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lunedì 17 febbraio 2014

The Counselor: Ridley Scott è rimbambito (da tempo)


Volevo iniziare questa recensione scrivendo che ho sempre apprezzato i film di Ridley Scott e che non mi aspettavo da lui un passo falso così, specialmente in una pellicola dedicata alle memoria del fratello Tony, scomparso nel 2012. Ma mi sono reso conto che in realtà l'ultimo film di Ridley Scott che mi sia veramente piaciuto è Black Hawk Down, anno 2001, e che anche prima qualche cagata c'era stata. Ma dopo Black Hawk Down abbiamo avuto:

- Il Genio della Truffa, 2003, carino
- Le Crociate, 2005, una cazzatona con qualche momento ben riuscito
- Un'ottima annata, 2006, affascinante come solo i film sulle vigne sanno essere
- American Gangster, 2007... ok questo me l'ero dimenticato, è bello!
- Nessuna Verità, 2008, piuttosto banale e gigaflop al botteghino nonostante il cast
- Robin Hood, 2010, nammerda
- Prometheus, 2012, prot.

Insomma arriva The Counselor col suo aspetto cool nel 2013 ed io, memore di Blade Runner, Thelma e Louise, I Duellanti, visto il cast che assembla grandi nomi prestigiosi (Brad Pitt, Cameron Diaz) con altri supercool (Michael Fassbender, Javier Bardem) e la nsceneggiatura del premio Pulitzer Corman McCarthy mi aspetto un capolavoro!

Invece c'è una storia confusa, dialoghi pretenziosi che non vogliono dire nulla, e Cameron Diaz che si scopa una Ferrari gialla.

Che già l'idea di una Ferrari gialla... vabbè. Ma Cameron Diaz se la scopa facendo una spaccata sotto lo sguardo attonito di Javier Bardem. Così.


Vogliamo poi parlare di Javier Bardem? Siamo abituati a vederlo conciato malissimo, ma qui sembra uscito da uno di quegli show orribili di Real Time. Via su, facciamo i seri.


La storia poi è pure piuttosto banale, una discesa negli abissi di un avvocato (Fassbender) che si fa risucchiare in una storia di traffico di droghe per presunti problemi finanziari che poi boh, non è che si vedono così tanto, ed alla fine quando la cosa gli si ritorce contro ci rimane pure male. Penelope Cruz fa l'innamorata ingenua, Cameron Diaz la zoccola, Bardem lo spacciatore sopra le righe e Brad Pitt quello furbo che dispensa saggezza. Ma i dialoghi... i dialoghi sono tremendi. Ed alcune scene sono messe lì... non si capisce bene perché. Tipo quella della scopata della macchina raccontata da Bardem. O la Diaz che cerca di scandalizzare un prete durante la confessione. Ma perché? Sembra che Scott volesse fare un film erotico e maledetto, ma allora FACCI VEDERE LA FICA DI CAMERON DIAZ INVECE DI CHIACCHIERARE A VANVERA, CAZZO!

Niente, mi sono sfogato.

Il film è una merda. Pensare che era anche iniziato benino, con una scena di cunnilingus che prometteva bene. Ed invece il climax di Penelope Cruz rappresenta anche il climax del film, che in un crescendo di noia arriva fino ad un finale che boh, forse vorrebbe essere shock ma a me è sembrato solo ridicolo. Nel mezzo solo un paio di scene azzeccate, tipo il motociclista che finisce senza testa, ecco, quello era ganzo. Se avessero tagliato la testa anche a tutto il resto del cast avrei apprezzato il film molto di più.

Voto: :P:P:P:P:P

mercoledì 10 ottobre 2012

Prometheus (Ridley Scott, 2012)


Ridley Scott non è più quello di una volta. A rileggere la sua filmografia mi stupisco sempre di quanti filmoni, anche di generi diversissimi, sia riuscito a girare nell'arco di una vita.

Ha iniziato con uno storico come I Duellanti, ha rivoluzionato il fanta-horror con Alien, ha inventato il cinema cyberpunk con Blade Runner, il dramma femminile on the road con Thelma & Louise, ha fatto sfracelli al botteghino col Gladiatore...

Negli ultimi anni, però, Ridley Scott ha vivacchiato. Dopo il bel Black Hawk Down si è "rilassato" con Nessuna Verità, poi ha girato il deludente Robin Hood sempre col suo attore feticcio Russell Crowe. Forse è lì che è cambiato qualcosa. Prima dell'uscita si vociferava di un "Nottingham", con protagonista il vituperato  Sceriffo che dimostrava di avere le sue ragioni per andare contro un Robin cattivo. Sarebbe stato sicuramente più interessante del film che è uscito, solido ma... niente di trascendentale. Secondo i soliti rumors il progetto sarebbe cambiato per le pressioni della casa di produzione. E forse per lo stesso motivo Ridley è andato contro quello che lui stesso sosteneva da anni (mai un sequel!) ed ora ci ha proposto il prequel di Alien... ed il risultato importante al botteghino già fa annunciare seguiti e persino un nuovo Blade Runner.


E c'è da dire che Ridley ce l'ha messa tutta per richiamare più fan possibile, sia della vecchia saga di Alien (c'è il facehugger, c'è l'eroina dura e pura che resta in mutande, c'è ovviamente la Weyland con il nuovo - vecchio - modello di androide, le architetture Gygeriane...) che i ggiovani d'oggi (quindi il 3d, la trama più aperta, etc etc.). Il risultato... beh, c'è. Perché appunto, l'incasso parla chiaro. Perché portare questo tipo di fantascienza al cinema ormai pareva un'utopia. Perché in fondo il film è solido, è stato accolto benino dalla critica e non male persino dai fan più esigenti.

Ma francamente non si è visto neppure molto entusiasmo. Il film è solido, inizia in maniera interessante... ma si perde in troppe lungaggini e sviluppa una trama inutile e non troppo avvincente. Ci fa annusare l'Alien per tutto il film, poi ce lo offre troppo poco. Ci fa vedere Noomi Rapace in mutande e non quella strafiga di Charlize Teron!!!
Devo sempre fare tutto io...

Il film è carino ma irrisolto. Nei personaggi poco efficaci, nelle parti quasi comedy inutili, nelle scene d'azione che ti lasciano con la voglia di qualcosa di più. Soprattutto nella seconda parte, che doveva essere quella della svolta in positivo ed invece mi ha quasi annoiato, sebbene sangue ed esplosioni non siano mancate. resta comunque un film da vedere al cinema, ma se dovessi dargli un voto non gli darei più di un 6 e mezzo.

Alien era un film esaltante nella sua semplicità. Prometheus è troppo. Ridley è probabilmente diventato un grandissimo regista, ma ha perso la magia che usava per lavorare alle cose semplici.

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