno cazzate e cinepanettoni, ma altre si riescono a vedere a cifre abbordabili anche film molto attesi e non (totalmente) mainstream. Un po' come Uomini che odiano le donne, insomma. E' vero, il buzz mediatico sul libro e il film è stato anche in Italia enorme, ed anche io sono caduto nella rete. Ho comprato il libro di Larsson e... l'ho divorato, fiondandomi a comprare il secondo e attendendo come uno squalo che ha sentito l'odore del sangue l'uscita del terzo, anch'esso poi letto in non più di quattro giorni, nonostante la mole imponente di pagine. Figuratevi quindi se non potevo accostarmi un filo prevenuto a questa pellicola dello sconosciuto (per me) Niels Arden Oplev... di solito le riduzioni da libro sono delle cagate, figuriamoci poi se il libro d'origine è così lungo, complesso, duro. Le recensioni erano altalenanti, ma tutte concordavano sul fatto che l'opera di Larsson (che poteva anche aspettare di aver finito gli altri suoi libri prima di morire...) non era stata tradita. Dopo aver visto il film non posso che essere d'accordo: il film rispecchia fedelmente quella che è l'essenza vera del libro, non censura le parti più dure e modifica solo alcune piccolezze per evitare di perdersi in lunghe spiegazioni altrimenti inevitabili. Ma c'è tutto, e lo spettatore si deve prestare a diversi pugni nello stomaco. Ci sono soprattutto due attori francamente (a me) sconosciuti anch'essi ma davvero bravissimi: Mychael Nyqvist, nel ruolo del protagonista Mikael Blomqvist, e Noomi Rapace, che interpreta Losbeth Salander. La Rapace soprattutto, scelta criticata perchè non in possesso del fisique du role che traspariva dalle pagine del libro, è invece perfetta. Indimenticabile. Prevedo un bel balzo nella sua carriera ora, magari a Hollywood... Proprio le performance degli attori fanno sorvolare sulla vera pecca del film, ovvero la regia non proprio impeccabile. Un complimento va fatto a Oplev (e alla produzione): la pellicola non patisce il confronto con i moderni blockbuster hollywoodiani e non paga la sindrome da "piccolo film europeo" che si temeva potesse avere. Anzi. L'impianto scenico è ottimo, la qualità video buonissima, le location splendide. Il budget, insomma, ha tenuto. Ma è anche vero che il montaggio è piuttosto scolastico, con un uso forse troppo frequente del flashback, e che non ci sono mai spunti di particolare pregevolezza che fanno dire "cazzo, questo è bravo!". La coproduzione danese/svedese dovrebbe aver già pronte le riduzioni degli altri due romanzi di Larsson, che forse usciranno al cinema o forse in tv, non si è capito bene. Ma la sensazione mia e di molti altri è che non dovremo attendere molto per il classico remake ad altissimo budget e con nomi di pregio. Nell'attesa, godiamoci questo che è sicuramente un film buono, anche se avrebbe potuto essere ottimo, nella speranza che a Hollywood non perdano la testa e decidano di ambientare il remake a (che ne so) Seattle e fare di Lisbeth una attivista di Greenpeace.

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